Saranno tutti a rincoglionirsi davanti alla tele o ad accalcarsi nei centri commerciali.
Mi sento un pò pirla mentre con la macchina mi avvicino al luogo della manifestazione.
Perché penso che non ci sarà nessuno, che probabilmente non serve a niente,
che manifestare è qualcosa di un pò vecchio, un metodo che non ho mai condiviso.
Cosa mi ha spinto qui?
La voglia irrefrenabile di esprimere il mio dissenso in modo VISIBILE.
Perché nel web è tutto un dibattito, un fermento di idee:
ma tutto ciò è invisibile agli occhi dei più, dei governanti e della massa alla TV.
I giornali scrivono che B. non ha perso consenso?
Non resta che trovarsi fisicamente e fare un pò di baccano. Magari non servirà a niente, io però desidero esserci lo stesso.
Ma, mentre parcheggio, mi emoziono a vedere piccoli gruppi di donne con la sciarpa bianca al collo.
Io sono da sola. Nessuna delle mie amiche mostra alcun interesse per quello che probabilmente definiscono "politica".
(Poi si lamentano perché non ci sono gli asili e perché sul lavoro sono penalizzate in quanto donne).
I miei genitori probabilmente pensano che sono diventata pazza o comunista.
In realtà sono solo preoccupata.
Perché il mio paese è in uno stato di forte decadenza economica e morale.
Chi ci governa è impegnato a difendersi dai processi e a tenere a bada l'harem.
Non vedo nessun passo concreto per l'ambiente, per le famiglie, per le donne, per i bambini,
per la salute pubblica.
Non vedo riforme, non vedo progetti, non vedo idee.
Un mangia mangia ormai spudorato, un andare a puttane che non è più metaforico
che è stato legittimato in nome della privacy.
La manifestazione è stata una sorpresa.
Relegata in una piazza minore, senza l'autorizzazione ad una amplificazione decente (dalla "liberale" giunta di destra).
C'erano donne ma anche tantissimi uomini e bambini.
C'erano striscioni, palloncini, musica, allegria, sono state portate esperienze, ci si è confrontati.
La gente discuteva, parlava!! Lontano dagli schermi dei pc, finalmente occhi negli occhi!
Ho incontrato donne che lavorano nella sanità e che ogni giorno lottano per garantire il rispetto della legge sull'aborto.
(Perché per la donna che decide di interrompere la gravidanza non ci sono più i ferri della mammana ma
umiliazioni e difficoltà non meno pesanti).
Ho incontrato donne che lavorano nella scuola e non si arrendono al taglio delle risorse, e cercano di
metterci sempre più passione, entusiasmo, nuovi progetti.
Ho incontrato donne che si impegnano per difendere altre donne dalle violenze, che in questo paese sono punite meno che altrove, e che sono in fondo legittimate da una cultura dove "è la donna che se la va a cercare".
Ho incontrato gente di orientamento politico diverso, per lo più gente lontana dai partiti e dai sindacati,
gente che era lì non "manipolata" da qualcuno come vogliono farci credere, ma per propria iniziativa.
Ho visto gente che ha a cuore il futuro dei propri figli, e, anziché trincerarsi nel qualunquismo, nello scetticismo,
nell'indifferenza....almeno si chiede cosa si può fare.
Scendere in piazza non risolve i problemi ma è meglio che restare in casa a guardare Buona domenica.
Sono tornata a casa piena di energia positiva, e, come dice Chiara, "indifferente ai commenti dei politicanti ignoranti e lontani da noi mai come oggi".
Chiedendomi se tra quelle donne (o tra le tante fantastiche blogger che conosco)
non possono essercene alcune con i valori e le capacità per cambiare le cose.
E chiedendomi cosa posso fare IO, nel mio piccolo, per cambiare le cose.

