sabato 28 gennaio 2012

Versatile Blogger. In sette vizi.

The versatile blogger award.

Per la terza volta ho ricevuto un blog-award! 
Nel 2010 ho vinto l'Happy 101 award , l'anno scorso sono stata insignita del prestigioso bollino BAB.
Ieri sono stata nominata Versatile Blogger da LucyVanPelt, che ringrazio di cuore.

Per poter meritare il premio basta condividere 7 informazioni su di me e nominare altri 7 bloggers.
Facile, no? No. 
Perché siccome sono contorta, anziché infilare velocemente 7 stronzate e appendere orgogliosa la nuova coccarda nella colonna di destra del blog, ho iniziato a meditare sul numero 7.

7 come gli anni che sta per compiere il mio primogenito. Eh no! Devo parlare di ME, una volta tanto!! 
7 il numero magico secondo Harry Potter ( e ridaje...)
7 libri di Harry Pot...scherzavo, dai.
7 nani? naaaa...(nella mia vita ci sono stati alcuni nani di troppo...ma questo è un altro post. Uno di quelli che non pubblicherò mai, però).
7 continenti?
7 piaghe d'Egitto?
7 re di roma?
7 vite?
7 anni in Tibet?
7 note musicali?
7 virtù cardinali? Che noia. E poi al massimo arrivo a 2 e mezza, di virtù.
Molto meglio i 7...vizi capitali!!
OK, vediamo se riesco a descrivermi attraverso i miei 7 peccati mortali....

1) Gola, sicuramente. Sono golosa, e, soprattutto, tendo ad auto-gratificarmi con il cibo, di preferenza schifezze o cioccolato. Ma pure con un bel bicchiere di prosecco, di novello o di bombardino caldo con la panna montata, per esempio. Per punizione nel mio girone infernale dei golosi ci sarà sicuramente Tata Lucia a rompere i maroni.

2) Superbia. Ad autostima sono sempre stata messa bene. Ragion per cui sono sicuramente stata giudicata presuntuosa più volte. Paradossalmente, però, invecchiando sto diventando più umile. Soprattutto, sto imparando a rispettare:
- chi la pensa diversamente da me (cosa difficile quando si tratta di membri della mia famiglia), 
- chi ne sa meno di me (perché sicuramente ne sa di più su altre cose), 
- chi è diverso da me (cioé, in definitiva tutti. Anche se poi la maggior parte degli amici di Facebook hanno delle idee fantastiche e scrivono post bellissimi. Ovvio, sono amici miei!).

3) Ira. Ecco, sicuramente i difetti che il marito A.M. mi rimprovera più facilmente sono i miei scatti di ira, e, soprattutto, il linguaggio scurrile (qui in zona lo chiamiamo "sporconare" = inveire) con cui mi sfogo. Non ne sono orgogliosa, ma ho sempre vissuto la parolaccia come estremamente liberatoria. Siccome penso a tinte forti (non sono moderata nemmeno nella mia testa) quando mi sfogo mi esprimo in modo colorito e iperbolico. La mia punizione terrena la vivo ogni volta che i miei figli mi rispondono male. (Ma anche i figli delle madri educate e pazienti rispondono male, no?).

