domenica 2 settembre 2012

Lavoro minorile.

E' stata a prendere le uova delle galline con il nonno.
E' tornata poi mi ha annunciato, garrula, che usciva di nuovo perché la nonna la aspettava.
Ed è sparita con un secchiello in mano.
Poi ha travasato pesciolini di gomma da un catino all'altro, ripercorrendo, con pathos, la straziante separazione tra il pesciolino Nemo e il suo papà.
- Nemoooo!! Papà, aiuto...Lesisti figliolo...Papàààààà...
Poi è sparita di nuovo, per andare a guardare un cartone (Sì, ANCORA Nemo).
Infine è tornata e ha annunciato che doveva andare "in camela sua".

L'ho seguita in silenzio, e l'ho spiata mentre, risoluta, rovesciava il cestino dei pupazzetti, sempre parlando ad alta voce.
- Ma dove si è cassato? Eccolo qua! Amisi, amisi, ecco Elfi, adesso dobbiamo zocare tutti insieme...
All'improvviso si è interrotta, ha girato di scatto la testa e mi ha detto:
- Sao mammina!
- Ciao, vieni qui a darmi un bacio?
- Eh, no- ha scosso la testa, seria. - Adesso non posso ploplio, ho da fale.
Ho fatto una faccia delusa.
- Dai, mamma. Non fale così. Lo sai che io devo semple zocale. E' il mio lavolo!
Occheiiiii. Adesso veno e ti do un basino. Pelò poi non mi INTELLOMPELE più, va bene?

Valentina, 3 anni.
Ha la sua camera, i suoi giochi, il SUO LAVORO (!), la sua vita.
Ha persino ricevuto una cartolina dal mare dalla sua amichetta Matilde, cosa per cui si è vantata un sacco.
E' socievole e solare, ma esattamente come il resto della sua famiglia,
adora immergersi nei suoi progetti ed essere lasciata in pace.
Tanto che, dopo anni di stalking ai danni del fratello, capita che sia lui ad essere allontanato da lei, qualche volta (Lassami in pase, adesso! Vattene alla tua cameletta!).



C'è stato un tempo in cui ho sofferto della sua eccessiva dipendenza psicofisica da me.
Questo tempo è passato.
Adesso è fiorita, uscita trionfalmente dalla prima infanzia.
E io mi godo ogni progresso, e gongolo nel riappropriarmi, pian piano, dei miei spazi vitali.

P.S.1
Meno una settimana all'inizio della scuola. 
Gli altri anni a quest'ora avevo iniziato il conto alla rovescia e messo in freddo lo champagne da stappare. E invece a 'sto giro quasi (quasi, eh!) un pò mi dispiace...
Intanto siamo passati da 38 a 12 gradi in due giorni.
Sulla festa grillina si è abbattuto un nubifragio di tre giorni, ma è stata un'esperienza bellissima, che mi ha lasciato un sacco di energia positiva...Vedremo di impiegarla al meglio!!

P.S.2 Questo è il mio post numero 200!

martedì 28 agosto 2012

Emozioni di fine estate

Più di un mese senza scrivere un solo post.
Tanti post ancora dentro di me, ma è quasi settembre e quei post si trasformeranno, se va bene, in recensioni su Tripadvisor.

Agosto è stato un mese lento, lungo e caldo, allo stesso tempo vuoto e pieno.

Vuoto perché ho trascurato lavoro, computer, cellulare, impegni socio-ecologici.
Sono stata disorganizzata, spettinata, struccata, svestita, scoordinata, deconcentrata.
Ho intenzionalmente evitato di leggere troppe notizie, ho accantonato le preoccupazioni economiche e politiche, sono stata volutamente leggera e vacua dopo tanti mesi di pressione e di impegno.

Pieno perché non ci siamo fatti mancare amici, lezioni di nuoto, sessioni di tango, cene, feste di paese, gite a parchi di divertimenti o al lago, lunghi bagni in piscina, pic nic in giardino, serate a guardare le stelle, pulizie straordinarie della casa e liste piene di propositi autunnali...

Ho incontrato la mia amica-blogger Chiaradinome per una pizza sul lungo-lago
e ho spulciato a lungo la lista di nascita di EroLucy fino a trovare un pensierino per la sua Piccy.
(Ed è di oggi il suo commovente post di ringraziamento che mi ha riempito di gioia!)

Ho acquistato (compulsivamente) da Amazon e poi letto con il mio Kindle un sacco di libri e libracci (sì, anche la stupida trilogia delle 50 sfumature, e il bello di invecchiare è che non me ne vergogno affatto! Mi sono divertita a e svagata in barba all'Italia che si spaccava nei soliti inutili giudizi pseudo sociologici!).

