domenica 8 agosto 2010

webless

Un post scritto di getto giovedì scorso!



Stamattina il mio cucciolo grande è partito per il mare con i nonni.
Lasciandomi in una casa grande e silenziosa, alle prese con la sua dispotica sorellina.
Sono felice per lui, ma ho un terribile magone.


Come distrarmi? 


Piove a catinelle da stamattina, quindi niente giardino, niente piscina, niente passeggiate. 
L'amica che doveva venire a trovarmi ha tirato il pacco.
Ho un ginocchio super incriccato e il dolore continua ad aumentare nonostante gli antinfiammatori.
Ho appena saputo che la mia Oksana, fantastico supporto familiare e domestico, mi lascerà.


Ma c'è una cosa peggio di tutte.
Sono senza connessione web da stamattina.


Il che significa che:
- non ho potuto mandare le fatture che ho finalmente concluso;
- non posso seguire e chiudere gli ultimi lavori in sospeso che quindi ritarderanno la chiusura;
- non posso guardare le previsioni del meteo e fare programmi per i prossimi giorni;
- non posso leggere la mail della mia migliore amica;
- non posso lamentarmi su facebook;
- non posso distrarre Valentina mostrandole i video della baby TV;
- non posso controllare che dicono le mie blogger preferite;
- non posso studiarmi i suggerimenti di libri che ho raccolto nella chat di ieri sera;
- non posso cercare da cosa può dipendere l'infiammazione del mio ginocchio;
- non posso caricare le foto del mare che ho finalmente spulciato;
- non posso inventare programmi alternativi in caso di pioggia per la settimana di montagna.


Capisci davvero il valore delle comodità della vita solo quando vengono a mancare.

giovedì 5 agosto 2010

I giochi delle donne

Più o meno tutte le donne che conosco si lamentano perché i loro uomini:
- guardano il calcio
- giocano a calcio
- giocano a calcetto all'oratorio
- giocano a fantacalcio
- guardano la formula1
- giocano al simulatore della formula1
- si sfiancano con la PS/il DS/la WII
(Poi magari qualcuna si lamenta perché vanno al bar, a giocare a carte, a pesca, a caccia, a trans, però io non le conosco. Però mia mamma si lamentava del biliardino, adesso si lamenta dei francobolli. Una delle mie blogger preferite ha il marito che per divertimento legge saggi marxisti, e non mi fate dire niente sui mariti che per sport fanno paracadutismo, vah!).

Gli uomini, poverini, giocano.
Simulano violenza, competizione, sudano, bestemmiano, si sfogano e si divertono.
Una volta mio marito è andato a giocare a nonsocosa con un amico da poco diventato papà.
"Come sta la moglie?" faccio io.
"Non so".
"Come non sai?"
"Ci siamo trovati per giocare, mica per chiacchierare".


Più o meno tutte le donne che conosco hanno il LORO vizietto.
Chiaccherano.
Si scambiano emozioni, idee, suggerimenti, lamentele.

Le donne chiacchererebbero con la commessa, la mamma, la vicina, le amiche.
Per ore.
Ieri sera, ad esempio, mi sono dedicata alla nobile arte della chiacchera
durante uno dei miei sublimi incontri con le mie stupende amiche galline.
Tra risate convulse, sfoghi, pettegolezzi al vetriolo, si sono fatte le 22, poi le 23.
"Ragazze è tardissimo".
Poi tutte lì davanti al mio cancello, le coglionazze, come delle adolescenti,
per altri 10 minuti, 20, mezz'ora lì a salutarci e aggiungere chicche, "le ultimissime poi basta eh!".


Ma la vita odierna è avara di occasioni per le chiacchere.

Con la mamma molti incontri sono un "ragguaglio veloce" alla E.R. mentre si trasporta un qualche nipotino dalla casa dei nonni alla macchina. Una cosa tipo:
"Bambina, 1 anno, è stata dalla nonna mentre la mamma lavorava. Ha mangiato? Ha dormito? UAAAAAAA, La stiamo perdendo, è meglio andare, ti chiamo domani cia-cia-ciaoooo"

Con le commesse bando a ciance. "Mi passi tutti i vestiti in saldo che avete della mia taglia. Veloce, che devo comprimere in mezz'ora lo shopping represso di 3 mesi!".

Con le vicine si può fare Napoli cinque minuti mentre una stende il bucato sul balcone,
ma non è di grande soddisfazione.

Con le amiche vere, porca zozza, abbiamo più puntate arretrate che riprendere Beautiful dopo 7 stagioni di interruzione. E' sempre e comunque un coitus interruptus sul più bello.

Ma la donna moderna, compressa da ritmi sincopati, stanca, stressata, più o meno depressa,
ha un fantastico alleato. 
Internet.
Per fare shopping, decidere le vacanze, farsi i caxxi degli altri su Facebook, per dichiarare a tutto il mondo quanti libri ha letto su Anobi, per cinguettare messaggi criptici su Twitter. 
Ma, soprattutto, per incontrare altre donne e simulare la nobile arte della tessitura di relazioni sociali.
Poi non dite che noi non giochiamo.