4) Avarizia. Qualche giorno fa mio fratello mi ha accusato di essere avida. Non mi sono minimamente scomposta (mi sono giusto resa conto di che visione incredibilmente distorta abbiamo uno dell'altra). Perché non è vero. Mi piacciono le belle cose, ma non ho alcun desiderio irrefrenabile di beni temporali o soldi. Il denaro mi interessa solo nella misura in cui mi dà sicurezza. Ed è una misura esile, visto che il mio conto corrente è sempre vuoto. Sono sempre stata generosa, con le persone e con le cause del mio cuore. 
Piuttosto faccio outing e confesso un altro vizietto: la generosità nel far le gaffe. 
La peggiore è stata la barzelletta sul bambino con la leucemia. Accolta con gelo dal gruppo di amici e, soprattutto, dalla ragazza il cui padre era appena morto di leucemia.
La più recente gaffe al pronto soccorso, due settimane fa. La mia vicina di barella era una signora napoletana con ventisette patologie, che mi ha descritto con dovizia di dettagli.
Le ho prestato il cellulare per chiamare il figlio (per ricordargli di portare le medicine per le ventisette patologie). Io mi contorcevo per i dolori e la fame, e, per sfuggire alle sue lagne, fingevo di guardare La prova del Cuoco in TV.
Quando, finalmente, l'hanno portata via, le ho detto: "Arrivederci e tanti auguri!".
Risposta: "Grazie, signò. Scbero brobrio di drovarvi qua al riendro dal mio esam'. "
E io: "Io spero proprio di no!". Come dite? Non sono stata gentile?
Giuro, io volevo solo esprimere l'auspicio di andarmene da lì.

5) Lussuria. Ovvero desiderio irrefrenabile del piacere sessuale fine a se stesso. Ehm Ehm. Questo peccato non è la mia specialità, temo. Diciamo che in gioventù ero maggiormente governata dall'ormone.
Oggi se penso alla lussuria mi vengono in mente cose come: strafogarmi di sushi. Passare il giovedì sera nel letto a leggermi tutto Vanity Fair senza interruzioni (comprese le insulse lettere a Mina e l'inutile oroscopo di Capitani). Vedere due puntate di Grey's Anatomy di fila. Comprami tre paia di scarpe nuove. Cose così.
Magari è solo un periodo e un bel giorno mi trasformerò in una ninfomane insaziabile. Magari.

6) Invidia. Oh, giuro, pure questa proprio mi manca! Va bene, a volte invidio la mondanità scatenata delle amiche senza figli. Ma, in generale, non ho mai invidiato nessuno. 
Nessuna invidia: del pene (tzk tzk), del lusso, del successo. In compenso sono stata spesso oggetto di invidia.
E ora? Devo confessare un vizio per compensare? Eccolo: sono maldestra. 
Fin da ragazzina. Giocavo a pallavolo e mi rompevo le dita, saltavo la cavallina e mi fracassavo la tibia,
giocavo a tennis e mi prendevo racchettate. Non parliamo nemmeno dei legamenti crociati che mi sono giocata sugli sci. Ma non è che sono solo schiappa con gli sport, eh!
Io mi faccio male anche sbattendo contro spigoli, tavolini, ante. E siccome lascio sempre le ante aperte mi sta pure un pò bene. 

7) Accidia. Beh il mio spirito calvinista e combattivo mi rende abbastanza lontana dall'inerzia nel vivere e compiere opere di bene.
Però ho anche io le mie oasi di pigrizia.
L'estetista, per esempio. La maggior parte delle mie amiche adorano spendere capitali in sedute di depilazione, epilazione, cavitazione e altre torture, e trovano che concedersi trattamenti estetici alla spa sia il top della goduria. Per me andare dall'estetista o stare a cuocermi in sauna è una grandissima rottura di balle. Che evito volentieri, ricorrendo al comodo fai da te per disboscarmi e rendermi presentabile.
Ma ci sono altre cose che rimando sempre: la contabilità domestica, il dentista, rifare il letto...

E quindi? Ora che mi sono confessata mi sento, oltre che una blogger incredibilmente versatile, anche molto leggera. E, anziché fare penitenza, penso che mi premierò con un bel cappuccio gigante,
che piaccia o meno a quel rompiscatole del mio colon.

