domenica 19 dicembre 2010

La letterina a Babbo Natale



Caro Babbo Natale per favore io vorrei i pennarelli nuovi, i libri da colorare dei dinosauri e un treno di Natale. 
Alessandro.

Mio figlio non vuole Gormiti, Bakugan e nemmeno Ben 10. 
Ha sfogliato tutto il catalogo dei giocattoli, ma è restato immune alle seduzioni del marketing.
E non ha incollato sulla letterina gli annunci pubblicitari come, ad esempio, faceva il suo avido zio alla stessa età.
E' ancora soddisfatto da Santa Lucia, la Santa Lucia più povera di sempre. 

Sì, perché quest'anno Santa Lucia ha cambiato le regole.

Nei primi anni della sua vita, Alessandro riceveva regali di Santa Lucia da ogni parente-amico-conoscente vicino alla famiglia.
Persino dalla collaboratrice domestica!
Risultato?
L'anno scorso al terzo "Vieniiii, andiamo da X, è passata Santa Lucia!!!" non mostrava alcun interesse.
Al quarto richiamo era visibilmente scocciato.
Oltre, forse, a chiedersi se Santa Lucia è un pò stordita: non può portarli tutti insieme in un unico posto i regali?

Alt, mi sono detta: che senso ha? è per lui o per loro? 
La magia mica la puoi replicare: se la trasformi in routine perde ogni fascino e diventa una rottura di scatole.
E se togli il DESIDERIO ad un bambino gli togli il senso della vita e il bello dell'infanzia.
E così stop a tutti. VIETATO fare regali per S. Lucia. 
Basta pellegrinaggi, basta orge regalizie, basta fingere noi stupore e meraviglia per compensare la sua aria annoiata.

Io ho ancora benissimo in mente tutti i giocattoli, i dolci e le esperienze che non ho potuto fare da bambina.
Desiderare era ciò che rendeva speciali le feste, i compleanni.
Desiderare sapendo che non necessariamente i desideri sarebbero stati esauditi.
Avere ancora motivazioni per essere brava, per meritarmi ciò che volevo. 

Quest'anno Babbo Natale non verrà a casa. Farà un'improvvisata dai nonni, che raggiungeremo per pranzo.
Quella mattina Alessandro sarà probabilmente deluso, ma imparerà a non dare per scontato nulla.
Ad apprezzare l'inatteso.
E a continuare a desiderare.


Caro Babbo Natale,
puoi finalmente portarmi il Dolce Forno Habert, L'Allegro Chirurgo, la Casa di Barbie?
Le espadrillas, le scarpine nere di vernice alla bébé, il tutù da ballerina (invece del triste body blu di ginnastica artistica)? 
E anche una tonnellata di girellemotta e di kinderbriosc?
Se mi porterai tutto ciò sarò felice. 
Se non me lo porterai...sarò felice lo stesso.






P.S. Sullo stesso tema, un interessante contributo della pedagogista Serena Rocchi

venerdì 17 dicembre 2010

Sing Coca Cola


Un tributo ai Train, che fanno canzoni bellissime.
E un riconoscimento alla Coca Cola, che ha inventato la moderna iconografia del Natale
(perché credete che Babbo Natale sia di rosso vestito? Dai commercial della Coca, begli anni '30!!)
e che, da sempre, ci regala stupendi spot natalizi, un trionfo di buoni sentimenti, bollicine e kitch natalizio.
Vorrei cantare insieme a voi...

lunedì 13 dicembre 2010

Santa Lucia


La letterina, l'attesa,  le scampanellate notturne, i "segnali".
Il cartellone della bontà, le minacce, gli apprezzamenti.
I cataloghi di giocattoli, i giri nei negozi, l'occultamento dei regali.
La paura della vigilia, i biscotti per l'asinello,  i pacchetti colorati.
La complicità assonnata ed euforica tra Santa Lucia e l'Asinello.
La sveglia all'alba, la corsa verso le scale, gli occhi che brillano nel vedere la pista di monete di cioccolata.
L'eccitazione contagiosa, le vocine acute, i pacchetti che vengono sbranati avidamente.
La prova dei giochi, le facce rosse di gioia e sporche di cioccolata, carte e scatole ovunque.
I biscotti mangiucchiati, il latte rovesciato, la terra dell'asinello.
La corsa per arrivare in tempo all'asilo, la casa devastata, il silenzio irreale.

