domenica 26 dicembre 2010

Benedizioni e vacanze di Natale

I figli sono una benedizione.
Ma anche la più grande fortuna quando ce l'hai sotto il naso (o al polpaccio) 24 ore al giorno, la apprezzi un pelino di meno.

Ed è proprio per questo che domani mattina mi sacrificherò per svegliarmi presto e portare:
-1.  la nana piccola al suo fantastico e costosissimo nido privato che non fa mai vacanze, dove potrà giocare con i suoi simili e ritemprarsi dal troppo mangiare con la mensa nutrizionalmente bilanciata e approvata dalla ASL.
-2. il nano grande nel fantastico parco giochi dell'IKEA, dove potrà stare tra le palle della piscina con le palle, o anche tra le palle delle apposite educatrici svedesi, ritemprandosi dai troppo videogiochi con un pò di sano scalmanarsi indoor. Al termine del quale sarò lieta di offrirgli un lauto pasto a base di pasta al pomodoro bio (1.99€) e polpette svedesi.

Nel frattempo mi diletterò nell'acquisto di indispensabili suppellettili per la casa di comprovata qualità svedese, insieme a due fantastiche amiche.

Questa strategia mi permetterà di ritemprarmi dalla troppa benedizione, considerando che alla fine delle vacanze mancano ancora 14 benedettissimi giorni.

giovedì 23 dicembre 2010

Tu scendi dalle scale...

Una volta gli amici ti mandavano gli auguri via e-mail, sms o via Facebook.
Adesso vanno di moda i Tag-auguri.
In sostanza l'augurante ti tagga insieme a 200 amici (suoi), e di questi 200 almeno 100 pensano bene di rispondere a tutti.
Così ti ritrovi la casella di posta intasata di notifiche, con le risposte dei 100 amici, mai visti né sentiti nominare.
"Grazie, anche a voi!!" "Un bacio anche a zia Carlotta!". "Che stupenda fotografia!!!"
Due palle di Natale così!!

Ma perché le persone non possono un pò mettersi nei panni degli altri?
E non è l'unico interrogativo di questi frenetici giorni prenatalizi.

Perché ogni anno giuro di fare "solo pensierini" e acquisti saggi e morigerati e finisco per spendere l'equivalente di una settimana in Mar Rosso per due?

Perché tra le leccornie dei cesti di Natale ci sono i PACCHERI, ovvero il formato di pasta più cattivo e scomodo che c'è?

Perché dopo il 20 dicembre si scatena una guerriglia urbana in qualsiasi luogo deputato ad attività commerciali?

Perché il salmone in tranci che fino a una settimana fa era ovunque a 9,90 € al KG adesso non lo porti a casa a meno di 15?

Perché dovremmo essere più buoni? E invece siamo tutti un pò soli? O troppo poco soli?

Perché ogni anno giuro che non mi farò commissionare regali contro terzi  (pensaci tu che lo/li conosci meglio/che hai più occhio, poi ti do i soldi!!) e poi finisco per lavorare la notte per recuperare le ore perse a fare lo shopping altrui???

Perché proprio quando i bambini dovrebbero essere angelicati e ammutoliti dal timore di ritorsioni...saltano e urlano come invasati e ti mettono a soqquadro la casa?

Perché quando mangi il pandoro si scatena fortissimo il desiderio di strapparlo a morsi e finirsi il culetto puciato nel latte, senza riguardo alcuno al fatto che una fetta apporta l'equivalente calorico di mezzo cenone?

Perché tutti gli anni si giura di non esagerare e invece si comincia a strafocarsi di dolci di Halloween per poi proseguire - senza soluzione di continuità- con Natale, Carnevale e Pasqua?

Perché si idealizza sempre il passato e il futuro?

Perché a Natale si fanno i bilanci della propria vita? Non si potrebbe farli a Ferragosto?

Perché le scuole a Natale chiudono per 20 giorni?


Perché a Natale ci vestiamo di rosso?

Perché anche gli asili - come gli ospedali- non istituiscono un servizio di pronto soccorso aperto 24/24?

Perché tutti gli alberghi a cui ho mai chiesto un preventivo mi mandano la loro cazzo di newsletter e nessuno un buono sconto per un soggiorno da loro?

Perché gli ultimi pacchetti e gli ultimi biglietti che restano da fare sono sempre quelli che non avresti voluto fare?

Perché fai dei regali che non avresti voluto fare?

Perché siamo atei, miscredenti, nichilisti, menefreghisti, ma poi restiamo invischiati ogni anno in questa orgia collettiva dei buoni sentimenti che si chiama Natale?

Sia chiaro che io ho sempre adorato in modo viscerale e patetico il Natale, pur avendolo sempre vissuto in modo controverso per storia familiare .
Ma proprio come la magia non si può ripetere, dopo 55 giorni che ci scassano i maroni con Jingle Bells e consigli per gli acquisti (complusivi)...
mi è un pò scesa la catena.

Vabbeh. Vado a farmi un bel bagno e a dipingermi le unghie (di rosso, ovvio). 
Buon Tatale!




PS ieri questo blog ha compiuto 1 anno!!!


PS2 Perché se alla vigilia di Natale vai a cercare un panettone trovi LA FIERA DEL BIANCO?

domenica 19 dicembre 2010

La letterina a Babbo Natale



Caro Babbo Natale per favore io vorrei i pennarelli nuovi, i libri da colorare dei dinosauri e un treno di Natale. 
Alessandro.

Mio figlio non vuole Gormiti, Bakugan e nemmeno Ben 10. 
Ha sfogliato tutto il catalogo dei giocattoli, ma è restato immune alle seduzioni del marketing.
E non ha incollato sulla letterina gli annunci pubblicitari come, ad esempio, faceva il suo avido zio alla stessa età.
E' ancora soddisfatto da Santa Lucia, la Santa Lucia più povera di sempre. 

Sì, perché quest'anno Santa Lucia ha cambiato le regole.