Ho cucinato vagonate di verdure bio, preparato ghiaccioli di frutta, pesti, paté e tiramisù dietetici,  sperimentato nuovi alimenti, come la quinoa e il seitan e ho iniziato a sistematizzare le mie nuove conoscenze alimentari (grazie alle quali io e marito A.M. abbiamo anche perso un bel pò di kg superflui!) riorganizzando appunti e ricette...

I bambini hanno giocato, giocato, giocato allo sfinimento, crogiolandosi nell'assenza di orari e di limiti alla loro fantasia.
Ci siamo goduti a pieno le vacanze anche in casa, visto che abbiamo la fortuna di abitare in un posto che, d'estate, è come un luogo di villeggiatura.




E adesso, come ponte tra tutta questa goduria vacanziera e il ritorno alle responsabilità, stiamo dando una mano nell'organizzazione della prima festa del Movimento 5 Stelle
Grillo può piacervi o starvi sulle balle.
Ma qui c'è un paese allo sfascio nelle mani di una casta di corrotti, disgustosi, pagliacci e incapaci.
E quando sono sobri e capaci (o meglio "tecnici") sono asserviti agli interessi spaventosi di banche e multinazionali, e ci raccontano che, "per il bene del paese" devono fare a pezzi il paese e venderlo al migliore offerente.
E' ora che la democrazia (= potere del popolo) torni ad avere un senso. 
I candidati del Movimento non politicamente vergini, incensurati, rinunciano ai rimborsi elettorali, si impegnano a dimettersi immediatamente nel caso in cui perdano questi requisiti.
Questo sulla carta (e non è poco).
Se poi vai a conoscerli di persona, trovi cittadini di buona volontà che non si limitano a lamentarsi su Facebook, ma si rimboccano le maniche e si attivano per cambiare le cose.
Laboratori di studio e di cittadinanza attiva, progetti concreti per formare i cittadini, contrastare gli abusi. E, infine, qualche coraggiosa candidatura. Perché il vero senso della politica non è un percorso di ruberie e privilegi, ma sacrificare il proprio tempo libero e la propria famiglia per offrire le proprie competenze al servizio della collettività.

Ci aspettando tempi pesanti.
Ma ho fatto il pieno di leggerezza e cercherò di trattenerla dentro di me il più a lungo possibile!!

domenica 22 luglio 2012

Di rientri dalle ferie geneticamente immodificabili.

Il rientro dalle ferie visto da lui: Toglie le bici da porta pacchi.
Estrae i bagagli dall'auto (e li pianta lì).
Si gingilla mezz'ora nell'arduo dilemma: tagliare il prato o no? (Appena decide che ce la può fare inizia a piovere). 
Si fa un bel bagno rilassante. 
Scavalca una valigia per non inciampare.
Si prepara e si beve un bel caffè.
Sceglie un paio di film per il bambino.
Appena la figlia si sveglia la parcheggia dalla nonna.
Mette nel suo cassetto un paio di mutande e quattro calzini puliti.
Scarica tutte le fotografie delle vacanze sul PC.
Apre la corrispondenza e abbandona le buste sventrate sul tavolo. 
Aiuta a portare su la spesa e poi si dilegua.
Trascorre quarantacinque minuti a costruire una torre con i legnetti Kapla insieme al primogenito
Inizia guardare "Cast Away" in inglese con il figlio, con traduzione simultanea (tanto ci sono dieci minuti di dialoghi in tutto il film) spiegazione dei passaggi difficili.
Viene a cena canticchiando felice: è bello essere nuovamente a casa!!