Nel cuore di Santa Lucia emozione, ricordi, gratitudine.
La consapevolezza che la magia non è eterna, e che il resto della vita passa nel ricordo della magia.

Dedicato a chi stamattina scriveva sul suo profilo facebook "Santa Lucia non esiste".

lunedì 6 dicembre 2010

Il bue e gli asini.

Garden center di paese. 
Mercatino di Natale (deserto). 
Sto girando con mio figlio, deluso perché quest'anno non hanno allestito il solito plastico natalizio con il trenino
(anche se poi il trenino non lo facevano mai andare, forse per risparmiare elettricità).

- Scusi ce l'avete il bue per il presepio?
- No, il bue l'ho finito. Però c'è l'asinello!
- Grazie ma mi serve il bue.
- Ma l'asinello è bellissimo, tutto dipinto a mano!
- Come le ripeto non mi occorre. Piuttosto, avete un rotolo di cielo diverso da questo?
Ne vorrei un di quelli con anche il paesaggio.
- Ah, no, i cieli con il paesaggio non li fanno proprio più. 
- Beh a dire il vero settimana scorsa l'ho visto all'ipermercato.
- Si, ma sono quelli di qualità scadente!! (con aria seccata).

Aspetto al varco il prossimo che mi dice che "il piccolo commercio specializzato 
è in crisi per colpa della grande distribuzione".
E non perché, se devo avere a che fare con commercianti incompetenti,
supponenti e neppure dotati di un assortimento decente...
preferisco sopportare la calca dell'ipermercato, dove almeno non ho grandi aspettative in quanto a cortesia e qualità.
E quando le aspettative sono basse è più difficile restare delusi.



sabato 4 dicembre 2010

I preparativi di Natale. Prima e dopo (i figli).

I preparativi di Natale PRIMA di avere figli.

Le note romantiche di White Christmas cantata da B.B.King accompagnano questo momento di relax.

Con calma estrai le decorazioni natalizie dalle loro confezioni, una ad una.
Per questo Natale hai scelto un tema rustico-nordico: delicati addobbi di vimini e rattan, graziosamente ricamati con nastri di raso rosso.
Addobbi l'albero lentamente, canticchiando e ripensando ai Natali della tua infanzia. Verifichi attentamente l'omogenea distribuzione di lucine e decori. 
Il presepio è contenuto in una delicata capanna di terracotta proveniente da Napoli, con i personaggi dipinti a mano.
Ogni tanto sorseggi una tisana tirolese alla cannella.
Quando hai finito riponi gli addobbi non utilizzati, ripulisci velocemente e ti godi soddisfatta il risultato.

L'atmosfera è perfetta, e tu fantastichi e pensi, con emozione, a quando questa festa varrà VERAMENTE la pena di essere vissuta, ovvero a quando i frutti del vostro amore saranno nati e allieteranno la vostra esistenza.



I preparativi di Natale DOPO avere avuto figli.