Nei primi anni della sua vita, Alessandro riceveva regali di Santa Lucia da ogni parente-amico-conoscente vicino alla famiglia.
Persino dalla collaboratrice domestica!
Risultato?
L'anno scorso al terzo "Vieniiii, andiamo da X, è passata Santa Lucia!!!" non mostrava alcun interesse.
Al quarto richiamo era visibilmente scocciato.
Oltre, forse, a chiedersi se Santa Lucia è un pò stordita: non può portarli tutti insieme in un unico posto i regali?

Alt, mi sono detta: che senso ha? è per lui o per loro? 
La magia mica la puoi replicare: se la trasformi in routine perde ogni fascino e diventa una rottura di scatole.
E se togli il DESIDERIO ad un bambino gli togli il senso della vita e il bello dell'infanzia.
E così stop a tutti. VIETATO fare regali per S. Lucia. 
Basta pellegrinaggi, basta orge regalizie, basta fingere noi stupore e meraviglia per compensare la sua aria annoiata.

Io ho ancora benissimo in mente tutti i giocattoli, i dolci e le esperienze che non ho potuto fare da bambina.
Desiderare era ciò che rendeva speciali le feste, i compleanni.
Desiderare sapendo che non necessariamente i desideri sarebbero stati esauditi.
Avere ancora motivazioni per essere brava, per meritarmi ciò che volevo. 

Quest'anno Babbo Natale non verrà a casa. Farà un'improvvisata dai nonni, che raggiungeremo per pranzo.
Quella mattina Alessandro sarà probabilmente deluso, ma imparerà a non dare per scontato nulla.
Ad apprezzare l'inatteso.
E a continuare a desiderare.


Caro Babbo Natale,
puoi finalmente portarmi il Dolce Forno Habert, L'Allegro Chirurgo, la Casa di Barbie?
Le espadrillas, le scarpine nere di vernice alla bébé, il tutù da ballerina (invece del triste body blu di ginnastica artistica)? 
E anche una tonnellata di girellemotta e di kinderbriosc?
Se mi porterai tutto ciò sarò felice. 
Se non me lo porterai...sarò felice lo stesso.






P.S. Sullo stesso tema, un interessante contributo della pedagogista Serena Rocchi

venerdì 17 dicembre 2010

Sing Coca Cola


Un tributo ai Train, che fanno canzoni bellissime.
E un riconoscimento alla Coca Cola, che ha inventato la moderna iconografia del Natale
(perché credete che Babbo Natale sia di rosso vestito? Dai commercial della Coca, begli anni '30!!)
e che, da sempre, ci regala stupendi spot natalizi, un trionfo di buoni sentimenti, bollicine e kitch natalizio.
Vorrei cantare insieme a voi...

lunedì 13 dicembre 2010

Santa Lucia


La letterina, l'attesa,  le scampanellate notturne, i "segnali".
Il cartellone della bontà, le minacce, gli apprezzamenti.
I cataloghi di giocattoli, i giri nei negozi, l'occultamento dei regali.
La paura della vigilia, i biscotti per l'asinello,  i pacchetti colorati.
La complicità assonnata ed euforica tra Santa Lucia e l'Asinello.
La sveglia all'alba, la corsa verso le scale, gli occhi che brillano nel vedere la pista di monete di cioccolata.
L'eccitazione contagiosa, le vocine acute, i pacchetti che vengono sbranati avidamente.
La prova dei giochi, le facce rosse di gioia e sporche di cioccolata, carte e scatole ovunque.
I biscotti mangiucchiati, il latte rovesciato, la terra dell'asinello.
La corsa per arrivare in tempo all'asilo, la casa devastata, il silenzio irreale.

Nel cuore di Santa Lucia emozione, ricordi, gratitudine.
La consapevolezza che la magia non è eterna, e che il resto della vita passa nel ricordo della magia.

Dedicato a chi stamattina scriveva sul suo profilo facebook "Santa Lucia non esiste".

lunedì 6 dicembre 2010

Il bue e gli asini.

Garden center di paese. 
Mercatino di Natale (deserto). 
Sto girando con mio figlio, deluso perché quest'anno non hanno allestito il solito plastico natalizio con il trenino
(anche se poi il trenino non lo facevano mai andare, forse per risparmiare elettricità).

- Scusi ce l'avete il bue per il presepio?
- No, il bue l'ho finito. Però c'è l'asinello!
- Grazie ma mi serve il bue.
- Ma l'asinello è bellissimo, tutto dipinto a mano!
- Come le ripeto non mi occorre. Piuttosto, avete un rotolo di cielo diverso da questo?
Ne vorrei un di quelli con anche il paesaggio.
- Ah, no, i cieli con il paesaggio non li fanno proprio più. 
- Beh a dire il vero settimana scorsa l'ho visto all'ipermercato.
- Si, ma sono quelli di qualità scadente!! (con aria seccata).

Aspetto al varco il prossimo che mi dice che "il piccolo commercio specializzato 
è in crisi per colpa della grande distribuzione".
E non perché, se devo avere a che fare con commercianti incompetenti,
supponenti e neppure dotati di un assortimento decente...
preferisco sopportare la calca dell'ipermercato, dove almeno non ho grandi aspettative in quanto a cortesia e qualità.
E quando le aspettative sono basse è più difficile restare delusi.



sabato 4 dicembre 2010

I preparativi di Natale. Prima e dopo (i figli).

I preparativi di Natale PRIMA di avere figli.

Le note romantiche di White Christmas cantata da B.B.King accompagnano questo momento di relax.

Con calma estrai le decorazioni natalizie dalle loro confezioni, una ad una.
Per questo Natale hai scelto un tema rustico-nordico: delicati addobbi di vimini e rattan, graziosamente ricamati con nastri di raso rosso.
Addobbi l'albero lentamente, canticchiando e ripensando ai Natali della tua infanzia. Verifichi attentamente l'omogenea distribuzione di lucine e decori. 
Il presepio è contenuto in una delicata capanna di terracotta proveniente da Napoli, con i personaggi dipinti a mano.
Ogni tanto sorseggi una tisana tirolese alla cannella.
Quando hai finito riponi gli addobbi non utilizzati, ripulisci velocemente e ti godi soddisfatta il risultato.