Il rientro dalle ferie visto da lei:
Apre i bagagli ed effettua una raccolta differenziata dei rifiuti vestiti: da smerdare lavaggio intensivo, mediamente puzzolenti  lavaggio delicato, passabili da riporre nell'armadio (anzi in quattro diversi armadi in quattro diverse stanze).
Fa partire la prima lavatrice e constata che restano ancora 4 metri cubi di biancheria di lavare e stirare: occhio e croce ne avrà per dieci giorni, e potrà fare una lavatrice per ogni colore dell'arcobaleno senza paura di non raggiungere il pieno carico. Che casalinga fortunata, potrà anche risparmiare sui foglietti acchiappa-colore!
Svuota borse, borsine, borsette e ripone 275 oggetti nei loro posti.
Fa il bagno alla figlia.
Mette a dormire la figlia.
Interrompe tre volte una doccia furtiva per accorrere ai capricci della suddetta figlia. 
Si infila il primo straccio che trova, arriva all'ipermercato e procura una tonnellata di spesa (e riesce anche a comprarsi una gonna ai saldi).
Mette a posto una tonnellata di spesa (nel frattempo, per unire l'utile al dilettevole, telefonata fiume con la mamma e aggiornamento gossip). 
Stende la prima lavatrice e fa partire la seconda. 
Approfittando di un attimo di pace in casa accende il PC, fa capolino su Facebook, processa 450 email e risponde alle più urgenti.
Inizia mentalmente a comporre l'incastro di emergenza: eh, sì, perché nelle prossime due settimane
dovrà lavorare tantissimo per chiudere due progetti, ma questo non la solleverà dal management domestico, inclusi gli extra post- rientro e le due tenere creature in vacanza ancora per uhm...cinquanta giorni? 
Aiuta la piccola a tirare fuori i suoi giocattoli, e un minuto di distrazione è fatale per constatare che TUTTI i giocattoli sono stati gioiosamente disposti sul pavimento.
Stende la seconda lavatrice (non prima di aver tolto i primi panni già asciutti), constata che il carico di roba da lavare è giù aumentato. Smadonnna e carica la terza lavatrice. 
Ripensa languidamente ai lunghi bagni in mare e ai lussi della vacanza, come le ore di lettura solitaria in pineta, in cui ha divorato quattro romanzi, cinque riviste e due racconti. 
Ripone i panni già asciutti.
Va a vedere la torre Kapla del primogenito complimentandosi vivamente per la bellissima opera.
Prepara la cena sana, dieteticamente bilanciata e differenziata in due menù (menù 1: "in crescita e schizzinosi" e menù 2 "ciccioni e neo-salutisti").
Scarica la terza lavatrice e constata che non sa dove stendere la quarta, ma la fa partire lo stesso. 
Apparecchia, pensando che stasera dovrà iniziare a lavorare. 
Serve la cena pensando che è già stanca e che non vede l'ora di non sa bene cosa, dato che la prossima vacanza è una meta troppo lontana.
Inizia a sparecchiare e ricorda che, secondo il dott. Grey, autore di "Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere" le donne devono condividere le proprie frustrazioni  emozioni per produrre ossitocina e ridurre lo stress. 
Scrive il suo post di getto producendo un sacco di ossitocina nonostante la piccola sulle ginocchia che guarda "Pingu" sullo stesso monitor e, in contemporanea, si toglie le mutande e spaciuga con un burro cacao trovato in giro (precoci segnali di multitasking compulsivo).

E, infine, maledice il suo patrimonio genetico che la rende schiava (di senso del dovere, responsabilità e abilità multiple e contemporanee) e invidia la semplicità strutturale del suo compagno, geneticamente predisposto ad affrontare, con molta calma, un solo problema alla volta. 
O anche nessuno.

venerdì 6 luglio 2012

Care Maestre

Care Maestre dei miei figli.

Mentre impacchetto le ultime cose per il mare, il pensiero vola all'anno trascorso.
Un anno densissimo di impegni, di sfide, anche di emozioni, di cambiamenti, di conquiste.

Da settembre a giugno, ogni giorno, i miei figli hanno trascorso con voi maestre quasi più tempo 
che con me. 
E mai un solo giorno, nemmeno una volta, se ne sono lamentati.
Dall'inizio alla fine sono venuti volentieri, con il sorriso.

Il grande ha spiccato il volo: dopo cinque anni di asili vari è diventato uno scolaro.
Ha imparato un sacco di cose nuove, ha stretto nuove amicizie e consolidato antiche conoscenze,
si è innamorato e si è sinceramente affezionato alle sue insegnanti.
Tanto che, dopo pochi giorni dell'orribile e mal gestito CRE del Comune, mi ha confessato la sua nostalgia per i suoi compagni e per le sue maestre, soprattutto per la maestra Anna, che ha lasciato un segno profondo nonostante le sue assenze per malattia. (Anzi, probabilmente anche grazie a quelle assenze: perché a sette anni sei già in grado di esercitare il tuo senso critico e a fare il confronto tra la tua maestra e quella esaurita di supplente che suona il fischietto in classe senza riuscire comunque a farsi ascoltare).




La piccola ha trascorso un anno bellissimo: cavalli, fattorie, piscine di palline, le sue amichette del cuore, le recite, mille giochi e mille avventure. E ha voluto davvero bene alle sue Maeftle, la Maeftla Matta (=Marta) e la Maeflta Olnella (=Ornella).
Ha voluto bene, perché a tre anni conta solo l'oggi, e a settembre quando le incontrerà farà forse la timida, e questo anno di nido farà sempre parte di lei, ma lei non se ne ricorderà.
Il passato sarà passato. Per lei, ma non per me.