Le canzoncine stridule del coro natalizio dell'Antoniano a malapena si sentono, in quanto coperte da urla gioiose: "Che bellooooooo facciamo l'alberoooooooo!!" "Tatale! Tataaaaaaale!". 
Non facciamo nemmeno in tempo ad aprire i rami dell'alberello 
che le creature vi si avventano per appenderci la loro stupenda collezione di decorazioni dell'ovetto Kinder.
Ovviamente tutti i pupazzetti vengono collocati su tre o quattro rami bassi, lasciando il resto dell'abete tristemente spoglio. 
Inutile chiedersi quale sarà l tema natalizio dell'anno, perché il tuo primogenito ha sentenziato che "L'albero di Natale è dei bambini e decidono i bambini cosa metterci".
Vengono bocciate le decorazioni hi-tech, e "queste con la paglia non mi piacciono". 
Promossi i giocattolini di legno, i pupazzi, avanzi dei biscottini fatti in casa e decorati con la glassa 2 anni fa, e, ovviamente, Kinder Ferrero spopola soprattutto trai rami bassi.

Mentre cerco di collocare uniformemente le lucine senza finire incaprettata nel filo, e dribblando  biberon di acqua spaciugati e pezzi di clementina spappolati,
i tesorini si scaraventano sullo scatolone delle decorazioni.

"Tatalliiii!!! (=cavalli)" urla deliziata la nana, brandendo una delicata giostra-cavalli di legno con il carillon. Riesco a distogliere la sua attenzione con una renna di peluche, mettendo in salvo il carillon,
insieme alla palla di vetro con i pinguini e la neve.
Ma il mio momento di distrazione è fatale al puntale d'argento, che viene smazzuolato sul tavolino e spaccato in due. 
Pam! Uno dei biscotti superstiti è appena caduto disintegrandosi in mille briciole. 
Mi giro e mi accorgo che TUTTI i biscotti sono stati collocati dal grande in punta di ramo, con il ramo piegato in giù, precarissimi. Ma, mentre sistemo i biscotti, la mia dolce bambolina prende a randellate un Babbo Natale con le le corna della renna, in una sorta di inconsapevole vendetta animalista.

Non mi sogno nemmeno di farmi una tisana, in compenso devo interrompermi a ripetizione per 1.pulire un sedere ossuto 2. cambiare un pannolino pieno di cacca 3.tamponare lo stomachino vorace della nana famelica
che alle 18 inizia a urlare "AAAAAMMM" (=ho fame!).

Quando dichiariamo l'albero finito il pavimento è un campo di battaglia coperto da uno spesso strato di decorazioni vaganti, nastri, gancini verdi, peli di albero, briciole e pattume vario.
L'atmosfera è l'ultimo dei miei pensieri, sono stremata e rimpiango le feste prive di festoni, come Ferragosto.
"Facciamo il presepio?". "Magari un altro giorno, eh!".

mercoledì 24 novembre 2010

Tecniche di vendita

- Facciamo il bagno? - No!
- Usciamo dal bagno! - No!
- E' pronta la cena, vieni a mangiare! - No!
- Lavati le mani, per favore! No!
- Ti scappa la pipì? No.
- E' ora di andare a nanna! - No!
- E' ora di svegliarsi! - No!
- Cambiamo il pannolino? - No!

Anni e anni di teoria della comunicazione, tecniche di vendita e di persuasione,
persino La Tecnica Delle Domande ("Chi domanda comanda!" tzk! tzk!).
Ma nessun training ti prepara al più duro mestiere del mondo.
Che non è quello del rappresentante di commercio, no.

PS Ve lo ricordate ISAIA? il personaggio del Drive in che affiancava Zuzzurro e Gaspare
con gli occhi da folle, tutto vestito di nero? Quello che diceva sempre NO! Ecco...

martedì 23 novembre 2010

OUT OF BLOG. Prima puntata: Il benessere è un concetto relativo.

ANTEFATTO
Venerdì mattina. 
Tutto pronto per il primo weekend romantico da TRE anni a questa parte. 
Già rimandato una volta per il mio colpo della strega. Poi c'è stata la febbre della piccola. Poi la mia laringite con antibiotico. 
Questa volta che può succedere peggio del diluvio universale annunciato dalle previsioni?
Beh, per esempio che il figlio grande si svegli lamentando che dal bellissimo tetto fatto "a regola d'arte"...cada la goccia. Sì, piove in casa. Una casa di 3 anni. 
Cosa c'è di meglio, per iniziare il week end che attendere impazienti il sopralluogo del muratore?