Non prima di aver passato il testimone, però, ai miei nominee!
Tadàààààààà, ecco i miei Versatile Blogger:

1. Queen Father: uomo assai versatile e curatore di un blog assolutamente irresistibile!
2. Ninacerca perché non c'è nessuno di più versatile di una "diversamente fertile", a cui la vita ha sbattuto in faccia molte prove dure. Ma la ruota inizia a girare...
3. Nora, così versatile da trasformarsi da Resiliente a Maternamente Digitale...E chissà quanto versatile la renderà May (per la quale si è già perdutamente rincoglionita :-)
4. B.Stevens, che non avrà nemmeno il tempo per cagare il mio premio, ma che è la mia personale dimostrazione di "impossible is nothing", altro che versatilità. Un vero mito.
5. Chiara de La mia soffitta, donna assai poetica, creativa, versatile, autrice di un diario intenso e vibrante, ricco di colori e di emozioni.
6. MammaEconomia versatile nel combinare mammitudine, libera professione e un blog davvero godibile. 
7. Come potrei tralasciare Lei? La regina delle galline? La prima fonte di traffico dei migliori blogger italiani (nel mio caso subito dopo Google! E pensare che qualche sciocco si è disfatto del BAB! Ah, ingrati! Capace di vivere due vite contemporaneamente, una delle quali on-line. Mamma lavoratrice, per cui versatile per definizione. Ladies & gentlemen: Chiaradinome

lunedì 23 gennaio 2012

Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò.


Tutto era iniziato così, con una elucubrazione a sfondo musicale, e un libero sfogo di emozioni troppo compresse in un periodo carico di stress (stress che da due settimane mi è tornato indietro sotto forma di dolori addominali a cui la medicina moderna ha saputo dare una sola risposta, che è "toradol". Ma questa è un'altra storia).

(...)Vorrei organizzare una conferenza con dei medici che ci spieghino cosa rischiamo con tutto questo inquinamento. Forse potrebbe aiutare la gente a scuotersi dal loro torpore, a capire che se non ci prendiamo in mano il futuro siamo fottuti.

Così avevo pensato e scritto. E Bradipa, una mia affezionata lettrice aveva commentato: "Riguardo alla conferenza...bè, probabilmente visto il torpore generale ci andrebbero in 10 persone e sarebbe inutile!".
E invece sono venuti in 200. Ed è stato utile.

Sì perché, nonostante il torpore, le vacanze di Natale, la gente che se ne frega,
nonostante il mio malessere che mi ha trattenuto dal volantinare (ma non dal mandare centinaia di inviti digitali), nonostante la nebbia che si tagliava con un coltello e mille difficoltà, il proposito si è trasformato in realtà.

Il direttivo del comitato ha accolto la mia proposta di dare alla conferenza un taglio legato alla salute, e, con grandi sforzi, siamo riusciti ad avere due relatori eccellenti e, soprattutto, sette amministrazioni comunali di colori diversi unite per far fronte comune. 
Tutte chiamate a raccolta, ancora una volta, da un comitato civico, un umile manipolo di cittadini che, armati solo della forza del dialogo e della tenacia del buonsenso, hanno impedito, fino ad oggi, che un impianto folle ed assurdo - ma perfettamente a norma di legge!- peggiorasse ulteriormente la già gravissima situazione dell'inquinamento provinciale.







Perché so che è stato utile? 
Perché il giorno dopo una mamma ha scritto sul blog del Comitato:
"Sono una mamma che ha partecipato alla conferenza di ieri sera.
Sono una mamma che ieri ha fatto molto fatica ad addomentarsi.
Non riesco a togliermi dalla testa i dati presentati dai relatori, non riesco a non pensare che sto avvelenando le mie figlie e lo sto facendo da quando stavano nel mio “pancione”, solo per il fatto di vivere qui.
A causa dell’orario non ho potuto partecipare alla discussione e me ne sono andata con tante domande e una consapevolezza: non ci si può nascondere dietro una comoda ignoranza o nella disarmante convinzione che tanto non ci può fare niente."

