sabato 25 giugno 2011

Basta odiosi privilegi: finalmente possiamo fare qualcosa di concreto.

"I referendum fanno schifo perché servono solo ad abolire dei pezzi di leggi" disse quello che non andava a votare.
Ecco una iniziativa propositiva e non abrogativa.





Un progetto di Legge di iniziativa popolare per ridurre i costi della politica in Lombardia.
Per risparmiare decine di milioni di euro di assurdi e medievali privilegi dei politici lombardi.
Gente come questi qua, per intenderci:

 



Servono 5000 firme autenticate di cittadini lombardi entro ottobre 2011.
Ecco dove firmare

Una volta tanto puoi cambiare le cose con una semplice firma!!
Passaparola!!

O mio Bio.

Sono entrata nel tunnel eco-solidale-bio-naturalista.
Mentre il mondo va verso l'autodistruzione, per salvaguardare la progenie e  la terra bisogna rimuovere le cause della follia dall'origine.
Agricoltura ed allevamento intensivi hanno effetti ecologici devastanti, producono prodotti tossici e di scarsa qualità ma economici, perfetti per essere comodamente ed economicamente distribuiti nell'ipermercato a discapito del produttore e del consumatore.
Ma il mio percorso verso l'impatto zero è lastricato di difficoltà operative. E da qualche calo di motivazione.
Questa mattina, ad esempio.
Cielo cristallino e sole splendente: mi sarei volentieri sparapanzata al sole. I buoni propositi di dieta si sono infranti con lo stress, le uova di pasqua che i figli non mangiano, la nutella consolatoria a cucchiate. Per cui un pò di tintarella aiuterebbe l'autostima.
Ma.
Il frigo traboccava di pomodori bio super maturi.
Le albicocche bio già leopardate di loro* stavano per trasformarsi in una composta di frutta e vermi (very bio).
La farina (bio) è prossima alla scadenza (ehm ehm, non ho fatto così tante torte come mi ero prefissa).
Inoltre al GAS** avevo ordinato un kg di carote, senza ricordarmi che ne avevo altrettante provenienti dal Natura Sì***.

E allora ho raccolto il basilico, sciacquato i capperi, affettato le cipolle di Tropea, il sedano e le carote, e, con l'aiuto del dado bio-fresco del contadino ho preparato un ottimo sugo di pomodoro, con cui ho condito penne integrali. 
La purea di albicocche si è trasformata in un'ottima clafoutis, un dolce al cucchiaio con uova freschissime e zucchero di canna. 
Un'ora di lavoro (esclusi piatti da lavare ovviamente).
A cui vanno aggiunte mezz'ora  tra ordine e ritiro della spesa al gas. 
E un'ora per la spesa al NaturaSì. 
E mezz'ora in fattoria (cinquanta minuti considerando il tempo passato a vedere le mucche e i cavalli con i figli dopo la spesa).
Risultato? Servo in tavola il buonissimo e sanissimo pranzetto e...
- Io non mangio, sono disturbato di stomaco. (quello grande)
- Oggi non mi va la pastasciutta (quello medio, che si era strafogato di brioches a tradimento a colazione).
- Etta patta no-a- vojo! (quella piccola, che non resiste mai alla tentazione di dire NO).
La clafoutis era troppo calda, poi troppo fredda. 
La formaggella del fattore andava benissimo (alla faccia del: bisogna consumare meno latticini).
Ma vi possino!

Il mio pensiero corre al corso di Motivazione che ho tenuto questa settimana.
La motivazione è l'espressione dei motivi che inducono le persone a una determinata azione.

Ora...mi date torto se la prossima volta rovescio nel piatto un Quattro Salti in Padella o una latta di Chappy comprate all'Auchan?

