domenica 11 marzo 2012

Preludio di primavera

Non importa se tre settimane fa nevicava e sto ancora lavando le tute da sci e i costumi di carnevale.
Non importa se la notte ci crogioliamo ancora sotto il piumone.
Non importa se l'aria è più frizzante che tiepida.

Il primo sole di marzo richiama irresistibilmente all'abbandono del letargo.

E così quel vecchio nerd del Marito A.M. si è staccato dal computer, e, di sua spontanea volontà, si è recato al garden center e ha compiuto il primo passo verso l'autosostentamento della famiglia: l'acquisto e la messa a dimora tre arbusti di lamponi, vegetali buonissimi e dalle note proprietà AntiCancro*.

I bambini hanno partecipato con entusiasmo all'operazione, splendida occasione per armeggiare con palette e rastrelli, sbroffare acqua ovunque e riempirsi di terra.
L'idea di coltivare qualcosa nel nostro giardino li ha riempiti di primitiva eccitazione.
" Io vojo piantale i pomodoli, le flagole e ante il salame!" ha sentenziato la nanetta golosa. 

Si sono dilettati nel mozzare raccogliere margherite, spostare sassi e e foglie e lanciare sguardi languidi alla sabbiera, temporaneamente interdetta  in attesa della manutenzione e della rimozione di ragni e vermi invernali.



E poi le possenti braccia rubate all'agricoltura dell'ingegnere hanno impugnato gli attrezzi e montato 
il canestro, ultimo acquisto del parco giochi familiare. 
Il mio modesto contributo è stato "tenere dritto il bastone lungo e duro del canestro" mentre veniva
fissato alla base, come da gentile richiesta. Ognuno si rende utile come può.

Il profumo del sole mi ha fatto dimenticare l'odore acre dei concimi nei campi, 
e l'idea minacciosa dell'invisibile inquinamento. 
La luce si è trasformata in energia, e una sottile euforia mi ha pervaso
nell'osservare le gemme rigonfie della forsizia. 


Ancora una manciata di giorni e una esplosione di fiori gialli annuncerà la rinascita,
il trionfo della vita e della natura che ci sbatterà sotto il naso la sua prepotente bellezza, 
in un tripudio di verde, di pollini e di profumi. 
Come si fa a non amare la primavera?
Beh, almeno se non sei allergico....


(* da quando siamo entrati nel tunnel bio-salutistico-ambientalista, culminato nella recente sottoscrizione del servizio CortoBio e nella lettura del libro AntiCancro,
gli approvvigionamenti alimentari della famiglia si sono orientati con decisione verso tutti gli alimenti dalle provate virtù antitumorali, dai semi di lino ai frutti rossi).



giovedì 1 marzo 2012

Qual migliore testimonial?

Lo so, magari vi ho un pò sfrittellato le palle con le mie riflessioni ecologiste e preferireste leggere qualche storiella familiare tragicomica...(ne ho diverse in archivio, ma mi manca il tempo!!)


Ma come faccio a non condividere questo?




Alessandro è testimonial della nostra prossima manifestazione.
E questa volta verrà con noi, insieme ad altre mamme e ad altri bambini.
Perché è del loro futuro che si parla: prima iniziano a capire che dovranno rimboccarsi le maniche 
per ottenere il rispetto di tutti i loro diritti (compreso quello alla salute) meglio è.

- Ale, guarda, sei sul manifesto contro l'inceneritore.
- !! Ma dove lo metterete? 
- Dappertutto in paese.
- Che bello, diventerò una star!

Per niente narciso, il ragazzo.

domenica 26 febbraio 2012

Dove è morto Gesù. O forse dove vive.

- Mamma, ma Gesù è morto in questa montagna?

- No, amore. Gesù è morto in Palestina. Non in Val di Fassa.
- Ma allora perché sulla cima della montagna c'è una croce?
- Beh...spesso gli alpinisti quando arrivano sulla vetta...piantano una croce.
- Perché?
- Perché? Mah...Perché si sentono più vicini a Dio? Perché si sentono Dio?
Interviene il Marito A.M. e B.C. (Bravo Cristiano):
- Forse per dire grazie a Dio.
- Per che cosa?
- Per essere arrivati vivi lassù. Per il cielo blu. Per la montagna. 