Io mi porto nel cuore tutte le maestre dei miei figli. 
E anche se sto imparando a gestire le mie psico-paranoie con gli addii, salutando la fine di ogni ciclo scolastico con meno magoni, sono giorni che penso che non sono riuscita a salutare Marta e Ornella.
E siccome faccio tanto la spavalda, ma in fondo sono una patetica dal cuore di burro, l'idea di non aver salutato Marta e Ornella mi dispiace.
Mi dispiace rendermi conto che, forse, ho inconsciamente eluso gli addii.
Perché mi commuove l'idea che ho chiuso con gli asili nidi.
Perché odio gli addii, ve l'ho già detto.
E perché Marta e Ornella mi mancheranno.
Perché Marta e Ornella mi hanno regalato tanta tranquillità, mi hanno insegnato tante cose dei miei figli.

Ma mi commuove anche l'idea che dopo tanti, tantissimi anni di lavoro, di questo lavoro, si possa avere ancora l'entusiasmo per inventare, sperimentare, innovare. 
Coccolare, parlare, ascoltare, insegnare, cantare, saltare, decorare, accogliere, educare, accompagnare. E poi ricominciare tutto da capo, dopo un anno o dopo un ciclo.

E allora, Ornella (che forse sbircerai ancora il mio blog) e Anna (che forse inviterò sul mio blog),
voglio dirvelo così, protetta dalla scrittura ma anche in modo pubblico e plateale.
Voglio dirvi quanto vi ringrazio, quanto vi stimo, quanto vi apprezzo. 
Perché dopo trent'anni e passa avreste anche ragione ad essere un pò stanche e un pò stufe.
Ma, se lo siete, non si vede minimamente.
Siete professioniste instancabili, ma, soprattutto, donne che fanno il loro lavoro con amore.
E quando il tuo lavoro ha a che fare con persone, soprattutto persone piccole,
la passione fa la differenza. Lascia il segno, si incide nel DNA.
Quindi grazie.
A Ornella, a Marta, ad Anna, alle sue colleghe, e a tutti gli insegnanti che, in questo paese votato al suicidio morale, culturale e demografico, sono i veri eroi quotidiani. 
Sottopagati, sottostimati ma, comunque, impegnati in una delle poche missioni per cui valga la pena di impegnarsi: la trasmissione di valori, conoscenze, idee, educazione ed emozioni.

Buone vacanze, care Maestre!

giovedì 5 luglio 2012

Vacanze? Less is more.

Niente partenza intelligente: quando si parte si parte, quando si arriva si arriva. 
Niente vestiti belli. Anzi, niente vestiti: il costume e due straccetti bastano.
Niente trucco.
Niente gioielli.
Niente cellulare.
Niente PC.
Niente FaceBook.
(= niente foto di cani trucidati, niente aggiornamenti sulle ultime truffe dei politici, niente vignette demenziali, niente appelli per cose tristi, niente sterili discussioni sulle bacheche).

Niente riunioni, corsi, appuntamenti, impegni sociali.
Niente quotidiani, niente notizie, niente arrabbiature.


Niente hotel.
(= Niente orari.
Niente colazione con croissant strabordanti di grassi idrogenati e poi ti chiedi come mai non sei dimagrita pur facendo dodici bagni al giorno.
Niente sgomitare in quattro appiccicati come sardine in una stanza grande come la mia lavanderia - bagno incluso.
Niente "bambini dobbiamo correre a fare la doccia altrimenti arriviamo tardi per la cena".
Niente "per favore raccattate i giochi che deve passare la signora delle pulizie".
Niente abbuffet di antipasti unti per cui sgomitare o altrimenti aspetti il prossimo giro e intanto ti ingozzi di pane - e nemmeno integrale.
Niente ascensori da aspettare.).

Niente hotel PER BAMBINI (per chi si fosse perso l'ultima puntata).
Niente pupazzi-orsi che ti piombano in camera alle 8 del mattino senza riuscire a strappare nemmeno un sorriso ai figli,  per dilettare i quali - con i suddetti orsi- tu hai pagato una follia, sentendoti doppiamente pirla.
Niente continui e frustranti pressing per ammortizzare l'animazione ("su tesoro, vai alla caccia al tesoro, schiodati dalla mamma per un quarto d'ora da bravo!")
Niente schiamazzi di minorenni cafoni a tutte le ore del giorno e della notte.
Niente cene con gli occhi fissi al monitor che supervisionano l'area giochi.
Niente ombrellone, che costa per due settimane come comprarsi venti ombrelloni ma di quelli belli.
Niente automobile. Per due settimane possiamo parcheggiarla e usare le bici o le gambette.


