Polpetta: - Papà cota fai? (=papà perché hai la faccia piena di schiuma da barba?)
Marito A.M.- Mi faccio la barba.
Polpetta:- Anche 'a Tella! (= anche io mi faccio la barba!)
Pamen: - Tu non hai la barba perché sei una femmina, invece papà è un maschio e si fa la barba.
Polpetta: - Anche Ale mafchio (= anche mio fratello è un maschio!)
Pamen: Brava! Ale è un maschio. Invece tu sei una femmina.
Polpetta: - Tella femmina, Ale mafchio, Papà mafchio.
Pamen: Bravaaaa!! E la mamma cosa è?
Polpetta: Mamma MAFCHIA!
mercoledì 30 marzo 2011
sabato 26 marzo 2011
Piccoli momenti di insperata felicità
Sfilarsi il tailleur e accomodarsi nei vecchi jeans
Accantonare il pensiero di Libia, Giappone, lavoro e politica
Portare i bambini a mangiare il gelato e al parco
Rincorrere le bolle di sapone sul prato
Riuscire a farsi un lungo bagno
Scoprire che il nipotino in arrivo sarà maschio, per la gioia del cugino grande
Iniziare a riporre piumini e maglioni pesanti
Annusare il profumo del bucato steso al sole
Andare a scegliere i giochi da giardino pregustando la gioia dei destinatari
Tirare fuori le biciclette...
Rubare il tempo per un pranzetto last minute al ristorante col marito
Rubare il tempo per un pranzetto last minute al ristorante col marito
Pianificare le migliorie alla casa a lungo rimandate
Guardare l'ultima puntata di Grey's Anatomy abbracciati sul divano
Guardare l'ultima puntata di Grey's Anatomy abbracciati sul divano
Ricevere un messaggio euforico da una persona cara che si trova alle Seychelles
Progettare le gite di primavera e i viaggetti dell'estate
Stirare cantando vecchie canzoni di Baglioni (sottraendomi per una preziosa mezz'ora al monopolio insopportabile delle canzoncine per bambini)
In primavera un fine settimana senza impegni sociali può riservare tanti piccoli momenti di insperata felicità.
venerdì 25 marzo 2011
Autodeterminazione
- Valentina, sembri una medusa, tagliamo un pò questi capelli?
E lei, con sguardo minaccioso:
- NO! E' MII! (=no, i capelli sono miei e me li gestisco io)
E lei, con sguardo minaccioso:
- NO! E' MII! (=no, i capelli sono miei e me li gestisco io)
mercoledì 23 marzo 2011
E' solo un gioco
- Alessandro, io non gioco più con te a SuperMario.
Imbrogli e sei disposto a fare qualsiasi cosa pur di vincere!
- Ma dai, mamma, non fare così, non è la realtà, E' SOLO UN GIOCO!
Imbrogli e sei disposto a fare qualsiasi cosa pur di vincere!
- Ma dai, mamma, non fare così, non è la realtà, E' SOLO UN GIOCO!
sabato 19 marzo 2011
Sono tutti belli i babbi del mondo
Una mia amica ieri ha scritto
Auguri ai babbi d'Italia e del mondo, ai babbi giapponesi che si rimboccano le maniche tra paura e voglia di sperare che il peggio sia alle spalle, ai babbi libici che lottano per un futuro libero, ai babbi che non sanno dove trovare il cibo, i vestiti, le medicine ma lavorano anche dodici ore in condizioni disumane perché i loro figli studino e abbiano un'altra vita...ai babbi che davanti a un pc finalmente spento stanno tornando a casa !!!
Non posso che unirmi a questo augurio!
venerdì 11 marzo 2011
Colpo di coda dell'inverno
Questa settimana mi sono compiaciuta della salute di ferro dei miei figli.
E quindi un virus influenzale mi ha punito, tramortendo il grande con vomito febbre fino a 39.5. Ovviamente in contemporanea a una valanga di lavoro da sbrigare per me e il marito in trasferta.
E quindi un virus influenzale mi ha punito, tramortendo il grande con vomito febbre fino a 39.5. Ovviamente in contemporanea a una valanga di lavoro da sbrigare per me e il marito in trasferta.
Bilancio:
Due giornate di lavoro compromesse.
Un appuntamento trasformato in teleconferenza.
Una festa di compleanno e un pomeriggio alle giostre saltati.
Salti mortali per portare e riportare la piccola al nido.