Ho scoperto che la polemica anti-crocifisso si è estesa dalle aule scolastiche alle vette delle montagne.
Le Dolomiti sono patrimonio dell'Umanità, non della Cristianità, pertanto qualcuno si sente offeso dal crocifisso piantato su ogni cima.
Meno male che non si sentono offesi anche dai tetti aguzzi dei campanili, dei tetti scoscesi, dalle cime appuntite dei pini che si protendono prepotentemente verso l'alto, verso l'infinito.

Polemiche a parte, pochi luoghi sono più alti e spirituali di una cima alpina,
di un bosco ammantato di neve, del bagliore accecante del sole che brilla sulla distesa bianca.


Se hai la fortuna di sottrarti alla caciara multicolore degli impianti, delle piste
e delle baite dove si suona musica da discoteca, in montagna puoi ascoltare il più sublime dei silenzi,
respirare l'odore penetrante degli abeti, godere del blu vibrante di un cielo incontaminato.

Io non ho alcun Dio a cui dire grazie, ma davanti alle Dolomiti non puoi non dire grazie,
non puoi non rimanere senza fiato, non puoi non commuoverti davanti a tanta bellezza, tanta perfezione.

E, incontrandosi nei sentieri di montagna, le persone si salutano gentilmente. 
Anche le stesse persone che probabilmente nell'ascensore di un parcheggio cittadino si ignorerebbero.
Perché a contatto con la natura si diventa più umili, meno arroganti, forse anche più felici.
Io ero felice davanti a questo spettacolo:


Emozionata e felice.
Respiravo a pieni polmoni e godevo della pulizia, dell'armonia, persino dell'acqua deliziosa che sgorgava dal rubinetto.
E dopo una settimana ho impacchettato nei ricordi l'aria pura e la bellezza 
e siamo tornati nella pianura violentata e soffocata dallo smog e dalla stupidità dell'uomo.
Nella terra dei centri commerciali, delle fabbriche dismesse e delle discariche.
Nella provincia dove hanno spacciato per progresso e modernità l'orrido inceneritore portatore di morte e di soldi sporchissimi.
Nella pattumiera d'Italia, l'ex Leonessa che ha saputo ridurre persino le colline del Garda
in un cementificio.

Ci aspetta una nuova stagione di sfide, di manifestazioni, di casino.
Io sono pronta.
E c'è un'immagine che per me vale più di cento croci e di mille crociate.
Perché è la più grande fonte di energia e di ispirazione della mia vita.
Un'immagine di questa vacanza che porterò nel mio cuore per sempre.
Questa:

giovedì 16 febbraio 2012

Lezioni di democrazia. Da un bambino di 7 anni.

- Dove vai mamma?
- Alla riunione del Comitato Civico.
- Ancora per l'inceneritore?
- Sì.
- Ma vogliono ancora farlo?
-(...) Sì.
- Ma inquinerebbe tutta la nostra aria!

-(...) Lo so...
- Ma quanti sono a voler questo inceneritore?
- Uno. Anzi tre. Un signore ricco e i suoi due figli.
- Ma perché vuole costruire l'inceneritore? 
- Perché vuole diventare ancora più ricco. 
E con i nostri soldi: due milioni di contributi pubblici per finanziare un'opera di puro interesse privato ed enorme danno pubblico. E' sufficiente spacciare la combustione della merda di pollo per energia PULITA e RINNOVABILE. Geniale, no? 
- E quante sono le persone che non lo vogliono?
- Beh noi abbiamo raccolto 10.000 firme. 
Ma potrebbero essere molte di più. Se solo le persone smettessero di rimbambirsi davanti a Sanremo e iniziassero a preoccuparsi più dei danni alla loro salute che alla farfalla di Belen.

- Ma allora NON PUO' AVERE RAGIONE LUI. Tre è MOLTO DI MENO di diecimila! 
- Sì, ma la legge glielo permette e lui è ricco, quindi è più potente di noi.
E non deve vendere marmellate e bandiere per finanziare gli avvocati.
- E' davvero un ingiustizia.

martedì 7 febbraio 2012

Condivido ergo sum

La Piramide dei Bisogni di Maslow è veramente antica.
E non tiene conto espressamente di un bisogno fondamentale dell'uomo contemporaneo:
condividere.
Esternare a (social) media unificati.
Informare il mondo dei cavoli propri.
Affermare la propria esistenza e la propria presenza in un luogo.