L'atmosfera è perfetta, e tu fantastichi e pensi, con emozione, a quando questa festa varrà VERAMENTE la pena di essere vissuta, ovvero a quando i frutti del vostro amore saranno nati e allieteranno la vostra esistenza.



I preparativi di Natale DOPO avere avuto figli.

Le canzoncine stridule del coro natalizio dell'Antoniano a malapena si sentono, in quanto coperte da urla gioiose: "Che bellooooooo facciamo l'alberoooooooo!!" "Tatale! Tataaaaaaale!". 
Non facciamo nemmeno in tempo ad aprire i rami dell'alberello 
che le creature vi si avventano per appenderci la loro stupenda collezione di decorazioni dell'ovetto Kinder.
Ovviamente tutti i pupazzetti vengono collocati su tre o quattro rami bassi, lasciando il resto dell'abete tristemente spoglio. 
Inutile chiedersi quale sarà l tema natalizio dell'anno, perché il tuo primogenito ha sentenziato che "L'albero di Natale è dei bambini e decidono i bambini cosa metterci".
Vengono bocciate le decorazioni hi-tech, e "queste con la paglia non mi piacciono". 
Promossi i giocattolini di legno, i pupazzi, avanzi dei biscottini fatti in casa e decorati con la glassa 2 anni fa, e, ovviamente, Kinder Ferrero spopola soprattutto trai rami bassi.

Mentre cerco di collocare uniformemente le lucine senza finire incaprettata nel filo, e dribblando  biberon di acqua spaciugati e pezzi di clementina spappolati,
i tesorini si scaraventano sullo scatolone delle decorazioni.

"Tatalliiii!!! (=cavalli)" urla deliziata la nana, brandendo una delicata giostra-cavalli di legno con il carillon. Riesco a distogliere la sua attenzione con una renna di peluche, mettendo in salvo il carillon,
insieme alla palla di vetro con i pinguini e la neve.
Ma il mio momento di distrazione è fatale al puntale d'argento, che viene smazzuolato sul tavolino e spaccato in due. 
Pam! Uno dei biscotti superstiti è appena caduto disintegrandosi in mille briciole. 
Mi giro e mi accorgo che TUTTI i biscotti sono stati collocati dal grande in punta di ramo, con il ramo piegato in giù, precarissimi. Ma, mentre sistemo i biscotti, la mia dolce bambolina prende a randellate un Babbo Natale con le le corna della renna, in una sorta di inconsapevole vendetta animalista.

Non mi sogno nemmeno di farmi una tisana, in compenso devo interrompermi a ripetizione per 1.pulire un sedere ossuto 2. cambiare un pannolino pieno di cacca 3.tamponare lo stomachino vorace della nana famelica
che alle 18 inizia a urlare "AAAAAMMM" (=ho fame!).

Quando dichiariamo l'albero finito il pavimento è un campo di battaglia coperto da uno spesso strato di decorazioni vaganti, nastri, gancini verdi, peli di albero, briciole e pattume vario.
L'atmosfera è l'ultimo dei miei pensieri, sono stremata e rimpiango le feste prive di festoni, come Ferragosto.
"Facciamo il presepio?". "Magari un altro giorno, eh!".

mercoledì 24 novembre 2010

Tecniche di vendita

- Facciamo il bagno? - No!
- Usciamo dal bagno! - No!
- E' pronta la cena, vieni a mangiare! - No!
- Lavati le mani, per favore! No!
- Ti scappa la pipì? No.
- E' ora di andare a nanna! - No!
- E' ora di svegliarsi! - No!
- Cambiamo il pannolino? - No!

Anni e anni di teoria della comunicazione, tecniche di vendita e di persuasione,
persino La Tecnica Delle Domande ("Chi domanda comanda!" tzk! tzk!).
Ma nessun training ti prepara al più duro mestiere del mondo.
Che non è quello del rappresentante di commercio, no.

PS Ve lo ricordate ISAIA? il personaggio del Drive in che affiancava Zuzzurro e Gaspare
con gli occhi da folle, tutto vestito di nero? Quello che diceva sempre NO! Ecco...

martedì 23 novembre 2010

OUT OF BLOG. Prima puntata: Il benessere è un concetto relativo.

ANTEFATTO
Venerdì mattina. 
Tutto pronto per il primo weekend romantico da TRE anni a questa parte. 
Già rimandato una volta per il mio colpo della strega. Poi c'è stata la febbre della piccola. Poi la mia laringite con antibiotico. 
Questa volta che può succedere peggio del diluvio universale annunciato dalle previsioni?
Beh, per esempio che il figlio grande si svegli lamentando che dal bellissimo tetto fatto "a regola d'arte"...cada la goccia. Sì, piove in casa. Una casa di 3 anni. 
Cosa c'è di meglio, per iniziare il week end che attendere impazienti il sopralluogo del muratore?

SABATO MATTINA
Il mitico muratore di fiducia ha sistemato il tetto in tempo.
Siamo per strada. Io e lui. L'uomo della mia vita.
Nei seggiolini nessun minorenne urlante.
Dall'autoradio non arrivano le note di Barbapapà, 
ma "Con te partirò" di Bocelli, che cantiamo a gran voce.

Ho lasciato la macchina fotografica a casa, su richiesta del marito.
"Tanto pioverà tutto il tempo, e poi almeno ti godi le cose".
Ma poco dopo Affi sono già pentita. 
Le nubi sono alte e i colori dell'autunno sono magnifici. 
Gialli, marroni bruciati, boschi punteggiati di arancio. In alto la neve delle montagne,
qualche castello arroccato....mi sfogo con la limitatissima fotocamera integrata nell'iPhone.




La nostra meta è Merano, Alto Adige. 
Anzi, per essere precisi, abbiamo deciso di trascorrere buona parte della giornata alle Terme, 
crogiolandoci tra piscine di acqua termale e centro benessere.
D'altra parte negli ultimi anni sembra che un week end romantico non possa prescindere da un centro benessere.
Ce la farà il mio pudico marito a aggirare la prescrizione di nudo integrale facendosi il gonnellino con l'asciugamano?