Collaboratrice domestica a casa per non disturbare i sonni diurni del malato.
Pulizie da fare.
Lavoro da recuperare in notturna.
Vomito da pulire.
Pianti da consolare.
Ma anche...
Due giornate da sola con il mio bambino grande.
La sua prima volta a casa da solo, sia pure per 15 minuti.
Insperati momenti di coccola e di accudimento.
La reazione della piccola (Ale ha la bua. -Metti cerotto!)
Riso in bianco e latte caldo.
La super-nonna che si precipita in soccorso, portando generi di conforto e supporto logistico.
Le favole della mia infanzia "A mille ce n'èèèèèèè"
Ore sul tappeto a costruire un plastico con Lego Duplo appena riesumato dalla cantina.
Il tempo di scovare giocattoli dimenticati dagli angoli più nascosti della casa.
La gioia di vederlo godere intensamente del riposo ripigliando ora dopo ora energie e voglia di giocare...
Tappati in casa, in tuta e pigiama tutto il giorno, abbiamo assaporato una strana atmosfera da vacanze di Natale.
Tempismo perfetto, visto che anziché arrivare la primavera si annunciano due settimane di diluvio novembrino...
mercoledì 9 marzo 2011
Meritocrazia
- Mamma, guarda, la nonna mi ha regalato 5 Euro!
- Ah. E te li sei meritati?
Attimo di riflessione e poi, convinto:
- Si!
- E..cosa hai fatto per meritarteli?
- Niente!
- Ah. E te li sei meritati?
Attimo di riflessione e poi, convinto:
- Si!
- E..cosa hai fatto per meritarteli?
- Niente!
martedì 8 marzo 2011
8 marzo. A te che sarai donna tra 20 anni.
Oggi annusi la vita e le tue prime mimose, gentile omaggio del tuo papà.
Ma che aria annuserai fra 20 o 30 anni?
Avrai mimose per un giorno e discriminazioni per altri 364?
Potrai aspirare alla tua realizzazione professionale senza dover promettere di non fare figli?
Potrai aspirare alla tua realizzazione familiare senza dover vendere anima e corpo per arrivare alla fine del mese?
Potrai aspirare alla tua realizzazione personale, sentendoti libera, innanzitutto, di seguire i tuoi sogni e le tue passioni?
Se chiudo gli occhi sogno un mondo in cui tu, giovane donna...
...non vieni considerata "più adatta" di un uomo per pulire il cesso, cambiare un pannolino, cucinare 600 pasti all'anno,
...non vieni considerata "meno adatta" di un uomo per pilotare un aereo, dirigere un'azienda, governare il paese,
...non vieni valutata per la tua taglia di reggiseno, ma per le tue capacità e per il tuo talento,
...non devi rinunciare al tuo cuore per puntare sulla tua testa.
E l'8 marzo non hai bisogno di uscire con le amiche a vedere spogliarelli maschili per sentirti libera ed emancipata.
E per essere rispettata non devi diventare acida e feroce né rinunciare alla tua femminilità.
E puoi spiegare le tue ali senza che la tua bellezza ti metta in pericolo.
E non sei "sesso debole"né a parole né nei fatti, perché finalmente tutti riconoscono, apprezzano e valorizzano il tuo essere forte.
Diversamente forte.
Perché essere forte non vuol dire solo muscoli, prepotenze, guerre, stupri, terribili lotte di potere, come ci hanno insegnato millenni anni di predominio maschile.
Si può essere forti anche con la flessibilità, il coraggio, la capacità di ascolto e di mediazione, il superamento del proprio egoismo, la ricerca di un mondo migliore.
Migliore non solo per il proprio portafoglio, ma per i propri figli, per gli uomini e le donne di domani.
Riusciranno le madri di tutto il mondo a ribellarsi alle discriminazioni, alle infibulazioni, alle violenze?
Nel mio piccolo ce la metterò tutta per aiutarti ad avere
pari dignità, pari opportunità, pari felicità.
Buona festa della donna, figlia mia!
pari dignità, pari opportunità, pari felicità.
Buona festa della donna, figlia mia!
sabato 26 febbraio 2011
Allattare che incubo?! Un titolo socialmente pericoloso!
Caro direttore
in copertina del Vanity Fair n°8 campeggia il titolo "Anna Valle, allattare che incubo".