Apro Twitter per conoscere le news del momento.
Tizio ci informa: I'm at Piazza Unità D'Italia http://4sq.com/bla bla
Sempronia, invece, ci rassicura: I'm at Stazione Milano Centrale (Piazza Duca d'Aosta, 1, Milano) w/ 14 others http://4sq.com/bla bla
Chissà con quanti amici e conoscenti ha avuto tempo di incontrarsi in stazione, avendo saputo 
grazie a FourSquare che anche loro erano lì.
Chissà se correndo a prendere il treno ha sbattuto il naso contro un palo mentre digitava
"Io sono al binario 12 e tu?".
Piripicchia, invece, vuole prenderci per la gola, affermando: I'm at Pasticceria Sommariva (Via Crema 25, Milan). E aggiunge anche l'indirizzo (Via Crema 25, Milan). (Nel caso in cui qualcuno non abbia voglia di correre su http://4sq.com/bla bla). Oppure voleva forse sottolineare che noi tapini siamo al  lavoro e lei invece cazzeggia beata in pasticceria?
Caio ci informa:  I just became the mayor of Caffè' Capriccio on @foursquare! http://4sq.com/bla bla 
Sono soddisfazioni. Diventare il sindaco del tuo bar preferito.
Chissà perché nessuno mai ci informa di essere diventato sindaco di un sexy shop, dell'asilo dei figli,
o del cassonetto della monnezza dell'angolo. Forse perché in questi luoghi non c'è il wifi. Ancora.

No, seriamente: ma perché metà dei tweet sono delle notifiche di geo-localizzazione?
Perché per la gente è così fondamentale far sapere a tutto il mondo dove è?
E pensano davvero che a qualcuno -che non sia la loro famiglia-  possa fregare qualcosa di dove sono e cosa fanno ogni cinque minuti?
O di come si chiamano tutti i membri della loro famiglia ( inclusi, talvolta, cane e gatto)? 


O che marca di preservativi usano?


Siamo tutti bambini in cerca di attenzione e riconoscimenti.
Pronti poi a sbottare quando i nostri figli pretendono la nostra attenzione continua, senza lasciarci tregua.
(soprattutto mentre stiamo cercando di catturare l'attenzione del resto del mondo).


E io non sono da meno, eh! 
Perché non posso proprio tenermi queste osservazioni per me, ma sento l'irresistibile impulso a condividerle dal mio personale Speakers'Corner. 
Subito!



domenica 5 febbraio 2012

Tu vuoi fare o'socialmarcheting....

...ma sei nato in Italy.

Quindi, ricapitolando.
Hai un ristorante, anzi un'osteria.
L'Osteria del X.
E un sito.
E un account Facebook.

Siccome sei furbo, non pubblichi post sulla tua fan page (come da regolamento Facebook),
ma sul tuo profilo personale
(Nome= TuoNome  Cognome= Nome dell'Osteria).
Così puoi chiedere l'amicizia a destra e manca e raggiungere quasi 5000 amici.
Ben più dei 170 "mi piace" onestamente conquistati dalla tua fan page.
Forse non sai che se Facebook ti sgama perdi tutti gli amici e ciao.
Hai fatto comparire venti milioni di annunci pubblicitari nel web negli ultimi 3 mesi.
Pubblichi a tutte le ore foto di cibo variamente saccheggiate dalla rete e spiritosaggini assortite.
Ci hai un pò sfrittellato le palle, ma anche incuriosito.

MA siccome sul tuo sito c'è una Google Map non aggiornata...
ieri sera sono finita al tuo vecchio indirizzo, dove ho trovato il portone sprangato.
E poi sono andata in un altro posto (uno che sulla fan page oggi aveva la foto del suo bellissimo
locale sotto la neve!).

Oggi alla centesima volta che mi comparivano i tuoi post ho pensato bene di avvisarti.
In cambio mi hai velatamente dato della stupida.


Perché, si sa, l'esercente ha sempre ragione.








E quando ti ho risposto per le rime, cosa hai fatto? 
Beh...
siccome la conversazione con i clienti è importante...
siccome essere social vuol dire soprattutto saper ascoltare...
siccome ogni reclamo è un gradito regalo, soprattutto dove ci segnalano dove stiamo perdendo clienti...
siccome è importante rispondere ai complimenti ma soprattutto alle critiche per essere credibili...
e siccome tu queste cose non le sai...