Intanto parliamo. Senza essere interrotti.
Parliamo di telefoni, massoneria, figli, storia, fotografia, progetti, ricordi.
Lui fa le sue cose da ingegnere, come misurare
l'altitudine con il GPS del telefono per "valutare la vicinanza allo zero termico".
(Se pensate che sia strano non vi ho raccontato di quando chiedeva la conducibilità termica delle pentole
alla commessa della lista nozze. O quando andava in giro per i mall americani con la bussola in mano).

Comunque, dicevo. Chiacchieriamo leggeri, euforici.
E' come essere in gita scolastica. Di più. E' come essere usciti dal carcere e respirare nuovamente
la libertà. 
E, parlando parlando, superiamo clamorosamente l'uscita di Bolzano, e ce ne accorgiamo QUARANTA km dopo, ormai
nei pressi di Bressanone. 

Bressanone! Meta di varie settimane bianche e del nostro ultimo week end dell'era pre-figli.
Sei anni fa. Io, lui e il pancione Ma certo: andiamo a Bressanone! 
Giusto il tempo di un panino. Le terme possono attendere.




Alla vigilia dell'apertura dei famigerati Mercatini di Natale, nella stupenda Brixen si respira un'aria da "quiete prima della tempesta".
Fervono i preparativi in piazza Duomo, ma la maggior parte degli esercizi è chiusa. Libera dalle solite orde di turisti e sciatori la città
è ancora più vera, più intensa e incantevole. Con scorci magici, che ricordano in modo struggente la mia Praga.
Siamo partiti da un paio di ore, ma siamo già in vacanza. Anzi, siamo proprio all'estero, si può dire!






Giusto un panino, avevamo detto. 
Ed eccoci qui, al Fink Gasthof , immersi in un tripudio di odori e sapori tirolesi.
Una tentazione unica per il palato, a cui non ci sottraiamo. Affettati, formaggi, canederli.
Ci alziamo appanzati come dopo il pranzo di Natale. Le terme devono per forza attendere.




E allora possiamo anche fermarci da Lidl a prendere il Calendario dell'Avvento per i bambini, per scoprire che in Sud Tirolo anche le cassiere del Lidl sono bionde e gentili.
E poi, piano piano, avviarci verso la nostra meta originaria. 

Quando arriviamo Merano è avvolta da una pioggia talmente sottile da essere quasi impercettibile. E passeggiando lungo il fiume Passirio abbiamo finalmente il coraggio
di ammettere che non abbiamo alcuna voglia di chiuderci alle Terme. Cosa saranno mai due gocce quando sotto l'ombrello non devi trascinare passeggini o bambini recalcitranti?

Merano è maestosa, elegante, ancora memore dei fasti dell'impero austro-ungarico. Anzi, sembra proprio di essere in Austria. 
Per esempio perché qui la maggior parte dei negozi sono chiusi il sabato pomeriggio. 
Fa eccezione una elegante libreria, verso cui ci dirigiamo per scoprire che i libri italiani sono venduti in un'ala separata, come qualcosa di originale e poco richiesto. 
E' fantastico sentirsi parte di una minoranza linguistica nel proprio paese!
E ancora più fantastico tuffarsi in un assortimento impressionante di pantofole tirolesi in lana cotta,
da sempre una delle mie passioni!




E' solo nel tardo pomeriggio che arriviamo all'Hotel Edelweiss, a Parcines.
Nella stupenda camera arredata con legno di melo ripensiamo alla squallidissima e sporca doppia occupata nella precedente fuga a due, a Parigi. Dopo 8 anni di matrimonio il confort del talamo coniugale è diventato condizione imprescindibile dell'atmosfera romantica, anche solo per una notte. Sono lontani i tempi in cui anche un materasso in terra  con sopra il cellophane era l'ambientazione perfetta per fare frizzi e lazzi: siamo diventati più vecchi e più fighetti, inutile.
Inoltre, pur stranamente kids-free, non possiamo trattenerci dall'andare a curiosare la sala-giochi per i bambini, apprezzando i servizi a loro dedicati.
Decisamente le nostre priorità sono cambiate! 

Ed eccoci, finalmente, al centro benessere. Se no che week end-benessere è?
Dopo una bella nuotata nella piscina riscaldata ci sottoponiamo alla tortura del bagno turco.
Resistiamo all'insopportabile caldo-umido per un quarto d'ora spruzzandoci acqua fredda addosso.
Ma è solo nella sauna finlandese, nell'ustionarmi le chiappe sulla panca di legno infuocata che improvvisamente,
ho un'illuminazione. Cosa ci faccio qua dentro con tutti questi estranei seminudi e impettiti come in un ascensore? La tettona, il cumenda con il sedere brufoloso...Tutti seri a sbuffare e soffrire in silenzio. 
Il mio organismo non sarà purificato, e il mio sistema cardiocircolatorio sarà privato della benefica sferzata degli sbalzi di temperatura, ma io mi rilasso di più stravaccata nell'area relax.

Il vero benessere inizia, quando, dopo una doccia rigenerante, ci concediamo una 
superba cena tipica nella magnifica sala decorata in legno con una Stube (stufa di maiolica) vecchia 300 anni. Che godimento!!
Appagati i sensi, cerchiamo di agevolare la digestione con una passeggiata notturna. Ma è tutto inesorabilmente chiuso, e la pioggia e il freddo ci convincono a rientrare nel tepore dell'albergo. 

Dove mi aspetta una fantastica sorpresa. A 19 mesi dalla nascita della nostra  secondogenita, 
mio marito ha deciso di farmi un regalo importante: uno stupendo anello con cui ringraziarmi per 
la fatica e l'impegno che mi sono accollata per procreare e per curare al meglio la nostra famiglia. Cinque luminosissimi brillanti per simboleggiare noi quattro e la nostra amata casa, costruita insieme con tanto impegno e tanto amore.
WOW! 
Inutile dire che, sotto questi auspici, la serata si conclude all'insegna del...benessere di coppia!!!