Mi accontenterò di:
mare,
sole,
pineta,
sonno libero,
familiari q.b.,
un kindle pieno zeppo di cose interessanti da leggere.

Le mie imminenti vacanze saranno all'insegna del "Less is More".








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P.S. Per compensare la pigrizia a cui sto per abbandonarmi, vinco la mia abituale inerzia in tema di self-promotion del blog. (Siccome passo la vita a pensare a strategie promozionali, sono ovviamente pessima nel promuovere il MIO blog, e anche nel curare le PR nella blogosfera. Ma campo d'altro).
E insomma su assist di Chiara, la mia talent-scout e agente... questo post partecipa al blogstorming!)

mercoledì 27 giugno 2012

Italia-Germania.

Non ero ancora nata nel 1970 quando ci fu la partita del secolo.

Però non dimenticherò mai LA partita della mia vita., Italia-Germania 3-1, durante Spagna 1982, 
il mundialito di calcio che da novenne spensierata mi aveva
coinvolto ed emozionato come forse nessun'altra gara nella mia vita.
Io e mio fratello eravamo ospiti dello zio Bob nella nostra prima vacanza senza genitori. 
Le urla, la gioia, il fiume di folla in una Firenze torrida, mio fratello che toccava le tette alle amiche dello zio nella DueCavalli decappottabile verde.
Da allora, pur non amando particolarmente il calcio, ho sempre seguito i campionati internazionali,
perché fanno parte della mia storia, della mia cultura e perché vi associo ricordi bellissimi di partite viste in compagnia nei posti più disparati.


Nel 2006 ancora Italia-Germania. E c'era anche il piccolo Ale a tifare con noi.
Come non ricordare l'arroganza dei crucchi e il gusto incredibile di avergli scippato la finale contro i francesi ?  (E sui francesi si potrebbe aprire un altro capitolo...)















2012. C'è l'Europeo di calcio. 
Sono nauseata da tante cose.
La politica nazionale e internazionale.
Il calcio corrotto.
La strage di cani ucraini.
La ben peggiore questione della prostituzione femminile denunciata da FEMEN (ma ignorata dagli attivisti FB che fanno invece girare decine di foto splatter di randagi trucidati).
Per cui mi suscita una risata a denti stretti questa vignetta:



Ma la semifinale è Italia-Germania, e io non me la perderò.

"E invece non dovresti guardarla"mi redarguisce un'amica su Facebook.
"Il calcio e l'esempio lampante di quanto va male l'Italia e di quanto sono imbecilli gli italiani che per una ventina di calciatori strapagati e nonostante questo anche imbroglioni, ci si inebetisce dimenticandosi di come il nostro paese sta andando a rotoli....e poi lamentiamoci che le cose vanno male che i politici rubano....siamo i primi noi che premiamo uno sport corrotto e che ruba anche i nostri soldi...mi da fastidio il mondo calcio ma ancora di piu' gli italiani che non sono in grado di capire quanto questo entusiasmo di mezza estate sia solo a vantaggio di continuera' a fare i propri porci comodi".

Tutto vero. MA.

Il mondiale del 2010 insegna che i nostri imbroglioni in mutande sono anche capaci di fare ricche figuracce in competizioni internazionali non corrompibili, 

Io non sono inebetita, non mi dimentico che l'Italia va a rotoli e mi impegno attivamente, nel mio piccolo, per cambiare le cose. Una partita non fa di me una qualunquista, dai.

Sono italiana, nel bene e nel male. E tra tutti i difetti italici, non rinnego i miei sentimenti AMBIVALENTI verso la Germania. Io provo una ammirazione e un'antipatia insopprimibili verso i primi della classe, i tedeschi
Ordinati, ricchi, efficienti.  
Razionali, ecologici, determinati.
ANTIPATICI.
Sì, i tedeschi mi sono antipatici.   
Non solo perché erano sempre i primi ad accaparrarsi la colazione, gli ombrelloni e i tornei di freccette nei villaggi vacanze.                                                                                                               
E non certo  perché siamo in scacco della Merkel, antipatica cancelliera-professoressa.                                                                                                                    E dovremmo aver risolto l'atavica ostilità bellica 70 anni dopo l'Olocausto 
(l'infamia dei fascisti e i nostri disgustosi voltafaccia non furono certo da ammirare).
                                     