* per chi non lo sapesse frutta e verdura bio sono spesso ammaccate e piene di imperfezioni.
** GAS= gruppo di acquisto solidale
*** =supermercato biologico molto ladro e poco equo-solidale.

martedì 21 giugno 2011

La sindrome di Toy Story 3



Alessandro fu folgorato a 18 mesi davanti al plastico ferroviario del Castello di Brescia: trenini!
Da allora, per 5 lunghi anni, la nostra vita familiare è stata allietata da:
- infinite ripetizioni di Thomas il trenino, imparandoci a memoria le canzoncine "Accidents" e "Night Train".
- Svariate gite per stazioni e in stazioni per l'adorazione di treni a vapore, elettrici, passeggeri, merci, container, cisterne, manovatori, ecc.
- Una impressionante plastico domestico di trenini Brio-misto IKEA, con una collezione paurosa di stazioni, trenini a batteria e costosissimi pezzi speciali,
- Innumerevoli piste di plastica di ogni fascia di prezzo e di ogni durata: 0-5 minuti; 5 minuti-6 mesi; oltre 6 mesi.
- Un vero e proprio plastico elettrico, assolutamente prematuro, ingombrante, costoso, poi finito ingloriosamente in cantina con suo comodo pannello di laminato 2 metri x 3.
- Diverse gite dallo Zio Bob, forzato a riesumare con ore e ore di certosino lavoro, i suoi modellini della prima metà del secolo XX°.
- Una visione treninocentrica della vita, in cui anche le ante scorrevoli di un armadio rivestono un certo fascino in quanto scorrevoli su binario.
- Una intera vacanza in un villaggio marchigiano solcato dalla ferrovia, punto di debolezza della struttura per i recensionisti del web, e irresistibile fattore di attrattiva per noi.
- Il presepio di casa nostra? Vi devo spiegare con che mezzo arrivano i re Magi alla capanna? No, niente cammelli, c'è il pendolino del 6 gennaio...

E come sempre accade con i figli, quando tu ti sei abituato, attrezzato, adeguato, impegnato,
quando hai partecipato, investito, condiviso...
loro che fanno? Cambiano!

E fu così che il mio bambino si stufò dei trenini e staccò ad uno ad uno le fantastiche locomotive sticker dalle pareti della sua cameretta, per lasciare spazio ai suoi orrendi disegni degli orrendi personaggi di SuperMario e di Ben10!!!

E io che predico nei miei corsi che la propensione al cambiamento è l'atteggiamento dei veri vincenti...
mi sorprendo malinconicamente malata della sindrome di ToyStory3.

E ripenso a un augurio per la nascita del mio primogenito:


Benvenuti nel treno dei genitori.
ATTENZIONE!  E' un treno VELOCISSIMO; non si ferma quasi mai e da pochissimo tempo per guardarsi indietro. 
Quindi non vi distraete troppo, ma guardate bene dal finestrino il paesaggio che cambia cosi'
velocemente e senza ripetersi mai.


Ciuf Ciuuuuuuff!

lunedì 13 giugno 2011

Anche a me batte il quorum di felicità

Non trovo parole migliori per esprimere quello che provo, devo proprio citare la collega blogger Panzallaria
"Non ha vinto questo o quel partito oggi. Oggi ha vinto il passaparola, l’attivismo delle persone. Ha vinto la mia vicina che ha stampato i volantini informativi per il referendum e li ha infilati in tutte le buchette, ha vinto la signora che ha passato la domenica sulla spiaggia per invitare i bagnanti ad andare a votare, a fine giornata. 
Ha vinto il banchetto improvvisato in mezzo alla via, quelli al bar che raccontavano pubblicamente perché votare  e perché votare si. Ha vinto la Rete, quella reale e quella virtuale dei tanti che – lontani dalla politica di palazzo e dai Comitati ufficiali –  hanno fatto di tutto perché la soglia dell’attenzione rimanesse alta.
Ha vinto l’Italia che ha capito che non è con i “tanto non cambia niente” che si può vivere bene in un Paese ma che ha voluto cambiare davvero le cose. (...)
Grazie alla Rete possiamo. E non parlo della Rete web, parlo di un concetto sociale che si sta affermando e che usa il web ma non ne rimane invischiato e ne vede anche i lati negativi . Parlo della capacità di andare oltre l’indignazione e di attivare MOBILITAZIONE."

57% di votanti. Quattro SI schiaccianti. Questa è la risposta al premier che ci ha invitato a disertare le urne: un politico con le palle avrebbe cercato di convincerci per il NO, sarebbe stato più dignitoso.
VERGOGNA a chi non ha voluto dedicare un quarto d'ora per esprimere la sua posizione.  A chi se ne frega di esprimere posizione su temi come il NUCLEARE o l'ACQUA.  Chiunque egli sia.  Per fortuna 26 milioni di italiani sentono di avere un DOVERE CIVICO e MORALE. E non solo diritti. 


venerdì 10 giugno 2011

De gustibus

- Etto formaggio FA CHIFO.
- Valentina, non si dice FA SCHIFO. Puoi dire: questo formaggio A ME non piace.
Momento di riflessione e poi:
- Etto formaggio A ME FA CHIFO.