La mattina successiva, dopo un sonno ininterrotto e davvero rigenerante sotto il piumone,
è bello aprire la finestra e vedersi circondati da imponentissime vette innevate...
Ovviamente il wellness prosegue al buffet della colazione, che non delude.

A questo punto potremmo recarci, finalmente, alle Terme di Merano.
Ma chi ha voglia di pagare un salato biglietto di ingresso per infilarsi un costume umido 
e immergersi nella folla dei bagnanti? In questo momento niente appare più lontano dalla nostra idea di relax!
E così decidiamo di concludere il nostro week end nel delizioso comune di Pergine Valsugana con una missione: procurarci leccornie tipiche per poter organizzare al più presto una cena trentina con gli amici!
Qual miglior modo di prolungare il...benessere?

E a questo punto, raggiunto il nostro obiettivo e data la pioggia battente, nulla ci ispira di più che correre dai nostri mostricciatoli.
E' stato bellissimo respirare per 48 ore, ma ormai la nostalgia ci attanaglia. 
Eh sì, i figli sono una droga da cui è davvero difficile disintossicarsi. E niente come un pò di sano distacco ti fa apprezzare il miglior centro benessere del mondo: la tua casa, i tuoi bambini rumorosi da stringere ed annusare. 
E un paio di calde pantofole di lana cotta tirolese.


mercoledì 17 novembre 2010

TOH!

Con molta calma anche la piccola nana bionda e stalker sta ampliando i suoi orizzonti lessicali,
dimostrando anche una logica sorprendente.
Per esempio non si limita più reclamare gli oggetti del suo desiderio indicandoli prepotentemente con urla belluine (Là là làààààààààà Nooooo Lààààà).
Adesso ti guarda negli occhi severa, ti porge il palmo della mano e urla: TOOOH!
(=per cortesia, velocemente e senza indugi vedi di porgermi quella cosa di mio interesse, accompagnando il tuo gesto, come di consueto con un bel TOH*!).


(*) dalle mie parti TOH= tieni, ciapa, prendi, eccoti, here you are....


P.S. 
Una delle mie poche ma fedeli lettrici mi ha appena sollecitato un post...
Che onore avere qualcuno che nota la mia latitanza dalla blogsfera!!
Come posso resistere a tale irresistibile richiamo per il mio blog-ego?

E così ecco qua i titoli dei post che scriverei se avessi più tempo libero e meno sonno:
-1. Circoli viziosi (dedicato ai nonni che viziano spudoratamente i nipoti. Post strategicamente da rimandare dopo l'imminente weekend romantico che sto per concedermi con mio marito. Visto che i nani staranno- guarda un pò- con i nonni!);
-2.  Tecniche di vendita (dedicato alle commesse scazzone che "non si vende perché c'è la crisi" e a quelle che con il minimo impegno ti fanno uscire con le braccia piene di articoli non preventivati, non desiderati e sostanzialmente inutili, ma pure felice e soddisfatta):
- 3. Out of blog (dedicato al mondo di cose che le mamme blogger potrebbero fare se schiodassero maggiormente i culoni dal pc. Post dedicato innanzitutto a me stessa, visto che a volte è bello liberarsi dalla dipendenza compulsiva da blog e dedicarsi ad altro. Come organizzare una vacanza, rotolarsi con i nani sul letto, o fare una sana trombata col marito).

O mie numerosissime e affezionatissime lettrici, avete preferenze?
Ma, se mi inonderete di commenti (tipo anche uno o due)....vi renderete complici di una mia ricaduta
nelle spire tentacolari della blogsfera.
TOH!

domenica 31 ottobre 2010

Happy Creepy Halloween!

Le brave mamme italiche portano i figli al catechismo e cercano di boicottare Halloween con le seguenti motivazioni:
- non è una tradizione nostra, è un'americanata.
- è una festa che non sento
- è una festa commerciale.

Le stesse mamme poi addobbano l'albero di Natale, spesso al posto del presepio,
comprano tonnellate di minchiate natalizie, e biglietti di auguri col Babbo Natale di rosso vestito inventato dalla Coca Cola negli anni '30.

Halloween festa politicamente scorretta, che parla di morte, di spiriti, di mostri, il trionfo del trash e del ricatto (Dolcetto o scherzetto?).
Natale festa della bontà e della famiglia, dei buoni sentimenti da celebrare con spese folli e imperdibili mangiate collettive. 
La solita ipocrisia benpensante e ignorante all'italiana,  gradita al potere medievale del Vaticano.

Istintivamente mi è sempre piaciuta Halloween.
Perché è una festa macabra, ironica, eccessiva ma senza impegno. 
Perché esorcizza e sdrammatizza le paure dei bambini (e un pò anche dei grandi, dato che mostri e violenze non popolano solo gli incubi dell'infanzia, ma la realtà).
Perché non prevede obblighi e ipocrisie sociali ma divertimento e mascherate.
Perché ti fa socializzare con i vicini e allieta l'arrivo del freddo.
Perché non è affatto moderna e americana, ma antichissima e europea.
Perché è una festa fantastica da condividere con i propri figli.
Perché la morte fa parte della vita, e può essere celebrata in molti modi. 
(Fare la coda al cimitero e arricchire i venditori di crisantemi e lumini è solo uno di tanti possibili modi).

E  questa festa mi piace ancora di più da quando ho scoperto che la Chiesa l'ha sempre osteggiata.
E siccome una delle leggi del marketing è "se non sei capace di inventare qualcosa di nuovo copia il nemico", hanno addirittura inventato le feste dei Santi e dei Morti!!
Quelle che ci propinano come rispettabili e "di precetto", non commerciali e "non copiate". Ah ah


Durante il periodo della cristianizzazione dell'Europa, la Chiesa tentò di sradicare
i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati 
alla festa di Samhain, nell' 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, 
dedicata a tutti i santi del Paradiso, dal 13 Maggio al 1° Novembre. 
Tuttavia l'influenza del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa 
aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti dedicato
 alla memoria delle anime degli scomparsi, che venivano festeggiati dai loro cari, 
mascherandosi da santi, angeli e diavoli e accendendo dei falò.



