lunedì 4 ottobre 2010

Letterine dal cielo

- Ma papà, il paradiso esiste?
- Non lo sappiamo. Nessuno è mai tornato indietro a dirci cosa c'è dopo la morte.
- Beh, potrebbero almeno mandarci una letterina dal cielo!

domenica 3 ottobre 2010

Il cestino da cucito.

Uggioso pomeriggio di ottobre.
A casa ci siamo solo io e la polpetta.
Dopo aver disegnato e fatto merenda, lei si mette a giocare tranquilla,
e io decido di dedicarmi ai lavoretti di cucito che rimando da mesi, per lo più bottoni da attaccare.
 Musica rilassante, atmosfera tranquilla.

All'improvviso mi prende un nodo alla gola.
Il cestino da cucito.
Il cestino da cucito che mi ha regalato mia nonna forse 20 anni fa. Uguale al suo.
In un istante ritorno ragazzina,  e sono di fronte al suo cestino da cucito.
Siamo nel giardino della casa di campagna, sedute al tavolo di legno.
Il suo cestino da cucito trabocca di bottoni colorati, nastri, fili di tutti i colori.
Sta ultimando un bellissimo vestito per la mia Barbie, ispirato all'abito da sposa della principessa Diana.
Con le sue dita nodose e deformate dall'artrite, le unghie corte e tonde.
Mani che non si fermano mai: piegate da enormi borse della spesa, decise nell'orto, sicure in cucina, tenere sulle guance dei nipotini lontani, mio fratello ed  io.


Mi prende un'inaspettata e acuta nostalgia della sua voce, della sua presenza.
Mia nonna è stata forse la persona che mi ha viziato di più nella mia vita, assecondando ogni mia passione.


Ero golosa di dolci. Mia nonna aveva sempre una scorta di cioccolata e trovava sempre il tempo per sfornare una delle sue strepitose torte. La Kolac di ribes, la torta di pane, la torta di ricotta.


Avevo una passione per le spose. Mia nonna non mi diceva mai di no, se chiedevo di sfogliare e ritagliare le vecchie riviste di spose o di indossare l'abito da sposa di mia mamma, avvolta in una nuvola di tulle.


Ero vanitosa. Mia nonna mi comprava piccoli rossetti ed altri vezzi, come le scarpe bianche di tela con l'elastico, 
scarpe che a me sembravano "da ballerina".


Amavo disegnare. Mia nonna mi faceva trovare matite e blocchi ed io mi perdevo per ore nei miei disegni, mentre, alle mie spalle lei e mia mamma cucinavano e intrecciavano infinite chiacchiere femminili.


Ho sempre amato le feste, pur vissute in un costante nomadismo familiare. Mia nonna non mancava mai di celebrarle con piccoli riti e tradizioni. La caccia alle uova pasquali in giardino, la torta a forma di agnello, con un nastrino rosso e un campanello al collo. L'albero di Natale vero, con decorazioni antiche, e scatole piene  di profumatissimi e irresistibili biscottini natalizi di cui mi ingozzavo senza ritegno. Ho mangiato tante di quelle lunette alle mandorle, cerchi di cioccolato con la noce e cuoricini con la marmellata che quei sapori e quei profumi resteranno dentro di me per sempre. E poi regali, pacchettini colorati da scartare, sorprese.


Per un momento vorrei tornare bambina. Senza pensieri né responsabilità.
Vorrei ancora sentirmi così viziata, coccolata, protetta.


Ci sono amori che si possono capire e ricambiare fino in fondo solo nella lunga distanza,
di solito quando è troppo tardi.


Ci sono amori che sopravvivono anche alla morte. Restano assopiti da qualche parte nel tuo cuore,
e poi si riaccendono all'improvviso di fronte ad un cestino del cucito.



















mercoledì 29 settembre 2010

Le ciabatte

- Mettiti quelle ciabatte, insomma! Quante volte devo ripeterlo?
- Ma mamma, dove sono?
- DOVE SONO? Ma come, sono tre anni che vivi in questa casa, dovresti sapere qual è il posto delle tue ciabatte.
- Si, ma sono tre anni che non me le metto!

lunedì 27 settembre 2010

Numerologia

- Mamma, che numero è il SEI NOVE?
- Il SESSANTANOVE? Beh...è un ...ehm...bel numero...perché me lo chiedi?
- No, così.
- Scusa ma dove l'hai visto?
- Sono le superstelle di SuperMario!
- Aaaaaaaaaaaaah!

mercoledì 22 settembre 2010

Coccinelle e desideri

Lunedì pomeriggio.
Sole. Caldo. Giardino.
Il mio gnomo arriva, festoso, con una coccinella sul dito.
Per tradizione familiare, ogni volta che liberiamo una coccinella (dall'annegamento in piscina o da qualsiasi altra situazione di vero o presunto pericolo), esprimiamo un desiderio, nella folkloristica credenza che la coccinella porti bene.
- Mamma, hai esprimuto un desiderio?
- Si dice espresso, comunque sì, tesoro.
- E che desiderio hai esprimu..espresso?
- Che i miei bambini stiano sempre bene.
- Tutto qui?- fa lui, deluso.
- Non è mica poco, sai?- dico io, pensando che la scuola è iniziata già da DUE settimane, e toccando ferro.
- Ma, tu, piuttosto...Qual è il tuo desiderio?
E lui, illuminandosi:
- Di poter sempre giocare con Super Mario!!

Mercoledì pomeriggio.
Alessandro ha mal di gola e febbre. E' stato, ovviamente, a casa da scuola.
Io non ho, ovviamente, potuto lavorare. Quindi, ovviamente, lavorerò stanotte.
E, ovviamente, salteranno i miei progetti per piccole goduriose retate di shopping solitario,
sospirate almeno da 17 mesi, ovvero dalla nascita della Polpetta.
Azzzzzzz.

Ma allo gnomo non è andata meglio.
Prima ha perso Luigi (fratello di Mario). E oggi, complici la sorella e il microcane della nonna,
è  sparito anche il suo adorato (e costosissimo) pupazzetto SuperMario.
Il secondo SuperMario perso in 2 settimane.

Maledetta coccinella, la prossima volta mica ti salviamo, eh!!

domenica 19 settembre 2010

Il paggetto

- Sei elegantissimo, sembri quasi tu lo sposo!
Sto aggiustando il cravattino al mio primogenito che, fra poco, aprirà il corteo nunziale d'ingresso
con il delicatissimo compito di portare il cuscino delle fedi.
Si sposa uno dei due zii Andrei.
- Ma un giorno sarò io lo sposo, mamma?
- Certo, amore!
- Che bello! Però c'è un problema.
- Che problema?
- Come faccio a scegliere una sola sposa tra tutte le mie fidanzate?