HAI RIMOSSO LA CONVERSAZIONE DAL TUO PROFILO!
E non mi hai più risposto.

E io ti ringrazio, perché mi hai fornito uno spunto bellissimo per i miei corsi di web marketing.
Potrai anche avere il sito, due siti, tre profili facebook.
Potrai anche fare due milioni di annunci pubblicitari.

Ma se non sai ascoltare, il cliente lo perdi.

Tu vuò fa l' americano!
mmericano! mmericanosiente a me, chi t' ho fa fa?
tu vuoi vivere alla moda, ma se bevi whisky and soda po' te sente 'e disturbà.
(Renato Carosone)

sabato 28 gennaio 2012

Versatile Blogger. In sette vizi.

The versatile blogger award.

Per la terza volta ho ricevuto un blog-award! 
Nel 2010 ho vinto l'Happy 101 award , l'anno scorso sono stata insignita del prestigioso bollino BAB.
Ieri sono stata nominata Versatile Blogger da LucyVanPelt, che ringrazio di cuore.

Per poter meritare il premio basta condividere 7 informazioni su di me e nominare altri 7 bloggers.
Facile, no? No. 
Perché siccome sono contorta, anziché infilare velocemente 7 stronzate e appendere orgogliosa la nuova coccarda nella colonna di destra del blog, ho iniziato a meditare sul numero 7.

7 come gli anni che sta per compiere il mio primogenito. Eh no! Devo parlare di ME, una volta tanto!! 
7 il numero magico secondo Harry Potter ( e ridaje...)
7 libri di Harry Pot...scherzavo, dai.
7 nani? naaaa...(nella mia vita ci sono stati alcuni nani di troppo...ma questo è un altro post. Uno di quelli che non pubblicherò mai, però).
7 continenti?
7 piaghe d'Egitto?
7 re di roma?
7 vite?
7 anni in Tibet?
7 note musicali?
7 virtù cardinali? Che noia. E poi al massimo arrivo a 2 e mezza, di virtù.
Molto meglio i 7...vizi capitali!!
OK, vediamo se riesco a descrivermi attraverso i miei 7 peccati mortali....

1) Gola, sicuramente. Sono golosa, e, soprattutto, tendo ad auto-gratificarmi con il cibo, di preferenza schifezze o cioccolato. Ma pure con un bel bicchiere di prosecco, di novello o di bombardino caldo con la panna montata, per esempio. Per punizione nel mio girone infernale dei golosi ci sarà sicuramente Tata Lucia a rompere i maroni.

2) Superbia. Ad autostima sono sempre stata messa bene. Ragion per cui sono sicuramente stata giudicata presuntuosa più volte. Paradossalmente, però, invecchiando sto diventando più umile. Soprattutto, sto imparando a rispettare:
- chi la pensa diversamente da me (cosa difficile quando si tratta di membri della mia famiglia), 
- chi ne sa meno di me (perché sicuramente ne sa di più su altre cose), 
- chi è diverso da me (cioé, in definitiva tutti. Anche se poi la maggior parte degli amici di Facebook hanno delle idee fantastiche e scrivono post bellissimi. Ovvio, sono amici miei!).

3) Ira. Ecco, sicuramente i difetti che il marito A.M. mi rimprovera più facilmente sono i miei scatti di ira, e, soprattutto, il linguaggio scurrile (qui in zona lo chiamiamo "sporconare" = inveire) con cui mi sfogo. Non ne sono orgogliosa, ma ho sempre vissuto la parolaccia come estremamente liberatoria. Siccome penso a tinte forti (non sono moderata nemmeno nella mia testa) quando mi sfogo mi esprimo in modo colorito e iperbolico. La mia punizione terrena la vivo ogni volta che i miei figli mi rispondono male. (Ma anche i figli delle madri educate e pazienti rispondono male, no?).