Halloween non sarà una tradizione della mia infanzia, ma di sicuro farà parte dell'infanzia dei miei figli.

E dopo questa riflessione, sono pienamente ispirata per andare a preparare la terrificante merenda per i bambini che oggi invaderanno la mia casa addobbata di ragnatele e zucche:
torta con ragnatela, dita e orecchie della strega, cuori di pipistrello, cervello insanguinato, croste di mummia, dita di vampiro, occhi di gufo....

Felice tenebroso e terrificante Halloween!



Il tempo delle mele

Premessa
Da quando ho osservato che non si può passare del tempo con un bambino solo per condividere videogames e lotta greco-romana sul lettone,
i momenti che il mio primogenito e il suo papà passano insieme hanno preso una
connotazione cultural-storico-scientifica.
L'ultimo momento prima del bacio della buona notte è sancito dalle "tre domande" (che spaziano dal "perché esistono le giraffe" al "come funziona la lampadina"). E, di tanto in tanto, il cucciolo è accompagnato nella visione di un cartone animato sulla Bibbia, che lui ha ribattezzato "La storia di Gesù",
 che prende il via dalla creazione e dalla cacciata dal Paradiso Terrestre.

Esterno giorno. 
Di fronte al camion del "signore delle arance" (inquietante fruttivendolo ambulante siculo, con unghia del mignolo lunga e sguardo da picciotto).
"Mamma è proprio meglio che io non mangi più mele".
"Perché, amore?".
"Beh, quando mangi una mela succede sempre qualche guaio".
"Guarda che la mela avvelenata di Biancaneve era solo una favola. Se mangi una mela mica muori!".
"Non muori, ma Dio si arrabbia e ti caccia via."

Non dico che le favole dei fratelli Grimm non siano dense di messaggi terrificanti.
Ma, come ho sempre sostenuto, proporre la Bibbia a soggetti facilmente impressionabili
può avere conseguenze pericolose. Quanto meno per la loro alimentazione.

martedì 19 ottobre 2010

20.10.2010

Domani è il 20.10, che quest'anno suona benissimo: 20.10-2010.

Il 20.10 è la data in cui, negli anni, mi sono accadute le seguenti cose:
- ho preso la patente,
- mi sono laureata,
- mi sono messa insieme a mio marito,
- ho accettato la sua proposta di matrimonio,
- ho festeggiato con lui il primo mese di matrimonio.
Senza contare la nascita del sistema operativo Ubuntu (che nella mia vita coniugale ha il suo peso!)
del bambino del mio amico Gianluca.

Ora, spesso mi lamento -stile Sandra Mondaini- che nella mia vita "non succede mai niente chebarba chenoia".
Ma quest'anno, TUTTI per il 20.10, ho ricevuto i seguenti inviti:
- inaugurazione a negozio di tendenza,
- incontro pomeridiano con mamme dell'asilo,
- meeting con cliente,
- pizza serale con amiche,
- conferenza sull'alimentazione dei bambini.

A tutto ho dovuto dire di no, poiché, nonostante il mio
calendario di giornate di formazione sia ultimamente fiacchetto,
per il 20.10 ho - da mesi- programmato un corso full, 8 ore- che diventano 11 con pranzo e spostamenti.

Ma, udite udite, poco fa mi è stato comunicato che il corso salta poiché, su 12 partecipanti,
11 hanno disdetto a causa di pandemie, bracci rotti, emergenze varie. Una serie di coincidenze così mi lascia pensare che, per il 20.10, io debba smettere di programmare e lasciare che mi accada qualcosa di straordinario....
Quasi quasi lascio mobilitato il team baby sitting e mi prendo UNDICI ORE di fila tutte per me...

domenica 17 ottobre 2010

Pink stinks? Think pink!

Pink stinks sta per " il rosa puzza".

E' questo il nome di un movimento contro l'ossessionante invasione del rosa nella cultura e nella educazione delle bambine. L'idea è promuovere dei modelli di riferimento alternativi alla cultura della principessa-fatina-velina tutta seduzione e fascino. Le bambine possono e devono anche aspirare ad essere altro che creature graziose e di rosa vestite. Basta con cartoni animati rosa, cavalli rosa, km di scaffali di giocattoli rosa.
Senza saperlo ho sempre sposato questo movimento, finendo addirittura per odiare il rosa. 
Io che amo tutti i colori e tutte le stagioni, non ho una sola maglietta rosa nel mio armadio.
Perché mi ha sempre fatto incazzare che la femminilità dovesse essere legata ad un colore e un colore essere sinonimo di femminilità (provate voi a vestire un maschio di rosa, a regalargli la cucina o una bambola).
Che stereotipo culturale dannoso, in un'epoca in cui ci si riempie la bocca di "pari opportunità",
ma, se non ti accontenti di sculettare (di rosa vestita) o di fare la massaia,  la società, l'economia e la mentalità corrente ti offrono poche opportunità e moltissimi ostacoli.
E se un uomo sta con i suoi figli viene chiamato "mammo" e non "papà".
Bella fregatura, altro che mondo rosa.

Ma oggi c'è un buon motivo per accantonare la mia solita idiosincrasia, e abbracciare qualcosa di rosa.
Una campagna al femminile, un'iniziativa tra blogger a "reti unificate",
per ricordare a tutte le donne che è il mese della lotta al cancro al seno.

Per celebrare l'occasione, alcune donne hanno aderito ad una ridicola catena di S. Antonio su Facebook, dichiarando "misteriosamente" nel loro status dove amano tenere la borsa (l'anno scorso era il colore del reggiseno. Wow. L'anno prossimo sarà la marca di assorbenti?).

Mia nonna è morta di cancro al seno.
Una donna su 33 muore di cancro al seno.
Ogni anno 40.000 si ammalano di cancro al seno.