Ne ho conosciuti di tedeschi, e con molti ho avuto anche un bellissimo rapporto.                            
E quindi non è un pregiudizio: tutti i tedeschi che ho conosciuto manifestavano un malcelato, (condivisibile ma pur sempre ANTIPATICO) spirito di superiorità. 
Soprattutto sulla italiota dabbenaggine. 

Ma, proprio perché sono italiana, e quindi un pò pierina inside,
domani sera mi gusterò Italia-Germania senza vergogna.
In privato, in modo da poter anche essere politicamente scorretta per una volta. 
Magari con una bella birra tedesca, e perché no, con una pizza napoletana. 

Che vinca il migliore, certo.
Ma che gusto se perderà la Germania!

giovedì 14 giugno 2012

Yes, we can!

Tredici mesi di lotta, culminati con una grande delusione.
Il tempo di piangersi un pò addosso e poi, via, ripartenza.
In due settimane abbiamo organizzato tre manifestazioni, coinvolgendo migliaia di cittadini, giornali, amministrazioni. Giovani e vecchi, bambini e ragazzi.
Tutti uniti, per una volta. Non dal tifo calcistico, ma dalla consapevolezza: non si può continuare ad ammalarci così, ad accettare continue nuove fonti di pericolo e di inquinamento, magari finanziate con i nostri soldi, magari frutto di lucro per pochi imprenditori e politici.
Se questo paese è allo sbando dove sono i cittadini?
Eccoci!!

13 giugno 2012. Ultima conferenza di servizi. 
Una manifestazione vivace e rumorosa più che mai, ma pacifica, piena di bambini, di musica, di gente.
Piena di speranza nonostante la tensione e le intimidazioni e le minacce. 
(Eh, sì, noi "rivoluzionari reazionari" siamo stati filmati uno ad uno dalla Digos, e c'è stata qualche tensione con poliziotti in borghese...Per non parlare dell'aggressività rabbiosa degli imprenditori proponenti...)




E, alla fine, arriva la notizia, ormai quasi insperata.
La Provincia ha rifiutato l’autorizzazione al gassificatore di pollina!
Ho pianto in preda ad una gioia dirompente. 
Un delirio di telefonate, abbracci, emozioni condivise.
(E, come spesso capita nella vita, ti guardi in parte e vedi che a trepidare con te c'è magari un estraneo e non quelli che, in teoria, dovrebbero essere tra le persone a te più vicine. Pazienza. Non si smette mai di crescere). 

13 giugno 2012. Non dimenticherò mai questa data.

Grazie ai miei colleghi del direttivo. 
Non è stata una passeggiata, abbiamo fatto tanti errori e ci siamo parecchio sbeccati tra di noi, ma fino alla fine sulle antipatie  e le ripicche dell'asilo ha prevalso la collaborazione.

Grazie a chiunque si è informato, si è preoccupato, ha firmato, è venuto alle riunioni o alle manifestazioni, grazie a chi ha fotocopiato, volantinato o parlato con la gente, grazie per chi non ha smesso di dare il suo contributo, anche se piccolo. 

Grazie a chi ha esposto una bandiera (a proposito, le bandiere costavano 10 euro eh!), 
grazie a chi ha dato la sua offerta (il Comitato non prendeva finanziamenti europei, giuro. Tutto di tasca nostra). 

Grazie anche a chi non veniva ma da Facebook ci dava le istruzioni: "Dovete fare così, avreste dovuto fare cosà. Dobbiamo fare casino!! Ah io non posso venire, però". 
Perché l'interessamento è una prima forma di partecipazione. 
(Se poi un centesimo di tutti i cittadini attivi di Facebook muovessero il sedere e facessero qualcosa il mondo sarebbe un posto migliore, ma un passo alla volta, OK!). 

La mobilitazione popolare è stata la grande ragione dietro al NO. 

Questa vittoria è dedicata a chi crede "che non serve a nulla".
A chi aveva il documento in macchina e non aveva tempo per firmare. 
E anche a E. che ci ha scritto: 
"Bravi Bravi Bravi a tutti! Io sono un individualista cinico di natura e sono contento oggi di vergognarmi del mio modo di essere! 
Sarà difficile spiegarlo a mio figlio ma deve capire, si deve riabituare ai valori che molti di noi hanno perso compreso suo padre, deve capire quanto conti la condivisione di un obiettivo per un bene comune, quanto bene possa dare sia al singolo che alla collettività un risultato di questo genere ottenuto con un lavoro di grande unione di intenti, deve capire che la partecipazione è la più grande delle libertà e l'unica forza da poter dare alle proprie idee!
Un forte abbraccio a tutti da uno che non ci credeva..."