4) Avarizia. Qualche giorno fa mio fratello mi ha accusato di essere avida. Non mi sono minimamente scomposta (mi sono giusto resa conto di che visione incredibilmente distorta abbiamo uno dell'altra). Perché non è vero. Mi piacciono le belle cose, ma non ho alcun desiderio irrefrenabile di beni temporali o soldi. Il denaro mi interessa solo nella misura in cui mi dà sicurezza. Ed è una misura esile, visto che il mio conto corrente è sempre vuoto. Sono sempre stata generosa, con le persone e con le cause del mio cuore. 
Piuttosto faccio outing e confesso un altro vizietto: la generosità nel far le gaffe. 
La peggiore è stata la barzelletta sul bambino con la leucemia. Accolta con gelo dal gruppo di amici e, soprattutto, dalla ragazza il cui padre era appena morto di leucemia.
La più recente gaffe al pronto soccorso, due settimane fa. La mia vicina di barella era una signora napoletana con ventisette patologie, che mi ha descritto con dovizia di dettagli.
Le ho prestato il cellulare per chiamare il figlio (per ricordargli di portare le medicine per le ventisette patologie). Io mi contorcevo per i dolori e la fame, e, per sfuggire alle sue lagne, fingevo di guardare La prova del Cuoco in TV.
Quando, finalmente, l'hanno portata via, le ho detto: "Arrivederci e tanti auguri!".
Risposta: "Grazie, signò. Scbero brobrio di drovarvi qua al riendro dal mio esam'. "
E io: "Io spero proprio di no!". Come dite? Non sono stata gentile?
Giuro, io volevo solo esprimere l'auspicio di andarmene da lì.

5) Lussuria. Ovvero desiderio irrefrenabile del piacere sessuale fine a se stesso. Ehm Ehm. Questo peccato non è la mia specialità, temo. Diciamo che in gioventù ero maggiormente governata dall'ormone.
Oggi se penso alla lussuria mi vengono in mente cose come: strafogarmi di sushi. Passare il giovedì sera nel letto a leggermi tutto Vanity Fair senza interruzioni (comprese le insulse lettere a Mina e l'inutile oroscopo di Capitani). Vedere due puntate di Grey's Anatomy di fila. Comprami tre paia di scarpe nuove. Cose così.
Magari è solo un periodo e un bel giorno mi trasformerò in una ninfomane insaziabile. Magari.

6) Invidia. Oh, giuro, pure questa proprio mi manca! Va bene, a volte invidio la mondanità scatenata delle amiche senza figli. Ma, in generale, non ho mai invidiato nessuno. 
Nessuna invidia: del pene (tzk tzk), del lusso, del successo. In compenso sono stata spesso oggetto di invidia.
E ora? Devo confessare un vizio per compensare? Eccolo: sono maldestra. 
Fin da ragazzina. Giocavo a pallavolo e mi rompevo le dita, saltavo la cavallina e mi fracassavo la tibia,
giocavo a tennis e mi prendevo racchettate. Non parliamo nemmeno dei legamenti crociati che mi sono giocata sugli sci. Ma non è che sono solo schiappa con gli sport, eh!
Io mi faccio male anche sbattendo contro spigoli, tavolini, ante. E siccome lascio sempre le ante aperte mi sta pure un pò bene. 

7) Accidia. Beh il mio spirito calvinista e combattivo mi rende abbastanza lontana dall'inerzia nel vivere e compiere opere di bene.
Però ho anche io le mie oasi di pigrizia.
L'estetista, per esempio. La maggior parte delle mie amiche adorano spendere capitali in sedute di depilazione, epilazione, cavitazione e altre torture, e trovano che concedersi trattamenti estetici alla spa sia il top della goduria. Per me andare dall'estetista o stare a cuocermi in sauna è una grandissima rottura di balle. Che evito volentieri, ricorrendo al comodo fai da te per disboscarmi e rendermi presentabile.
Ma ci sono altre cose che rimando sempre: la contabilità domestica, il dentista, rifare il letto...

E quindi? Ora che mi sono confessata mi sento, oltre che una blogger incredibilmente versatile, anche molto leggera. E, anziché fare penitenza, penso che mi premierò con un bel cappuccio gigante,
che piaccia o meno a quel rompiscatole del mio colon.

Non prima di aver passato il testimone, però, ai miei nominee!
Tadàààààààà, ecco i miei Versatile Blogger:

