Non trovo parole migliori per esprimere quello che provo, devo proprio citare la collega blogger Panzallaria
"Non ha vinto questo o quel partito oggi. Oggi ha vinto il passaparola, l’attivismo delle persone. Ha vinto la mia vicina che ha stampato i volantini informativi per il referendum e li ha infilati in tutte le buchette, ha vinto la signora che ha passato la domenica sulla spiaggia per invitare i bagnanti ad andare a votare, a fine giornata.
Ha vinto il banchetto improvvisato in mezzo alla via, quelli al bar che raccontavano pubblicamente perché votare e perché votare si. Ha vinto la Rete, quella reale e quella virtuale dei tanti che – lontani dalla politica di palazzo e dai Comitati ufficiali – hanno fatto di tutto perché la soglia dell’attenzione rimanesse alta.
Ha vinto l’Italia che ha capito che non è con i “tanto non cambia niente” che si può vivere bene in un Paese ma che ha voluto cambiare davvero le cose. (...)
Grazie alla Rete possiamo. E non parlo della Rete web, parlo di un concetto sociale che si sta affermando e che usa il web ma non ne rimane invischiato e ne vede anche i lati negativi . Parlo della capacità di andare oltre l’indignazione e di attivare MOBILITAZIONE."
57% di votanti. Quattro SI schiaccianti. Questa è la risposta al premier che ci ha invitato a disertare le urne: un politico con le palle avrebbe cercato di convincerci per il NO, sarebbe stato più dignitoso.
VERGOGNA a chi non ha voluto dedicare un quarto d'ora per esprimere la sua posizione. A chi se ne frega di esprimere posizione su temi come il NUCLEARE o l'ACQUA. Chiunque egli sia. Per fortuna 26 milioni di italiani sentono di avere un DOVERE CIVICO e MORALE. E non solo diritti.