E se invece di scrivere puttanate su Facebook 
ci informassimo sul sito della Lilt (Lega italiana lotta ai tumori) per una bella visita senologica gratuita?
E se invitassimo le nostre amiche a scoprire come combattere il cancro al seno visitando il sito della campagna?

Le blogger promotrici hanno chiamato la loro iniziativa "rivoluzione rosa". 
E' forse una rivoluzione quando delle donne fanno qualcosa di intelligente?

Farsi una mammografia (o un pap test) è una cosa intelligente per cui molte donne - anche intelligenti- non trovano il tempo, prese dalle loro vite rosa in questo mondo rosa.
Forse è una rivoluzione quando tante donne si uniscono per fare qualcosa di intelligente....

(Come le Donne pensanti che sono di tutti i colori, e non solo rosa).

Il giochino tra blogger prevedeva di mettere sul blog qualcosa di rosa: una ricetta, un lavoretto, qualsiasi cosa rosa.

La cosa più "rosa" che c'è nella mia vita è mia figlia, qui ritratta in una delle innumerevoli tutine da neonata rigorosamente ROSA ricevute in regalo alla sua nascita.

A lei, che sarà una donna fra 20 anni, voglio dedicare il mio "pensiero rosa".

Perché, nel mio piccolo, cercherò di aiutarla ad avere una vita ricca di tutti i colori.
Anche del rosa.  Purché quel rosa non sia un ghetto di illusioni e di fregature.

La vera rivoluzione ROSA sarà avvenuta quando tutte le donne, senza bisogno di etichette e nastrini rosa, avranno uguali diritti e uguale accesso all'informazione, alla cultura, al lavoro, e alla prevenzione delle malattie.

venerdì 8 ottobre 2010

W il blog marketing!

Ho vinto il premio  Happy 101!!
Sono stata nominata da ben due blogger: Chiara   e Bradipa, che ringrazio tantissimo!!
Prima di tutto faccio il compitino:

10 cose che mi piacciono
- la mia famiglia
- il mio lavoro
- i miei amici (lo, so, sono noiosa e prevedibile)
- leggere (menzione speciale: Tolstoj? No, Vanity Fair!! hihihii)
- scrivere
- organizzare (feste, vacanze, la vita, tutto: sono una organizzatrice nata)
- le fiction americane (come Grey's Anatomy, Desperate Housewives, Californication...)
- perdere tantissimo tempo su Internet
- fare shopping (che donna originale e di spessore!!)
- e per concludere in modo per niente banale e scontato: mangiare bene!!

10 blogger che nomino e a cui giro il premio:


- Bismama che non ha bisogno di premi, però di qualche antidoto alla sfiga sì.
- Fabullo e la sua fantastica mamma Angela: tutte le mamme che si reputano sfigate dovrebbero leggere ogni tanto del coraggio di questa mamma, che, nonostante tutto, ci regala sorrisi e riflessioni...A lei dedico un pò di leggerezza e di dolcezza
- Come si fa perché vorrei saper (aver tempo di) cucinare come MariaCristina e un giorno ci riuscirò!
- ClearCross perché é lunatica, aggressiva, ecc. ma mi regala incredibili risate e anche riflessioni serie
- Stefania perché non si limita a raccontare la sua vita di mamma, ma si sta impegnando seriamente per la questione femminile in Italia, e di questo la ringrazio tantissimo.
-  Wonder che non ha bisogno di premi, ma il primo blogammore non si scorda mai
- BStevens che se non fosse vera bisognerebbe inventarla (e soprattutto suo marito Darrin)
- Kikka che sa raccontare anche il dolore in modo tenerissimo
- Tachipirina che scrive poco ma in modo irresistibile
- Wondermamma e le sue figlie  perché é un'altra mamma con le strapalle, suo malgrado...

(Chiara e Bradipa, non vi rinomino giusto per far girare un pò di più il premio, eh!)

E adesso...la riflessione-marketing (visto che ultimamente sono molto mamma e poco marketing).
Questo premio è un esempio di come il marketing virale tra blogger funziona benissimo,
e senza dover costringere nessuno ad investire (ognuno "compra" volentieri e investe un pò di tempo):

- prendi un blogger
- dagli attenzione (un commento, un premio, un complimento...)
- fallo sentire protagonista di qualcosa di più grande, come il mondo dei blogger, dove il blogger anonimo cessa di essere un puntino nell'universo e diventa parte di una rete, cessa di essere solo audience e diventa per un pò broadcaster (anche se più spesso è narrowcaster, ma insomma, è lui che "trasmette!")
- il blogger spontaneamente dedicherà mezz'ora del suo tempo per proseguire il giochino
(ricambio i complimenti, appiccico il premio nel blog, ti metto nei miei preferiti, ecc.) e
contribuirà ad accrescere la tua rete, a rendere il gioco più ricco e più globale.
Cosa c'è di più virale? Quale esempio migliore di "esternalizzazione dei costi" promozionali?
E se anche le aziende imparassero finalmente a dare invece che a dire?

Il che mi porta al mio distacco dal marketing, ma questo è un altro post.
Per il momento mi godo il premio :-)

mercoledì 6 ottobre 2010

La NON comunicazione e le mamme blogger

Quando frequentavo gli autobus cittadini, assistevo, quotidianamente,
a degli esempi fantastici di NON comunicazione.
Vecchietta A: - Buongiorno signora, come sta?
Vecchietta B: - Ah male! Col mio solito mal di schie...
Vecchietta A: - Ah, guardi, non me ne parli!!!! A me hanno trovato TRE erine al disco, e poi ho il POLISTIROLO alto, e poi BLA BLA BLA (seguiva elenco di 25 disavventure tremende, acciacchi, ingiustizie subite dal sistema sanitario nazionale, problemi, negatività assortite).

Schematizzando:
B: io io io
A: io io io
In teoria comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) non è mera trasmissione di informazioni, ma interrelazione, influenzamento reciproco, partecipazione, dialogo.