SABATO MATTINA
Il mitico muratore di fiducia ha sistemato il tetto in tempo.
Siamo per strada. Io e lui. L'uomo della mia vita.
Nei seggiolini nessun minorenne urlante.
Dall'autoradio non arrivano le note di Barbapapà, 
ma "Con te partirò" di Bocelli, che cantiamo a gran voce.

Ho lasciato la macchina fotografica a casa, su richiesta del marito.
"Tanto pioverà tutto il tempo, e poi almeno ti godi le cose".
Ma poco dopo Affi sono già pentita. 
Le nubi sono alte e i colori dell'autunno sono magnifici. 
Gialli, marroni bruciati, boschi punteggiati di arancio. In alto la neve delle montagne,
qualche castello arroccato....mi sfogo con la limitatissima fotocamera integrata nell'iPhone.




La nostra meta è Merano, Alto Adige. 
Anzi, per essere precisi, abbiamo deciso di trascorrere buona parte della giornata alle Terme, 
crogiolandoci tra piscine di acqua termale e centro benessere.
D'altra parte negli ultimi anni sembra che un week end romantico non possa prescindere da un centro benessere.
Ce la farà il mio pudico marito a aggirare la prescrizione di nudo integrale facendosi il gonnellino con l'asciugamano?

Intanto parliamo. Senza essere interrotti.
Parliamo di telefoni, massoneria, figli, storia, fotografia, progetti, ricordi.
Lui fa le sue cose da ingegnere, come misurare
l'altitudine con il GPS del telefono per "valutare la vicinanza allo zero termico".
(Se pensate che sia strano non vi ho raccontato di quando chiedeva la conducibilità termica delle pentole
alla commessa della lista nozze. O quando andava in giro per i mall americani con la bussola in mano).

Comunque, dicevo. Chiacchieriamo leggeri, euforici.
E' come essere in gita scolastica. Di più. E' come essere usciti dal carcere e respirare nuovamente
la libertà. 
E, parlando parlando, superiamo clamorosamente l'uscita di Bolzano, e ce ne accorgiamo QUARANTA km dopo, ormai
nei pressi di Bressanone. 

Bressanone! Meta di varie settimane bianche e del nostro ultimo week end dell'era pre-figli.
Sei anni fa. Io, lui e il pancione Ma certo: andiamo a Bressanone! 
Giusto il tempo di un panino. Le terme possono attendere.




Alla vigilia dell'apertura dei famigerati Mercatini di Natale, nella stupenda Brixen si respira un'aria da "quiete prima della tempesta".
Fervono i preparativi in piazza Duomo, ma la maggior parte degli esercizi è chiusa. Libera dalle solite orde di turisti e sciatori la città
è ancora più vera, più intensa e incantevole. Con scorci magici, che ricordano in modo struggente la mia Praga.
Siamo partiti da un paio di ore, ma siamo già in vacanza. Anzi, siamo proprio all'estero, si può dire!






Giusto un panino, avevamo detto. 
Ed eccoci qui, al Fink Gasthof , immersi in un tripudio di odori e sapori tirolesi.
Una tentazione unica per il palato, a cui non ci sottraiamo. Affettati, formaggi, canederli.
Ci alziamo appanzati come dopo il pranzo di Natale. Le terme devono per forza attendere.




E allora possiamo anche fermarci da Lidl a prendere il Calendario dell'Avvento per i bambini, per scoprire che in Sud Tirolo anche le cassiere del Lidl sono bionde e gentili.
E poi, piano piano, avviarci verso la nostra meta originaria. 

Quando arriviamo Merano è avvolta da una pioggia talmente sottile da essere quasi impercettibile. E passeggiando lungo il fiume Passirio abbiamo finalmente il coraggio
di ammettere che non abbiamo alcuna voglia di chiuderci alle Terme. Cosa saranno mai due gocce quando sotto l'ombrello non devi trascinare passeggini o bambini recalcitranti?