Nell'intervista l'attrice racconta le sue difficoltà nell'allattare,
ma non emerge nulla sulle (ottime) motivazioni che l'anno spinta ad allattare sua figlia per ben 8 mesi o sul fatto che, forse, l'unico aiuto che ha ricevuto per superare le sue difficoltà è stato il suggerimento di smettere.
Io sono riuscita ad allattare in tutto 3 anni nonostante enormi difficoltà e le indicazioni errate e contraddittorie di puericultrici e pediatri e,
quando i media lasciano passare il messaggio che "allattare è un incubo" io mi arrabbio molto.
Perché, secondo l'associazione culturale pediatri, solo l'1% dei bambini italiani arriva al sesto mese allattato al seno in modo esclusivo così come prescriverebbe l'OMS.
Perché le mamme vengono scoraggiate in tutti i modi con assurde restrizioni di orario e pressioni sul peso del bambino, e non ricevono incoraggiamento e i giusti consigli per superare le inevitabili difficoltà (allattare è un processo naturale, psicologicamente poco conciliabile con i ritmi della donna moderna).
Perché i convegni di aggiornamento per i quali gli operatori sanitari prendono crediti formativi sono spesso organizzati dalle multinazionali del latte.
Le stesse che violano sistematicamente il Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, con operazioni di marketing illecite e una vera e propria corruzione degli operatori sanitari a cui viene offerto di tutto in cambio di più prescrizioni di latte artificiale (Per maggiori info: http://www.ibfanitalia.org/)
L'alimentazione artificiale provoca ogni anno la morte di 1-2 milioni di neonati, per lo più per diarrea
(mentre le madri si svenano per procurare il latte artificiale che percepiscono come "migliore").
E da noi? I neonati allattati artificialmente alimentano un ricchissimo business tra latte in formula e accessori, non muoiono certo di diarrea, ma secondo l'Associazione Culturale Pediatri, è aumentato dell'800% in dieci anni il ricorso alle cure pediatriche per i piccolissimi. Come dire che, con buona pace dei media ignoranti e della politica,
alleviamo bambini sempre più fragili ed esposti ad infezioni fin dai primi mesi di vita. Per la gioia del business sanitario e farmaceutico.
E le loro madri? Nel 39% dei casi già private della magia del parto naturale (visto che anche il cesareo è un business, in Italia, in barba ai rischi enormi che comporta), rinunciano ad un'esperienza meravigliosa e incredibilmente salutare per madre e figlio.
Per sfinimento, per solitudine e, soprattutto per la diffusa ignoranza e la sistematica forzatura di un processo naturale e di per sé perfetto.
Il tema non è glamour e infatti nessuno se ne preoccupa. Ne vogliamo parlare?
Pamen
PS per approfondire: http://www.facebook.com/vanityfairitalia
dove Luisa Mondo di IBFAN Italia porta a Vanity Fair alcune argomentazioni per approfondire il tema in modo più serio!
PS per approfondire: http://www.facebook.com/vanityfairitalia
dove Luisa Mondo di IBFAN Italia porta a Vanity Fair alcune argomentazioni per approfondire il tema in modo più serio!
giovedì 24 febbraio 2011
Le mamme degli altri.
Scrive la collega blogger Panzallaria di intense frequentazioni con gli amici dei figli e le loro madri, rese difficili non tanto dalla volontà quanto dai limiti di spazio.
Oh come vorrei vivere a Bologna!
Ma probabilmente qualsiasi posto d'Italia sarebbe meglio della provincia di Brescia.
Mi ritengo una persona mediamente simpatica, piuttosto aperta e socievole,
disponibile a metter in gioco la mia casa e il mio tempo quando si tratta di vita sociale.
Siccome trascorro metà del mio tempo con i miei figli al paesello,
mi piacerebbe frequentare di più i loro coetanei e le loro madri, perché conoscere persone è arricchente per i grandi e per i piccoli.
Ma, salvo qualche preziosa eccezione, questo mio desiderio si scontra con la natura cavernicola delle genitrici locali.
Che le rende praticamente INFREQUENTABILI.
Cosa intendo dire?? OK... faccio parlare qualche esempio...
Cena di classe.
Mamma di D.: Siediti pure tu al centro della tavolata, io me ne sto volentieri in disparte
perché tanto di chiacchierare NON MI IMPORTA NIENTE.
(Simpatica come un mal di denti!)
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MammadiB.: Sentiiiii....visto che alla gita pioveva, perché non organizzi un pomeriggio per i bambini, magari in un parco acquatico?
Così stanno un pò insieme.