Se volete sapere approfondire qua ci sono tutti gli atti della conferenza.
In sintesi estrema,
·      E' sempre più alta la probabilità che i miei figli si ammalino, anche gravemente, e che siano sterili.
·      La nostra aspettativa di vita sana è diminuita di 10 anni in 10 anni.
·      Le fonti inquinanti peggiori (inceneritori, cementifici, acciaierie, ecc.) spesso sono fonte di lucro per pochi, con danni enormi per molti: ci stiamo autodistruggendo.
·      La politica è complice dello sfacelo perché ci mangia pesantemente.
·      E noi "onesti cittadini per bene"siamo colpevoli di averglielo lasciato fare, votando con leggerezza e restando come ci vogliono, passivi, distratti, chiusi nella nostra bolla suicida di menefreghismo e di "tanto non serve a niente". (cfr. "La colpa dei disastri di chi è?").

Non fare niente, ecco cosa non serve a niente.

E, per finire in musica...

"Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò. 
Non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò. ORA."
(Jovanotti, "Ora")



martedì 10 gennaio 2012

Chi aspetterà

M. è giovane, bella, impegnata in mille attività, artista e ambientalista.
Qualche mese fa ha accolto, inattesa, la vita.
Poi la vita si è presa gioco di lei.
Aveva già il pancione ma ha dovuto dare alla luce una creatura senza vita.

Ma dal dolore e dal sangue possono nascere creatività, poesia, persino speranza.

M. mi ha reso partecipe delle sue emozioni e di una sua struggente poesia,
tanto bella che merita di essere condivisa.
E a lei fa piacere che lo sia.
Per ricordarci quanto sottile è il confine tra amore, vita e morte.

CHI ASPETTERA'

Chi aspetterà
il mio ventre vuoto,
sparso nel nulla,
di nuovo a lasciar spazio
al mio lamento solo,
ad abbracciarlo
tenendolo caldo,
lontano dai rumori,
saccheggiato dal tempo
che non muta e mai ferma
la lancetta della vita,
sempre in movimento.
Fra le lenzuola,
nuove saranno le carezze,
con baci risucchio d'amore
mentre lacrime vagheranno
disperse,
in gocce vapore
nelle stanze del pianto
a riemergere dall'affogamento
in un bagno d'ospedale fermo,
a guaire di paura e vedere la morte,
scendere fra le cosce in sangue,
dichiarando d'amare
e baciando l'esistere..

lunedì 9 gennaio 2012

Carpe (primum scholae) diem.


Prima delle vacanze avrei scommesso che oggi, primo giorno di scuola del nuovo anno, sarei stata giuliva come la MOM della vignetta.
E invece non solo le vacanze non sono state così pesanti come temevo, ma me le sono proprio godute.
Piano piano mi sono abituata alla mancanza di silenzio, agli spazi invasi e ai tempi dilatati, all'anarchia dei ritmi e delle regole. 
Non mi sono certo riposata o potuta dedicare molto ai miei interessi. 
Ma ho staccato con il lavoro e con gli impegni sociali. 
Mi sono disintossicata dalla crisi, dalla cronaca, da Monti, dalla casta.
Sono stata molto a-social (salvo qualche piccola, insoddisfacente, incursione in twitter. Eh sì, per un pò ho preferito vivere che correre a raccontare la vita).
Mi sono goduta la casa, la famiglia, gli amici, i bambini.
E li ho visti rifiorire sotto i miei occhi.
Giorno dopo giorno sono diminuiti i capricci, le litigate, i nervosismi.
Una cura naturale fatta di calma, giochi, coccole, furti di dolcetti, dormite mattutine.
Ore e ore a spostare i personaggi del presepio ("Oggi è 'a Befana e puindi è arrivato un ReMagico!").
Una piacevole alternanza di ozio ed esperienze emozionanti:
le cene in famiglia, l'attesa di Babbo Natale, la montagna e le mille discese sulla neve con i  gommoni, il planetario, il museo delle Alpi, il circo, persino Gardaland...