A chi fuori dai banchetti ci diceva "no, grazie" con la faccia "non compro nulla". 
A chi pensa che la politica debbano farla gli altri, e che lo Stato siano gli altri e che il cancro tanto a loro non verrà. 
A chi crede che tutto possa essere sacrificato ai soldi. E, infine, dedico questa vittoria a tutti quelli che, nelle loro famiglie, hanno già pagato un tributo pesante all'inquinamento, attraverso la malattia. 
Signor Imprenditore Proponente del Progetto, non se la prenda tanto, si concentri sulla sua salute e si rallegri perché la malattia (che, a quanto pare ha anche lei) può essere risparmiata magari a qualche bambino. 

13 giugno 2012. Non si  può tornare indietro.
Bisogna andare avanti, cioé dobbiamo tornare indietro. 
A uno sviluppo solo se compatibile e rispettoso. 
A meno benessere ma più condiviso.
A meno sviluppo, meno rifiuti, meno industrializzazione, meno consumismo selvaggio, meno globalizzazione scriteriata, meno strapotere della finanza e delle multinazionali, meno auto, meno ciminiere, meno finanziamenti faraonici per opere assurde...

Nel mio piccolo da qualche giorno ho aggiunto un piccolo tassello alla mia famiglia sostenibile:
un composter in giardino. Siamo riusciti a liberarlo dal sequestro ludico dei nanetti e ora potremo compostiare un terzo dei nostri rifiuti domestici. 


Se a qualcuno serve un pò di humus per l'orticello si accettano prenotazioni!

sabato 2 giugno 2012

Maggiolina


Quando sei arrivata, quattro anni fa, ti abbiamo salutato incuriositi ma con un pò di distacco.
Eri la passione del nonno F., la sua rivincita sul tempo e sugli acciacchi.

Due anni fa ci hai regalato l'emozione di veder nascere il tuo puledrino, il piccolo Giugno.
E spiare la magica intimità di una nascita è una esperienza che non si dimentica...


Il tuo cucciolo è cresciuto sotto ai nostri occhi e ora è forte e grande come te.
Nel frattempo hai conquistato anche lo zio A. che ti ha portato persino a fare delle gare, in cui ti sei distinta per dolcezza e affidabilità.


Poi hai rubato il cuore di Valentina, fiera mini-amazzone che, con orgoglio ti ha potuto condividere anche con i suoi compagni di asilo nido in una soleggiata mattina di marzo che nessuno di noi dimenticherà.


E, dopo averti ignorato per quattro anni, persino Alessandro si è innamorato di te.
Ha aspettato la giornata dei saluti per chiedere insistentemente di montarti.

Sì, perché alla fine gli acciacchi e la crisi economica hanno avuto la meglio sulla passione del nonno F.,
e oggi te ne torni nella tua scuderia in Brianza, dove trascorrerai una vecchiaia serena con gente
che ti vorrà bene.
Ciao, Maggiolina. 
Non ci ho mai dato tanto peso, ma ora mi rendo conto che è stato un privilegio poter guardare dalla finestra e guardarti pascolare nel prato con tuo figlio.
Una visione pacificante, uno scampolo di senso e di pace.

- Bambini, salutate Maggiolina, che domani parte.
- Sao sao Massolina, adeffo noi andiamo.
I bambini prendono tutto con naturalezza perché non conoscono le conseguenze delle cose, 
e non possono soffrire in anticipo per quello che gli mancherà domani. 
Ho invidiato la spensieratezza con cui vivono l'oggi e l'ora.
Perché io, invece, avevo il magone.

Buona fortuna, Maggiolina.
Per quattro anni sei stata una presenza dolce nella nostra famiglia allargata e non ti dimenticheremo.

venerdì 1 giugno 2012

La vita, nonostante

Un discusso editoriale di Gramellini.
Che racconta come dal terrore e dalla disperazione possono emergere anche solidarietà, spirito di inventiva, positività. Cose come...
"La regina del marketing è la fruttivendola biologica che alle ciliegie sopravvissute alla scossa impone il cartello «duroni della rinascita», trasformandole nel frutto della riscossa. Intorno a lei scene di gentilezza e onestà che altrove sarebbero straordinarie, ma non qui, nonostante. Un cliente vuole un chilo di mele però non può pagarle perché il bancomat ha esaurito i soldi. La fruttivendola: «Le prenda lo stesso, pagherà domani». E lui: «Ci mancherebbe, vado a cercare un altro bancomat».