Due anni e un mese.
Sei mesi fa a malapena diceva il suo nome e adesso canta le canzoni a memoria.
E ce le canta.
Non so se mi spiego.
Ho come l'impressione che ne vedremo delle belle.

lunedì 6 giugno 2011

Non ci sono proprio più.

Cosa? Ma le mezze stagioni, chiaro.
O meglio, ci sono pure, ma in una sequenza incomprensibile.

Ad aprile siamo passati dal cappotto alle infradito.
Ci sono voluti due mesi per:
- completare il cambio di stagioni x 4 (inclusa la gestione-prestiti-abiti-figli);
- sistemare il portico;
- portare a lavare i piumoni (e quindi chiedere un mutuo e poi dimenticarli in lavanderia per non pensarci);
- fare installare il condizionatore per la camera del figlio;
- portare su tutti i giochi estivi;
- inaugurare la piscinetta gonfiabile;
- riporre anche gli ultimi maglioncini "perché tanto ormai";
- e, dulcis in fundo, convincere il suocero ad aprire la piscina. Tadaaaaaa!!!
Aspett che 'mo mi tufffff ROARRRR. Echecazz, un tuono?

E quindi?
E quindi è tornato l'inverno.





Coro dei lettori: E adesso che ti sei lamentata del tempo?
E adesso che mi sono lamentata del tempo, ho acceso la luce, chiuso le finestre e infilato un maglione...
torno a lavorare. Pensando alle vacanze estive.


Rettifica (poche ore dopo)
E adesso che mi sono lamentata del tempo ho tirato fuori il nureflex e la tachipirina per la piccola che ha
una super tosse e la febbre, mi accingo a fissare appuntamento con la pediatra per i soliti, noiosi malanni di stagione. Si, ma di quale stagione?

domenica 5 giugno 2011

Ode al paesello

Fra pochi giorni saranno quattro anni che vivo al Paesello.
E quattro anni che, pur adorando la mia casa, me ne lamento.

I commercianti maleducati.
Gli amministratori rozzi.
Le poche iniziative culturali.
La scarsità di servizi.
La lontananza (relativa) da alcune persone care...

Spesso si capisce davvero quanto si tiene a una cosa solo quando si rischia di perderla.

A me è successo ai primi di maggio, durante ia fioritura delle acacie.



Quando ho iniziato ad impegnarmi seriamente per lottare contro la costruzione di uno schifoso inceneritore di pollina
che deturperebbe l'aria e il paesaggio del Paesello.

Mentre costeggiavo il paese in macchina mi sono guardata intorno, ho osservato il tripudio di 
acacie lussureggianti e punteggiate di fiori color crema...e, all'improvviso, il Paesello mi è sembrato bellissimo.
E mi sono resa conto che, in fondo, amo vivere qui.
Non solo per il privilegio di avere un resort estivo privato.

Amo l'assenza di traffico e le strade in mezzo al verde.
Fermarmi a vedere le mucche mentre porto la Polpetta al suo asilo.
Andare in cascina a fare la spesa biologica.
Scoprire che ci sono tante persone aperte e di buon cuore e persino di cultura anche trai "Roncaì"(*)
(*) soprannome degli abitanti del paesello
Portare i figli non in una palestra ma in questa meravigliosa fattoria didattica




Percorrere pochi metri e trovare questo.

e questo fiume
e questo bosco



e, infine, una stupenda pista ciclabile sulla quale in teoria potrei correre o pedalare fino al lago di Garda. 




In pratica non lo faccio mai. 
Ma solo il fatto di vederla dalla finestra mi fa sentire molto meglio.
(quasi come se fossi io a farci jogging all'alba :-)

Ebbene sì, nonostante tutto sono contenta di poter crescere qui i miei figli, 
e mi batterò come una iena perché questo posto non venga deturpato dalla schifosa ciminiera
e dall'andirivieni di merda di pollo...