Pamen: Bella idea, grazie MammadiB.
Passa un mese. Trenatcinque telefonate, locandina, giro di inviti, prenotazione, coinvolgimento della maestra.
Pamen: Ciao, MammadiB, hai visto che ho organizzato il pomeriggio al parco aquatico, mi aiuti a coinvolgere un pò di altri genitori?
MammadiB: Beh, sì, bello, comunque io non posso venire.
(Mavaffanc...!)
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MammadiG: Ah, si, io il mio G lo mando dalle Madri Canossiane.
Ci tengo che abbia una educazione CRISTIANA. E poi è una buona scuola, non come la statale che è piena di GIARGIANIS (*)
GIARGIANIS (*)= simpatico e CRISTIANO modo di definire gli extracomunitari.
(Un altro buon motivo per iscrivere Ale alla Statale!).
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Fine febbraio. Splendido pomeriggio di sole. Da un mese mi trovo da sola quasi tutti i pomeriggi al parco
con i bambini. Che si scalmanano felici. Mentre io mi rompo amorevolmente le balle.
Le uniche madri presenti sono straniere e interagiscono solo tra di loro in ostrogoto.
Pamen a MammadiF: Venite al parco dopo la scuola?
MammadiF: Ma scherzi? Con QUESTO FREDDO? No, non vorrei che F. si AMMALASSE.
(Come mai la madre media italiana tiene il figlio tappato in casa da ottobre a maggio e esce di casa solo per
andare dal pediatra o al pronto soccorso con cadenza settimanale?
Come mai io passo per degenere ma i miei figli in otto anni di vita complessivi hanno preso l'antibiotico UNA VOLTA a testa?)
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MammadiL: Mi sento sola, non conosco nessuno.
Pamen: - Vediamoci domani in pasticceria per un caffè!
MammadiL: Volentieri!
MammadiM: Io non posso.
Pamen: MammadiL, visto che siamo tu ed io, perché non vieni a casa mia per il caffè?
MammadiL: Ah...beh...mi spiace, forse vengo, forse no. Sai, ho delle commissioni da sbrigare.
(Poi non viene, non si fa viva e non ricambia mai l'invito).
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MammadiA: Grazie per aver invitato A alla festa di Alessandro. Solo che noi martedì andiamo a musica alle 17. Possiamo venire MA SOLO PER UN QUARTO D'ORA.
Pamen: 8-O (strabuzza gli occhi). Beh vedi tu, ti chiedo solo di farmelo gentilmente sapere, perché l'anno scorso ho prenotato per venti bambini poi dieci non si sono presentati e nessuno mi ha informato.MammadiA: Si, certo. Allora facciamo così se non mi vedi vuol dire che NON HO POTUTO VENIRE!
(Ma sei scema o mangi sassi?)
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SMS Anonimo.
"Ciao grazie per l'invito ma non possiamo venire alla festa".(Ah. Ma chi caXXo sei?)
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MammadiA: Ciao, scusa, volevo dirti che non ho ancora dato i soldi per il regalo alla maestra, ma considera anche me, te li do quando ti vedo!!
MammadiA: Ciao, ah, senti, io il regalo alla maestra l'ho fatto da sola, visto che era passato molto tempo.
(si, è sempre la stessa mamma di A, il genio della lampada!!).
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MammadiN: Dai, Pamen, vediamoci lunedì, facciamo merenda insieme!!
Lunedì pomeriggio. Non viene, non risponde al telefono o agli SMS. Aspetto inutilmente fuori dalla scuola con i nani scalpitanti.
Incontro il marito tre giorni dopo e gli chiedo se è viva.
MammadiN via SMS: So che mi hai dato per dispersa ma sai ho avuto degli IMPREVISTI!
(e sticaxxi...e avvisare no?)
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Riunione di presentazione della Scuola Primaria (così si chiama ora la Scuola Elementare).
Dopo aver presentato progetti, materie, attività, laboratori, le insegnanti lasciano spazio alle domande.Coro di mamme belanti e ansiose: "Ma come si mangia in mensa???"
Nessun'altra domanda viene posta.
MammadiS: Ah, io me lo vado a prendere e lo riporto a scuola tutti i giorni, così almeno sono sicura che MANGIA BENE!
Ma perché le altre mamme sono ossessionate da cosa mangiano e da quanto cagano i loro figli E IO NO?
Cosa ho che non va? Sarà per questo che l'operazione socializzazione NON MI RIESCE?
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