Questa mattina sono andati a scuola carichi come molle e felici.
Il grande con i battente di uno xilofono nello zaino (è la sua bacchetta magica, quella che
il piccolo emulo di Harry Potter ci punta continuamente addosso al grido di improbabili formule magiche come "Wingardium Leviosa!" o di "Expelliarmus!"). 
La piccola assistente sociale, invece, con una mucca e il suo vitellino, per inscenare continui ricongiungimenti familiari o per sfogare i suoi istinti di accudimento nel nutrire e far dormire i personaggi dei suoi giochi (mammiferi, treni o ruspe che siano).

Garzoncello scherzoso
cotesta età fiorita
è come un giorno di allegrezza pieno.
Giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.

E io sono felice di tornare ai miei progetti e al mio lavoro.
Sarà un anno di sfide, di cambiamenti e di incertezze.
E allora meglio mettere in pratica fin da subito il mio unico vero proponimento (beh, a parte vincere i mondiali di Tango Argentino, chiaro): Carpe Diem.
Non voglio più vivere proiettata in avanti. 
Non c'è più nulla di prevedibile, di programmabile.
Del futuro si può solo ipotizzare che ci porterà la caduta di diverse tegole sulla testa.
Riuscirò a godermi il bello di ogni giorno, di ogni momento?

Godi fanciullo mio, stato soave.
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'. Ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.

sabato 31 dicembre 2011

Semplicemente buona fine e buon inizio.

Niente bilanci dell'anno che finisce.

Niente pronostici, oroscopi, buoni propositi che non manterrò.
(Quando uno vuole veramente fare qualcosa mica deve imporselo, no?).
Niente cenoni-sbovinate da 12 portate.

Niente parrucchiere delle grandi occasioni (una doccia può bastare).
Niente tacchi o abiti da starlette dentro i quali sentirsi ridicoli.
Niente messaggi di fine anno dai politici, dagli ex presidenti del consiglio, dal papa, da nessuno.
Niente cellulare acceso per la conta degli SMS: con chi conta ci si sente o ci si vede.
(magari non oggi, ma anche ieri, domani, sempre).
Niente botti, niente fuochi di artificio, niente soste notturne a -5°C per assistere alla guerriglia urbana terzomondista.
Niente tag su Facebook, niente tweet.
Invecchiare, per certi versi, è tremendamente liberatorio.

Gli auguri quelli sì, tanti.
I soliti.
Salute, serenità, amore, aria decente da respirare, libero accesso al conto corrente, libertà...
Per tutto il resto (e anche per molte di queste cose) ci rimboccheremo le maniche.


Come dice sempre mia mamma, semplicemente "buona fine, buon inizio".

lunedì 26 dicembre 2011

Un periodo interessante e simpatico.

E' Natale e tutti sono più buoni.
Eccezion fatta per la bionda creatura che durante il suo battesimo urlò con la bava alla bocca come una indemoniata durante un esorcismo.

- Buongiorno, Valentina, è arrivato Babbo Natale.
- No vojooooooooo!!! Vai viaaaaaaa! Vattene!!!

Dieci minuti dopo, in cucina.
-Valentina, staccati dalla scatola dei biscotti, vieni a vedere cosa ti ha portato Babbo Natale! 
- No, io adeffo manzo, veno dopo.


- Valentina, eccoci arrivati dalla nonna D, sarai contenta, sono due giorni che mi chiedi quando veniamo! Ohhhh guarda quanti regali!!
Io vojo andare a tasa mia! (sguardo torvissimo, seguito da capriccio di 6 minuti con lacrime che sgorgano copiose).

Pomeriggio. L'ora della nanna.
La nonna tenta di farla addormentare leggendole i nuovi libri, coccolandola nel lettone. La creatura sbadiglia e barcolla, ma non molla.
Alla nonna crolla la palpebra e lei, con un sussurro:
- Nonna, fai tome un MAIALE!
Sobbalzo della nonna:-Cosa Vale?
- Tosì:  orf orf (=grugnito). 
(E comunque non si addormenta manco a morire).

