E invece no.
Esiste ancora un tempio della privacy, protetto da un muro di reticenza e da un sostanziale No comment perenne. Si tratta della scuola di mio figlio.
Il primo giorno non ci ha raccontato nulla e vabbeh, tanto per mezz'ora c'eravamo pure noi.
Il secondo giorno si è lamentato perché non conosceva nessuno e nessuno giocava con lui ed era meglio stare in classe che uscire a ricreazione.
Il terzo giorno ha esultato perché a ricreazione era stato cooptato da un amichetto di seconda e aveva giocato con i suoi amici a raccogliere le ghiande della quercia.
Il quarto giorno ha decretato che si stava meglio a scuola che all'asilo. Per via della quercia delle ghiande.
Il quinto giorno ha affermato di aver stretto amicizia con il compagno di banco dal nome non meglio specificato. "Ma come, siete amici e non sai il suo nome?". "Non gliel'ho chiesto".
Ogni giorno il mio primogenito si infila lo zaino, sparisce inghiottito in quello che ho scoperto chiamarsi "plesso scolastico", dove trascorre quattro ore intento in non meglio specificate attività.
Di cui non so niente. Non ho un orario, non so che maestre si alternano al suo cospetto, nessun quaderno o libro esce dal plesso scolastico. E nessuna indiscrezione trapela dal seienne.
Ci ho provato con le domande aperte: "Cosa avete fatto oggi di bello?". Risposta: "Niente".
Ci ho provato con le domande chiuse: "Avete disegnato, oggi?". Risposta. "No".
Ci ho provato con le domande a risposta multipla: "Avete avuto italiano o matematica?". Risposta. "Nessuna delle due".
Ci ho provato con le maestre: "Tutto bene?" (lo so, la domanda è generica, ma mica potevo chiedere "Potete farmi un resoconto di che cazzo fate chiuse in classe con mio figlio 30 ore a settimana, per cortesia?"). Risposta: "Bene, bene! Arrivederci".
Ci ho provato frugando ogni giorno inutilmente nel quaderno degli avvisi, sempre inesorabilmente vuoto.
Ora. Giuro che non sono ansiosa. Un pochetto control freak, OK.
Il fatto è che la reportistica quotidiana dal pianeta Scuola, che già aveva subito un crollo dal Nido ("Ha mangiato tre pezzetti di pollo, ha saltato i pomodori, la cacca era molle e color senape, abbiamo colorato, ha giocato con Davide e siamo usciti in giardino, ha dormito sul fianco destro") alla Materna ("Oggi ha fatto inglese"), si è improvvisamente azzerata, proprio mentre cercavo di ricostruirmi dei punti di riferimento.
No, non ditemi che per scoprire che cosa succede alla scuola di mio figlio devo candidarmi 'n'altra volta come rappresentante.
O corrompere le bidelle.
O offrirmi di rifare il sito della scuola.
O offrirmi come volontaria controllo mensa.
O incatenarmi dalla preside.
O fare una interrogazione parlamentare (beh sarà mica meno interessante per il futuro del paese di quanto e se la Arcuri l'ha data via, no?)
O aspettare che mio figlio abbia un profilo FB da spiare abusivamente (prima però deve imparare a scrivere!).
O accettare che lui abbia la sua vita, che mi riguarda sempre di meno?!!!!!!!
Mi resta un inquietante interrogativo.
Cosa intendevano le insegnanti alla riunione puntualizzando che per loro il dialogo con la famiglia è molto importante?