Nella prassi quotidiana,  comunicare equivale spesso a estrinsecare le proprie emozioni, esperienze e idee
vomitandole sul prossimo.
In particolare nella comunicazione femminile, la comunicazione assolve alla funzione di alleggerimento 
dei propri fardelli interiori, che vengono ribaltati - sotto forma per lo più di lamento- su qualcun altro: amiche, madri, lettrici di blog, il social network, il marito.
Niente paura per questi soggetti: nella maggior parte dei casi sono addestrati e impermeabili,
e reagiscono rendendo pan per focaccia. Niente dialogo, ma due o più monologhi.
(Quando il soggetto coinvolto nell'esternazione delle lamentele è il marito esistono diverse controindicazioni, ma questo è un altro discorso.)

Le mamme blogger non fanno eccezione.
Salvo qualche sporadico tentativo di coinvolgere il proprio pubblico
con dei pericolosi tentativi di sondaggio ("Voi che ne pensate?", immancabilmente seguiti da una valanga di commenti che finiscono fuori tema dopo il terzo intervento), la maggior parte delle blogger 
(me compresa), esterna dal suo Speaker's corner, senza troppo curarsi di  interagire o interessare l'audience. 
Ma, d'altra parte, l'audience, di solito apprezza la blogger di riferimento soprattutto nella misura in cui si identifica o rispecchia nelle sue avventure e disavventure. Per cui, i commenti, lungi da essere degli interessanti contributi alla discussione, finiscono spesso per essere un coro belante di "Io".
Proprio come i bambini dell'asilo: ("Guarda io che bravo! Guarda io che bua grossa!").

Perché per affermare la nostra esistenza sulla terra dobbiamo assicurarci di godere di sufficienti dosi di altrui attenzione. Abbiamo bisogno di essere ascoltati, capiti, compatiti come dell'aria e dell'acqua.

Ad esempio.
Una mamma sul blog o su un forum racconta che la figlia ha 42 di febbre, tosse, focolai di broncopolmonite e il cagotto per i troppi farmaci. Cosa risponderanno in coro le lettrici?
- Mi dispiace, auguri?
- Un abbraccio solidale?
Macché.
-Ah, guarda, Matteo stamattina febbre a 38.6, con tosse, tosse, tosse: domani dal pediatra di corsa.

lunedì 4 ottobre 2010

Letterine dal cielo

- Ma papà, il paradiso esiste?
- Non lo sappiamo. Nessuno è mai tornato indietro a dirci cosa c'è dopo la morte.
- Beh, potrebbero almeno mandarci una letterina dal cielo!

domenica 3 ottobre 2010

Il cestino da cucito.

Uggioso pomeriggio di ottobre.
A casa ci siamo solo io e la polpetta.
Dopo aver disegnato e fatto merenda, lei si mette a giocare tranquilla,
e io decido di dedicarmi ai lavoretti di cucito che rimando da mesi, per lo più bottoni da attaccare.
 Musica rilassante, atmosfera tranquilla.

All'improvviso mi prende un nodo alla gola.
Il cestino da cucito.
Il cestino da cucito che mi ha regalato mia nonna forse 20 anni fa. Uguale al suo.
In un istante ritorno ragazzina,  e sono di fronte al suo cestino da cucito.
Siamo nel giardino della casa di campagna, sedute al tavolo di legno.
Il suo cestino da cucito trabocca di bottoni colorati, nastri, fili di tutti i colori.
Sta ultimando un bellissimo vestito per la mia Barbie, ispirato all'abito da sposa della principessa Diana.
Con le sue dita nodose e deformate dall'artrite, le unghie corte e tonde.
Mani che non si fermano mai: piegate da enormi borse della spesa, decise nell'orto, sicure in cucina, tenere sulle guance dei nipotini lontani, mio fratello ed  io.


Mi prende un'inaspettata e acuta nostalgia della sua voce, della sua presenza.
Mia nonna è stata forse la persona che mi ha viziato di più nella mia vita, assecondando ogni mia passione.


Ero golosa di dolci. Mia nonna aveva sempre una scorta di cioccolata e trovava sempre il tempo per sfornare una delle sue strepitose torte. La Kolac di ribes, la torta di pane, la torta di ricotta.


Avevo una passione per le spose. Mia nonna non mi diceva mai di no, se chiedevo di sfogliare e ritagliare le vecchie riviste di spose o di indossare l'abito da sposa di mia mamma, avvolta in una nuvola di tulle.


Ero vanitosa. Mia nonna mi comprava piccoli rossetti ed altri vezzi, come le scarpe bianche di tela con l'elastico, 
scarpe che a me sembravano "da ballerina".


Amavo disegnare. Mia nonna mi faceva trovare matite e blocchi ed io mi perdevo per ore nei miei disegni, mentre, alle mie spalle lei e mia mamma cucinavano e intrecciavano infinite chiacchiere femminili.


Ho sempre amato le feste, pur vissute in un costante nomadismo familiare. Mia nonna non mancava mai di celebrarle con piccoli riti e tradizioni. La caccia alle uova pasquali in giardino, la torta a forma di agnello, con un nastrino rosso e un campanello al collo. L'albero di Natale vero, con decorazioni antiche, e scatole piene  di profumatissimi e irresistibili biscottini natalizi di cui mi ingozzavo senza ritegno. Ho mangiato tante di quelle lunette alle mandorle, cerchi di cioccolato con la noce e cuoricini con la marmellata che quei sapori e quei profumi resteranno dentro di me per sempre. E poi regali, pacchettini colorati da scartare, sorprese.


Per un momento vorrei tornare bambina. Senza pensieri né responsabilità.
Vorrei ancora sentirmi così viziata, coccolata, protetta.


Ci sono amori che si possono capire e ricambiare fino in fondo solo nella lunga distanza,
di solito quando è troppo tardi.


Ci sono amori che sopravvivono anche alla morte. Restano assopiti da qualche parte nel tuo cuore,
e poi si riaccendono all'improvviso di fronte ad un cestino del cucito.