Ora di cena.
Eccoti i tuoi tortellini. Sarai contenta, ieri non volevi la pasta e hai chiesto
i tortellini.
- No i vojo. Vojo folo profutto cludo.
E, approfittando della distrazione materna si sbafa da sola 1 etto di crudo.

Ora della nanna.
Dopo quattro capricci (1. No vojo etto pizama 2. No vojo lavae i dentini 3.No, tu non mi puli il nasino! 4.No vojo andae a nanna)
riesco a calmarla sottostando solo ad un paio di ricattini (1. no vojo dormire ton il gatto, vojo dormire con il tannotiale di Ale  2. Ho fete. Nooo no vojo apua, vojo folo il latte).

Finalmente cala il silenzio. Mi sento addosso la stanchezza di Babbo Natale.                   Eppure ho condiviso il dolce fardello, ed è stata una giornata calma e piacevole....
Ahhhhh!!! Finalmente inizia il mio Natale...come posso godermi la serat....

- Mammmmmmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!mi lezzi antoa un libino?

Cullati dal mar, sotto la luna e i suoi raggi 

Dormono i pesci il sonno dei saggi. 
Ancora un libro ti leggo, ma devi giurare 
Che poi subito a nanna e basta scassare.

(Cfr. Fai 'sta ca...o di nanna, di A. Mansbach- Mondadori 2011. 
Libro cult delle madri devote italiane)


Ore 21.15. Mi ha intortato ancora una volta.
Mi sa che mi butto sul letto. Sono talmente stanca che anche leggere un pò andrà benissim...

- Mammmmmmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!! Ho feteeeeeee!!!

Sotto un cielo di stelle il bosco riposa 

E calda la coltre del buio si posa. 
Che tu abbia sete è una enorme stronzata 
Fai ’sta caXXo di nanna, mia creatura adorata.
                                                                          (Ibidem)


Poverina, con tutto il crudo che ha mangiato avrà davvero sete.

Dopo due bicchierini e mezzo di acqua (che si sommano al mezzo biberon di latte di prima): 
- Vieni, andiamo a fare la pipì, tesorino.
- Nooooooooooooooooooooooooooooooooooo!! Non mi fcappaaaaa!!
(segue capriccio di 12 minuti, al termine del quale la ripongo dolcemente nel suo lettino per non annegarla nel water sprecare ulteriori energie facendomi venire l'ulcera).
Occhio e croce ha in pancia 400 ml di liquidi. 'Fanculo. Buona notte, tesoro.

La mattina dopo. Una di quelle mattine in cui si potrebbe dormir...
- AAAAAAAAAAHHHH....mi sono fatta 'a pipì addoffo!!
Il letto era ovviamente cambiato di fresco.

Acchiappo il primo, inutile, manuale di puericultura che mi capita sotto mano, alla disperata ricerca di verità calate dall'altro, di pillole di saggezza, di profondissime considerazioni che mi aiuteranno a recuperare la calma zen (che non ho mai avuto) e tornare a sentirmi pervasa da un profondo istinto di amorevole dedizione. 
Lucia Rizzi, "Fate i bravi 0-3 anni".
Capitolo 29. "Dai 2 ai 3 anni, un'età che è una splendida avventura". (per chi?)

"Molti genitori definiscono terribile l'anno dai 2 ai 3, io invece lo trovo veramente interessante e simpatico".

.....mmmmm

.........

MMMMM..........

Mmmma vaffan....., Tata Lucia!

sabato 24 dicembre 2011

Chi ha più bisogno di auguri??