Merano è maestosa, elegante, ancora memore dei fasti dell'impero austro-ungarico. Anzi, sembra proprio di essere in Austria. 
Per esempio perché qui la maggior parte dei negozi sono chiusi il sabato pomeriggio. 
Fa eccezione una elegante libreria, verso cui ci dirigiamo per scoprire che i libri italiani sono venduti in un'ala separata, come qualcosa di originale e poco richiesto. 
E' fantastico sentirsi parte di una minoranza linguistica nel proprio paese!
E ancora più fantastico tuffarsi in un assortimento impressionante di pantofole tirolesi in lana cotta,
da sempre una delle mie passioni!




E' solo nel tardo pomeriggio che arriviamo all'Hotel Edelweiss, a Parcines.
Nella stupenda camera arredata con legno di melo ripensiamo alla squallidissima e sporca doppia occupata nella precedente fuga a due, a Parigi. Dopo 8 anni di matrimonio il confort del talamo coniugale è diventato condizione imprescindibile dell'atmosfera romantica, anche solo per una notte. Sono lontani i tempi in cui anche un materasso in terra  con sopra il cellophane era l'ambientazione perfetta per fare frizzi e lazzi: siamo diventati più vecchi e più fighetti, inutile.
Inoltre, pur stranamente kids-free, non possiamo trattenerci dall'andare a curiosare la sala-giochi per i bambini, apprezzando i servizi a loro dedicati.
Decisamente le nostre priorità sono cambiate! 

Ed eccoci, finalmente, al centro benessere. Se no che week end-benessere è?
Dopo una bella nuotata nella piscina riscaldata ci sottoponiamo alla tortura del bagno turco.
Resistiamo all'insopportabile caldo-umido per un quarto d'ora spruzzandoci acqua fredda addosso.
Ma è solo nella sauna finlandese, nell'ustionarmi le chiappe sulla panca di legno infuocata che improvvisamente,
ho un'illuminazione. Cosa ci faccio qua dentro con tutti questi estranei seminudi e impettiti come in un ascensore? La tettona, il cumenda con il sedere brufoloso...Tutti seri a sbuffare e soffrire in silenzio. 
Il mio organismo non sarà purificato, e il mio sistema cardiocircolatorio sarà privato della benefica sferzata degli sbalzi di temperatura, ma io mi rilasso di più stravaccata nell'area relax.

Il vero benessere inizia, quando, dopo una doccia rigenerante, ci concediamo una 
superba cena tipica nella magnifica sala decorata in legno con una Stube (stufa di maiolica) vecchia 300 anni. Che godimento!!
Appagati i sensi, cerchiamo di agevolare la digestione con una passeggiata notturna. Ma è tutto inesorabilmente chiuso, e la pioggia e il freddo ci convincono a rientrare nel tepore dell'albergo. 

Dove mi aspetta una fantastica sorpresa. A 19 mesi dalla nascita della nostra  secondogenita, 
mio marito ha deciso di farmi un regalo importante: uno stupendo anello con cui ringraziarmi per 
la fatica e l'impegno che mi sono accollata per procreare e per curare al meglio la nostra famiglia. Cinque luminosissimi brillanti per simboleggiare noi quattro e la nostra amata casa, costruita insieme con tanto impegno e tanto amore.
WOW! 
Inutile dire che, sotto questi auspici, la serata si conclude all'insegna del...benessere di coppia!!!



La mattina successiva, dopo un sonno ininterrotto e davvero rigenerante sotto il piumone,
è bello aprire la finestra e vedersi circondati da imponentissime vette innevate...
Ovviamente il wellness prosegue al buffet della colazione, che non delude.