Su Facebook c'è chi si commuove e chi, invece, osserva:
" A me (saro' cinica) sorprende che la cosa sorprenda, non sono "bella" gente, sono gente, gente normale, e' che con tutto sto schifo ci siamo dimenticati che esiste, la gente normale, che fa esattamente le stesse cose da secoli, in mezzo a guerre, calamita', recessione eccetera. Gramellini sara' ispirato ma mi sono anche abbastanza stufata di sentire queste retoriche".

Ovviamente un pò di retorica c'è, anche perché contemporaneamente, nelle zone del terremoto, c'è chi fa terrorismo e poi sciacallaggio della peggior specie.

Siamo un pò tutti manicheisti, abbiamo bisogno di crearci una visione semplificata della realtà per gestirne la complessità.
Sei di destra o di sinistra non ha più senso.
Ma la crisi è colpa dei politici o dei banchieri?
L'uomo è intrinsecamente buono o cattivo? 
Il terremoto tira fuori il meglio o il peggio di noi?

"Sono periodi in cui abbiamo bisogno di esempi, la teoria non basta più", dice Lucia.
Ecco, io sono d'accordo con Lucia.
E' un momento storico difficile e pieno di incertezze. 
Ma, in fondo, ogni epoca ha avuto le sue difficoltà. Crisi e calamità sono sempre accadute, e, tutto sommato, non stiamo vivendo orrori nemmeno paragonabili a quelli che accadono, ad esempio, in Siria, nella sostanziale indifferenza nel mondo.
E' bello pensare che nelle difficoltà, anziché chiudersi a riccio, ci si possa incontrare, ascoltare, unire per fare qualcosa di costruttivo. Per tenderci la mano l'un l'altro invece che farci la guerra.

Ieri ero profondamente amaraggiata dal prevedibile esito della vicenda del gassificatore che, da un anno, mi ha succhiato energie ma mi ha anche trasformato da individualista a cittadina politicamente attiva.
Mi sarei volentieri spiaggiata sul divano per rincoglionirmi davanti alla TV, una volta tanto.
Ma poi la sera c'era l'incontro del "gruppo rifiuti", e non potevo mancare perché era a casa mia!
E la riunione è stata bellissima.
Un gruppo di cittadini che non si limita ad indignarsi per come la cosa pubblica viene gestita, ma che si rimbocca le maniche per studiare, capire, immaginare scenari alternativi. 
La politica più bella. Ci siamo confrontanti, due esperti da Brescia ci hanno illuminato trasmettendoci il sunto del loro percorso di conoscenza.
Era già passata la mezzanotte e noi ancora discutevamo su come muoverci, cosa fare...
(e siccome del gruppetto eravamo quasi tutte donne, dai rifiuti abbiamo spaziato alla spesa intelligente e alle coppette mestruali in silicone, trasmettendoci un sacco di informazioni e suggerimenti!).

Ci hanno insegnato che acquistare oggetti muove l'economia. 
Ci hanno fatto capire che gli oggetti ci avrebbero reso felici. 
E, invece, io sto con gioia impacchettando tonnellate di oggetti inutili della mia casa, che cercherò di ricollocare presso chi potrà fare buon uso (fino a qualche anno fa li avrei buttati senza indugio!).

Non avrei mai pensato di potermi sentire veramente ricca grazie allo scambio di conoscenze, idee, energie. E invece la vita va avanti, nonostante.


PS Altri esempi belli? Ce li porta Panzallaria!

giovedì 31 maggio 2012

La ricreazione è finita.

Sapevo che era bene godersi fino in fondo la gioia spensierata del tango argentino.
L'effetto è durato un giorno, il tempo di far sgonfiare gli avampiedi provati da troppe ore di prove sui tacchi.
Poi ha tremato la terra, distruggendo l'esistenza di 20.000 persone o forse più.
Da due giorni ho le traveggole e mi sembra di avvertire il terremoto ogni mezz'ora. Chissà loro.
Poi è scattata la cazzo di accisa sul carburante, e voglio vedere con che celerità il gettito di decine di milioni verrà devoluto all'Emilia terremotata.
Tutto è pronto per la ridicola parata: non riesco a trovare un solo buon motivo per festeggiare questa repubblica.
Nel frattempo non cessa la assurda scia di omicidi e suicidi e ancora non riesco a non pensare a Elena che
la settimana scorsa ha seppellito marito e due bambini nella mia città natia.
E, infine, la chicca.
Arpa e ASL hanno dato parere favorevole all'assurdo gassificatore di pollina che vogliono costruire a pochi metri da casa mia.
Un anno di assemblee, manifestazioni, volantinaggio, riunioni, ore e ore di lavoro in cui non avevo mai perso la speranza.
Ecco, oggi ho iniziato a perdere la speranza.