Ci facciamo un mazzo così e affrontiamo ogni giorno mille difficoltà.
Vediamo i soldi faticosamente guadagnati risucchiati dalle bollette, 
dalle pompe di benzina, da uno stato vorace e irresponsabile.
Ci impegniamo per difendere la nostra terra, ma poi ci sentiamo come Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Siamo preoccupati per il futuro, per i nostri figli, per i nostri genitori.
Ma è Natale, e finalmente possiamo rallentare.
Stare insieme.
Goderci le famiglie.
Stiamo tutti (abbastanza) bene.
Abbiamo un lavoro (e pure un lavoro che amiamo).
Abbiamo un tetto, cibo, amore e sufficiente armonia familiare (su cui possiamo e dobbiamo lavorare).

Ecco perché a Gesù Bambino posso chiedere solo di non toglierci la salute.
Per tutto il resto ce la caveremo.
I miei pensieri affettuosi, le mie preghiere (laiche) e i miei auspici vanno a tante altre persone intorno a me, persone che conosco tanto o poco, persone che, nelle ultime settimane mi hanno emozionato o fatto pensare.

E quindi tanti auguri di cuore soprattutto...
  • A L. che ha perso la mamma ma ha guadagnato due gemelli nuovi di zecca, un trasloco e una nuova vita. 
  • A N. che ancora cerca e che è piena di rabbia e di dolore, ma trova comunque la forza di sperare.
  • a I./S. che si è sentita dire da un giudice annoiato che non era degna di diventare genitore.
  • A Nonno Vigile, che dirige il traffico con naso gelato salvando la pelle dei bambini davanti a scuola, ricevendo in cambio non un grazie ma gestacci dalla mamma frettolosa e stronza dall'alto del suo SUV.
  • A L. e P. che hanno avuto il coraggio di iniziare un nuovo progetto imprenditoriale nel momento di maggiore crisi per il loro settore.
  • A P. che si è ripresa se stessa ma le è crollato un matrimonio addosso.
  • A G., madre e imprenditrice coraggiosa e sfortunata, che ha voluto offrirmi un delizioso pranzetto nel suo ristorante per ringraziarmi di quattro sciocchezze che faccio per lei.
  • Alle maestre dei miei figli, che fanno un mestiere prezioso e faticoso con una passione (la loro) che si trasforma in felicità (dei bambini).
  • A L. che, pur alle prese con la malattia bastarda del figlio e tante difficoltà familiari... non smette mai di trasmettere energia ed entusiasmo intorno a sé.
  • A B. che un anno fa coccolava il suo pancione e ora veglia la sua bellissima e sfortunata piccola in un reparto di rianimazione pediatrica.
  • A M. che aveva già il pancione e invece dovrà dare alla luce una creatura senza vita.
  • A M. che non ha più il suo papà, dopo un lunghissimo calvario.
  • A T. che dovrà presto affrontare la chemioterapia e un intervento al cuore del suo papà .
  • A M. che è finalmente in attesa di un bimbo, dopo una lunga e penosa attesa.
  • A N. che è tornato in Italia con la moglie, è appena diventato papà di uno splendido bimbo e cerca un lavoro per dare un futuro alla sua famiglia.
A tutti voi che probabilmente non avete avuto il tempo di preoccuparvi di quanto è aumentato il panettone...auguro forza, serenità e anche un pò di fortuna...
Con affetto,  Patrizia 


venerdì 23 dicembre 2011

I miei elenchi di Natale

Abbasso...
  • i messaggi di auguri seriali e multimediali
  • gli auguri dai fornitori sconosciuti, di hotel dove non sono mai stata e mai andrò (senza nemmeno un buono sconto!) 
  • i ristoranti che ti tampinano con i loro vomitevoli menù a 12 portate dei cenoni a cui non parteciperò
  • le onlus che si ricordano di chiedere il mio aiuto tutte insieme durante la settimana n.51 dell'anno
  • le cassiere che ripetono buonnatalegraziearrivederci meccanicamente e scojonatamente
  • il cestodinatale ai vicini che ti hanno fatto un cestodinatale 
  • i volantini della fiera del bianco (e aspetta un attimo, dai! già che ci sei mandami già la pubblicità di Pasqua, allora!)
  • gli auguri che per essere scaricati richiedono due plug-in e cinque minuti di download.
  • le ultime news sulle ruberie della Casta: voglio una tregua!
  • i panettoni industriali farciti di creme color pastello.