A questo punto potremmo recarci, finalmente, alle Terme di Merano.
Ma chi ha voglia di pagare un salato biglietto di ingresso per infilarsi un costume umido 
e immergersi nella folla dei bagnanti? In questo momento niente appare più lontano dalla nostra idea di relax!
E così decidiamo di concludere il nostro week end nel delizioso comune di Pergine Valsugana con una missione: procurarci leccornie tipiche per poter organizzare al più presto una cena trentina con gli amici!
Qual miglior modo di prolungare il...benessere?

E a questo punto, raggiunto il nostro obiettivo e data la pioggia battente, nulla ci ispira di più che correre dai nostri mostricciatoli.
E' stato bellissimo respirare per 48 ore, ma ormai la nostalgia ci attanaglia. 
Eh sì, i figli sono una droga da cui è davvero difficile disintossicarsi. E niente come un pò di sano distacco ti fa apprezzare il miglior centro benessere del mondo: la tua casa, i tuoi bambini rumorosi da stringere ed annusare. 
E un paio di calde pantofole di lana cotta tirolese.


mercoledì 17 novembre 2010

TOH!

Con molta calma anche la piccola nana bionda e stalker sta ampliando i suoi orizzonti lessicali,
dimostrando anche una logica sorprendente.
Per esempio non si limita più reclamare gli oggetti del suo desiderio indicandoli prepotentemente con urla belluine (Là là làààààààààà Nooooo Lààààà).
Adesso ti guarda negli occhi severa, ti porge il palmo della mano e urla: TOOOH!
(=per cortesia, velocemente e senza indugi vedi di porgermi quella cosa di mio interesse, accompagnando il tuo gesto, come di consueto con un bel TOH*!).


(*) dalle mie parti TOH= tieni, ciapa, prendi, eccoti, here you are....


P.S. 
Una delle mie poche ma fedeli lettrici mi ha appena sollecitato un post...
Che onore avere qualcuno che nota la mia latitanza dalla blogsfera!!
Come posso resistere a tale irresistibile richiamo per il mio blog-ego?

E così ecco qua i titoli dei post che scriverei se avessi più tempo libero e meno sonno:
-1. Circoli viziosi (dedicato ai nonni che viziano spudoratamente i nipoti. Post strategicamente da rimandare dopo l'imminente weekend romantico che sto per concedermi con mio marito. Visto che i nani staranno- guarda un pò- con i nonni!);
-2.  Tecniche di vendita (dedicato alle commesse scazzone che "non si vende perché c'è la crisi" e a quelle che con il minimo impegno ti fanno uscire con le braccia piene di articoli non preventivati, non desiderati e sostanzialmente inutili, ma pure felice e soddisfatta):
- 3. Out of blog (dedicato al mondo di cose che le mamme blogger potrebbero fare se schiodassero maggiormente i culoni dal pc. Post dedicato innanzitutto a me stessa, visto che a volte è bello liberarsi dalla dipendenza compulsiva da blog e dedicarsi ad altro. Come organizzare una vacanza, rotolarsi con i nani sul letto, o fare una sana trombata col marito).

O mie numerosissime e affezionatissime lettrici, avete preferenze?
Ma, se mi inonderete di commenti (tipo anche uno o due)....vi renderete complici di una mia ricaduta
nelle spire tentacolari della blogsfera.
TOH!

domenica 31 ottobre 2010

Happy Creepy Halloween!

Le brave mamme italiche portano i figli al catechismo e cercano di boicottare Halloween con le seguenti motivazioni:
- non è una tradizione nostra, è un'americanata.
- è una festa che non sento
- è una festa commerciale.

Le stesse mamme poi addobbano l'albero di Natale, spesso al posto del presepio,
comprano tonnellate di minchiate natalizie, e biglietti di auguri col Babbo Natale di rosso vestito inventato dalla Coca Cola negli anni '30.