1. Queen Father: uomo assai versatile e curatore di un blog assolutamente irresistibile!
2. Ninacerca perché non c'è nessuno di più versatile di una "diversamente fertile", a cui la vita ha sbattuto in faccia molte prove dure. Ma la ruota inizia a girare...
3. Nora, così versatile da trasformarsi da Resiliente a Maternamente Digitale...E chissà quanto versatile la renderà May (per la quale si è già perdutamente rincoglionita :-)
4. B.Stevens, che non avrà nemmeno il tempo per cagare il mio premio, ma che è la mia personale dimostrazione di "impossible is nothing", altro che versatilità. Un vero mito.
5. Chiara de La mia soffitta, donna assai poetica, creativa, versatile, autrice di un diario intenso e vibrante, ricco di colori e di emozioni.
6. MammaEconomia versatile nel combinare mammitudine, libera professione e un blog davvero godibile. 
7. Come potrei tralasciare Lei? La regina delle galline? La prima fonte di traffico dei migliori blogger italiani (nel mio caso subito dopo Google! E pensare che qualche sciocco si è disfatto del BAB! Ah, ingrati! Capace di vivere due vite contemporaneamente, una delle quali on-line. Mamma lavoratrice, per cui versatile per definizione. Ladies & gentlemen: Chiaradinome

lunedì 23 gennaio 2012

Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò.


Tutto era iniziato così, con una elucubrazione a sfondo musicale, e un libero sfogo di emozioni troppo compresse in un periodo carico di stress (stress che da due settimane mi è tornato indietro sotto forma di dolori addominali a cui la medicina moderna ha saputo dare una sola risposta, che è "toradol". Ma questa è un'altra storia).

(...)Vorrei organizzare una conferenza con dei medici che ci spieghino cosa rischiamo con tutto questo inquinamento. Forse potrebbe aiutare la gente a scuotersi dal loro torpore, a capire che se non ci prendiamo in mano il futuro siamo fottuti.

Così avevo pensato e scritto. E Bradipa, una mia affezionata lettrice aveva commentato: "Riguardo alla conferenza...bè, probabilmente visto il torpore generale ci andrebbero in 10 persone e sarebbe inutile!".
E invece sono venuti in 200. Ed è stato utile.

Sì perché, nonostante il torpore, le vacanze di Natale, la gente che se ne frega,
nonostante il mio malessere che mi ha trattenuto dal volantinare (ma non dal mandare centinaia di inviti digitali), nonostante la nebbia che si tagliava con un coltello e mille difficoltà, il proposito si è trasformato in realtà.

Il direttivo del comitato ha accolto la mia proposta di dare alla conferenza un taglio legato alla salute, e, con grandi sforzi, siamo riusciti ad avere due relatori eccellenti e, soprattutto, sette amministrazioni comunali di colori diversi unite per far fronte comune. 
Tutte chiamate a raccolta, ancora una volta, da un comitato civico, un umile manipolo di cittadini che, armati solo della forza del dialogo e della tenacia del buonsenso, hanno impedito, fino ad oggi, che un impianto folle ed assurdo - ma perfettamente a norma di legge!- peggiorasse ulteriormente la già gravissima situazione dell'inquinamento provinciale.







Perché so che è stato utile? 
Perché il giorno dopo una mamma ha scritto sul blog del Comitato:
"Sono una mamma che ha partecipato alla conferenza di ieri sera.
Sono una mamma che ieri ha fatto molto fatica ad addomentarsi.
Non riesco a togliermi dalla testa i dati presentati dai relatori, non riesco a non pensare che sto avvelenando le mie figlie e lo sto facendo da quando stavano nel mio “pancione”, solo per il fatto di vivere qui.
A causa dell’orario non ho potuto partecipare alla discussione e me ne sono andata con tante domande e una consapevolezza: non ci si può nascondere dietro una comoda ignoranza o nella disarmante convinzione che tanto non ci può fare niente."

Se volete sapere approfondire qua ci sono tutti gli atti della conferenza.
In sintesi estrema,
·      E' sempre più alta la probabilità che i miei figli si ammalino, anche gravemente, e che siano sterili.
·      La nostra aspettativa di vita sana è diminuita di 10 anni in 10 anni.
·      Le fonti inquinanti peggiori (inceneritori, cementifici, acciaierie, ecc.) spesso sono fonte di lucro per pochi, con danni enormi per molti: ci stiamo autodistruggendo.
·      La politica è complice dello sfacelo perché ci mangia pesantemente.
·      E noi "onesti cittadini per bene"siamo colpevoli di averglielo lasciato fare, votando con leggerezza e restando come ci vogliono, passivi, distratti, chiusi nella nostra bolla suicida di menefreghismo e di "tanto non serve a niente". (cfr. "La colpa dei disastri di chi è?").

Non fare niente, ecco cosa non serve a niente.

E, per finire in musica...

"Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò. 
Non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò. ORA."
(Jovanotti, "Ora")



martedì 10 gennaio 2012

Chi aspetterà

M. è giovane, bella, impegnata in mille attività, artista e ambientalista.
Qualche mese fa ha accolto, inattesa, la vita.
Poi la vita si è presa gioco di lei.
Aveva già il pancione ma ha dovuto dare alla luce una creatura senza vita.

Ma dal dolore e dal sangue possono nascere creatività, poesia, persino speranza.

M. mi ha reso partecipe delle sue emozioni e di una sua struggente poesia,
tanto bella che merita di essere condivisa.
E a lei fa piacere che lo sia.
Per ricordarci quanto sottile è il confine tra amore, vita e morte.

CHI ASPETTERA'

Chi aspetterà
il mio ventre vuoto,
sparso nel nulla,
di nuovo a lasciar spazio
al mio lamento solo,
ad abbracciarlo
tenendolo caldo,
lontano dai rumori,
saccheggiato dal tempo
che non muta e mai ferma
la lancetta della vita,
sempre in movimento.
Fra le lenzuola,
nuove saranno le carezze,
con baci risucchio d'amore
mentre lacrime vagheranno
disperse,
in gocce vapore
nelle stanze del pianto
a riemergere dall'affogamento
in un bagno d'ospedale fermo,
a guaire di paura e vedere la morte,
scendere fra le cosce in sangue,
dichiarando d'amare
e baciando l'esistere..

lunedì 9 gennaio 2012

Carpe (primum scholae) diem.


Prima delle vacanze avrei scommesso che oggi, primo giorno di scuola del nuovo anno, sarei stata giuliva come la MOM della vignetta.
E invece non solo le vacanze non sono state così pesanti come temevo, ma me le sono proprio godute.
Piano piano mi sono abituata alla mancanza di silenzio, agli spazi invasi e ai tempi dilatati, all'anarchia dei ritmi e delle regole. 
Non mi sono certo riposata o potuta dedicare molto ai miei interessi. 
Ma ho staccato con il lavoro e con gli impegni sociali. 
Mi sono disintossicata dalla crisi, dalla cronaca, da Monti, dalla casta.
Sono stata molto a-social (salvo qualche piccola, insoddisfacente, incursione in twitter. Eh sì, per un pò ho preferito vivere che correre a raccontare la vita).
Mi sono goduta la casa, la famiglia, gli amici, i bambini.
E li ho visti rifiorire sotto i miei occhi.
Giorno dopo giorno sono diminuiti i capricci, le litigate, i nervosismi.
Una cura naturale fatta di calma, giochi, coccole, furti di dolcetti, dormite mattutine.
Ore e ore a spostare i personaggi del presepio ("Oggi è 'a Befana e puindi è arrivato un ReMagico!").
Una piacevole alternanza di ozio ed esperienze emozionanti:
le cene in famiglia, l'attesa di Babbo Natale, la montagna e le mille discese sulla neve con i  gommoni, il planetario, il museo delle Alpi, il circo, persino Gardaland...

Questa mattina sono andati a scuola carichi come molle e felici.
Il grande con i battente di uno xilofono nello zaino (è la sua bacchetta magica, quella che
il piccolo emulo di Harry Potter ci punta continuamente addosso al grido di improbabili formule magiche come "Wingardium Leviosa!" o di "Expelliarmus!"). 
La piccola assistente sociale, invece, con una mucca e il suo vitellino, per inscenare continui ricongiungimenti familiari o per sfogare i suoi istinti di accudimento nel nutrire e far dormire i personaggi dei suoi giochi (mammiferi, treni o ruspe che siano).

Garzoncello scherzoso
cotesta età fiorita
è come un giorno di allegrezza pieno.
Giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.

E io sono felice di tornare ai miei progetti e al mio lavoro.
Sarà un anno di sfide, di cambiamenti e di incertezze.
E allora meglio mettere in pratica fin da subito il mio unico vero proponimento (beh, a parte vincere i mondiali di Tango Argentino, chiaro): Carpe Diem.
Non voglio più vivere proiettata in avanti. 
Non c'è più nulla di prevedibile, di programmabile.
Del futuro si può solo ipotizzare che ci porterà la caduta di diverse tegole sulla testa.
Riuscirò a godermi il bello di ogni giorno, di ogni momento?

Godi fanciullo mio, stato soave.
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'. Ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.