Evviva...
  • abolire lo scambio di regali con le amiche e sostituirli con una bella cena di auguri e di solidarietà femminile
  • convertire lo scambio di regali con il marito in una vacanza sulla neve per tutta la famiglia
  • disertare i centri commerciali e fare acquisti in cascina
  • regalarsi la tessera di socio di Greenpeace 
  • snobbare le insistenti offerte last minute di profumerie e catene 
  • regalare biglietti per spettacoli anziché oggetti seriali 
  • imporre a parenti e amici una moratoria sui regali ai bambini
  • acquistare CD natalizio di Micheal Bublé in seguito ad un raptus di shopping compulsivo social qui sotto documentato.


  • l'insalata di patate della mia mamma
  • iniziare le vacanze con un lungo pigiama party a tre
  • trasformare la casa in un piccolo laboratorio di pasticceria amatoriale



"Per alimentare un blog di buoni contenuti, occorre vivere una buona vita." 
(cit. ReteLab). Io ci sto provando.

martedì 20 dicembre 2011

Adesso è Natale.

Prima di avere figli nutrivo diverse certezze granitiche.
La più sbagliata tra le mie antiche opinioni è che le recite scolastiche fossero una cosa triste e penosa, in cui i piccoli si trasformano in barboncini ammaestrati per compiacere i grandi, e i grandi simulano di divertirsi per compiacere i piccoli.

Come sempre le cose puoi davvero capirle solo quando le vivi sulla tua pelle.
Oddio, magari un pò penose lo sono, e i coretti stonati e stridenti mettono a dura prova l'udito...Mica sono tutti belli e perfetti come i bambini della pubblicità: 



No, ora che ci penso lo sono molto di più.
Perché i bambini, nella loro innocenza e inconsapevolezza sono veri, puri, sorprendenti, tanto più incontaminati quando più sono piccoli, 
perché poi iniziano ad imitare i comportamenti degli adulti e a corrompersi.

Pomeriggio di fine dicembre. Asilo Nido del Paesello.
Inizio a commuovermi già nell'entrare nella sala gremita di genitori e nonni dalle gote arrossate e dagli occhi lucidi. 
Si abbassano le luci, e nell'aria risuonano i cori di voci angeliche. 
Sono gli stessi coretti che per tanti anni ho adorato e che nell'epoca delle disillusioni mi danno quasi fastidio. 
Eppure mi prende un groppo alla gola. La musica risveglia emozioni lontane, 
e ancora di più le immagini di una natività interpretata da piccolissimi attori concentrati e attoniti, con gli occhi sbarrati come i personaggi di un presepio Thun.



E la magia negli occhi della mia bambina riccioluta...


E la sua sagometta inconfondibile nei giochi di ombre... 




Nella penombra si percepiscono solo risatine e nasi che "tirano su",
e la grande suspance si rompe in un applauso festoso quando 
si alza il sipario e luci si accendono su 36 piccoli visetti stupefatti, che ci mettono un pò prima di capire cosa succede e correre a farsi abbracciare dai propri cari.


Ci sono dei momenti così magici, così unici, che ti ripagano di tutta la fatica,
ti fanno scoppiare il cuore di amore.
Momenti tanto più preziosi perché irripetibili, fuggevoli.

Le recite sono già solo ricordi per il primogenito, catapultato nel mondo della scuola pubblica (dove la mancanza di fondi è una cantilena che fornisce molti alibi).

Mentre uscivo dalla scuola ancora gongolante ho pensato che se Natale ha ancora un senso questo senso è proprio l'amore per i più piccoli...