Halloween festa politicamente scorretta, che parla di morte, di spiriti, di mostri, il trionfo del trash e del ricatto (Dolcetto o scherzetto?).
Natale festa della bontà e della famiglia, dei buoni sentimenti da celebrare con spese folli e imperdibili mangiate collettive. 
La solita ipocrisia benpensante e ignorante all'italiana,  gradita al potere medievale del Vaticano.

Istintivamente mi è sempre piaciuta Halloween.
Perché è una festa macabra, ironica, eccessiva ma senza impegno. 
Perché esorcizza e sdrammatizza le paure dei bambini (e un pò anche dei grandi, dato che mostri e violenze non popolano solo gli incubi dell'infanzia, ma la realtà).
Perché non prevede obblighi e ipocrisie sociali ma divertimento e mascherate.
Perché ti fa socializzare con i vicini e allieta l'arrivo del freddo.
Perché non è affatto moderna e americana, ma antichissima e europea.
Perché è una festa fantastica da condividere con i propri figli.
Perché la morte fa parte della vita, e può essere celebrata in molti modi. 
(Fare la coda al cimitero e arricchire i venditori di crisantemi e lumini è solo uno di tanti possibili modi).

E  questa festa mi piace ancora di più da quando ho scoperto che la Chiesa l'ha sempre osteggiata.
E siccome una delle leggi del marketing è "se non sei capace di inventare qualcosa di nuovo copia il nemico", hanno addirittura inventato le feste dei Santi e dei Morti!!
Quelle che ci propinano come rispettabili e "di precetto", non commerciali e "non copiate". Ah ah


Durante il periodo della cristianizzazione dell'Europa, la Chiesa tentò di sradicare
i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati 
alla festa di Samhain, nell' 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, 
dedicata a tutti i santi del Paradiso, dal 13 Maggio al 1° Novembre. 
Tuttavia l'influenza del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa 
aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti dedicato
 alla memoria delle anime degli scomparsi, che venivano festeggiati dai loro cari, 
mascherandosi da santi, angeli e diavoli e accendendo dei falò.



Halloween non sarà una tradizione della mia infanzia, ma di sicuro farà parte dell'infanzia dei miei figli.

E dopo questa riflessione, sono pienamente ispirata per andare a preparare la terrificante merenda per i bambini che oggi invaderanno la mia casa addobbata di ragnatele e zucche:
torta con ragnatela, dita e orecchie della strega, cuori di pipistrello, cervello insanguinato, croste di mummia, dita di vampiro, occhi di gufo....

Felice tenebroso e terrificante Halloween!



Il tempo delle mele

Premessa
Da quando ho osservato che non si può passare del tempo con un bambino solo per condividere videogames e lotta greco-romana sul lettone,
i momenti che il mio primogenito e il suo papà passano insieme hanno preso una
connotazione cultural-storico-scientifica.
L'ultimo momento prima del bacio della buona notte è sancito dalle "tre domande" (che spaziano dal "perché esistono le giraffe" al "come funziona la lampadina"). E, di tanto in tanto, il cucciolo è accompagnato nella visione di un cartone animato sulla Bibbia, che lui ha ribattezzato "La storia di Gesù",
 che prende il via dalla creazione e dalla cacciata dal Paradiso Terrestre.

Esterno giorno. 
Di fronte al camion del "signore delle arance" (inquietante fruttivendolo ambulante siculo, con unghia del mignolo lunga e sguardo da picciotto).
"Mamma è proprio meglio che io non mangi più mele".
"Perché, amore?".
"Beh, quando mangi una mela succede sempre qualche guaio".
"Guarda che la mela avvelenata di Biancaneve era solo una favola. Se mangi una mela mica muori!".
"Non muori, ma Dio si arrabbia e ti caccia via."

Non dico che le favole dei fratelli Grimm non siano dense di messaggi terrificanti.
Ma, come ho sempre sostenuto, proporre la Bibbia a soggetti facilmente impressionabili
può avere conseguenze pericolose. Quanto meno per la loro alimentazione.