Io ho iniziato nel lontano 1997. 
In principio furono le chat IRC, con i colleghi dell'associazione studentesca internazionale.
Si partiva "very focused" e poi si finiva alle 3 di notte a cazzeggiare come fossimo al pub. 

Poi arrivò ICQ, e, in contemporanea, C6 (=ci sei?), la chat della TIM con cui potevi simulare il rimorchio più sfrenato. Bastava dichiararsi donna in un'epoca in cui le donne sul web erano una rarità e WHHHHOOM in men che non si dica, pesci di tutte le razze abboccavano. 
Prevalentemente pescecani e  plancton. E, ovviamente, qualche esperimento di incontro dal vivo si faceva pure. Qualcuno ha trovato l'amore. Io trovavo solo buoni amici con problemi endocrinologici e apprendisti serial stalkers.

L'amore lo trovai ad una festa, e fu affascinato dallo scoprirmi amministratore di mailing list (ma secondo me più dalla mia minigonna). Manco a dirlo, ci scambiammo l'e-mail.
La prima e-mail fu un di lui marpionesco check del tipo "volevo solo verificare che mi avessi dato una casella e-mail esistente".
Il secondo incontro fu letteralmente virtuale: mi chiese di uscire in chat. 
Posso dire che da un inizio così non potevano che nascere due autentici nativi digitali quali sono i nostri figli.

E, di lì a poco, eccomi a ravanare in lungo e in largo un web acerbo e vuoto di contenuti, alla spasmodica ricerca di tutte le dritte per organizzare un matrimonio. 
MSM = matrimonio-sposarsi-matrimonio era diventata la mia fissa. 
Qualcosa di cui non POTEVO parlare con lui. Non più di tanto.
Se avesse saputo che avevo fissato la data delle nozze con la mia migliore amica un anno prima che con lui...non ci sarebbe stato alcun matrimonio.
E poi con chi disquisire di preparativi, di bomboniere, di viaggi di nozze e di tutto il mondo di emozioni, timori, avvenimenti eccitanti di quel periodo?
Ma con le RAGAZZE DEL FORUM, ovvio! 
Un forum di future sposine divenne la mia seconda casa.
A tutte le ore mi collegavo e chiacchieravo virtualmente con quelle che, giorno dopo giorno, erano amiche sempre meno virtuali e sempre più quotidiane, reali, concrete.
Sono passati 10 anni, ma con quasi tutte loro siamo ancora in contatto,  dopo innumerevoli forum meeting alcune sono ancora amiche, chi su facebook, chi nella vita reale. 

Ma, nel frattempo, non chiacchieriamo più di matrimoni, 
e ci siamo disperse nel web, alla ricerca di consigli e poi spalle per condividere le successive esperienze della vita. Chi il divorzio. Chi la singletudine di ritorno. Chi l'infertilità. 
La maggior parte di noi la maternità.
Ed è nel 2004, a test di gravidanza ancora caldo, che mi sono proiettata nell'ormai sfaccettato universo
dei forum di mamme. Forum strutturati, organizzatissimi, con schede profilo, nickname, maschere di ricerca e i post rigorosamente divisi per topic.
Alla ricerca della cicogna, gravidanza, parto, allattamento, le mamme mese per mese, ecc.
Un mondo diverso. Affollatissimo. Caotico. Dove trovi mamme che la pensano come te 
e mamme che si scannano per far valere le loro idee su parto, allattamento etc.
Un luogo di momenti leggeri (pochi), ma, soprattutto, di raccolta di informazioni. Esperienze, consigli, links, documenti. Non c'è tempo per grandi chiaccherate, c'è molta solidarietà, ma la maggior parte delle ore si dibatte, si discute, si cerca di venire a capo del metodo Estivill per la nanna o di capire se è rigurgito o solo riflusso. Sono forum di reciproco sostegno, di informazione. Un distillato di SoS Tata in diretta e interattivo.

2008, seconda gravidanza.  A parte l'intensissima partecipazione al forum Parto Naturale, 
a cui devo l'ispirazione per aver cercato e ottenuto un VBAC, il modo di vivere il web è cambiato.
Ci sono i blog. 
Non più chiaccherare al mercato o alla stazione centrale in mezzo a centinaia di galline in un brusio infermale. Non più o non solo.
Ora ci sono questi speakers'corners. Dove alcune mamme speciali sintetizzano le loro emozioni, le loro esperienze. Mamme normalissime, ma speciali solo perché il loro diario lo pubblicano e lo condividono. Speciali perché si ritagliano nella scrittura creativa un momento per loro.
Il fenomeno del mom-blogging. (Mom-blogging è il mio filone preferito, ma in realtà ci sono blog di cucina, di fumetti, di qualsiasi cosa).
Giri per la rete e, pian piano, ti crei un network di blogger preferite (Si, preferite, perché le donne bloggano molto di più degli uomini! E se mi chiedete perché rileggetevi la prima parte del post). 
E impari a conoscere il loro stile, i caxxi loro, e il loro giro di fans, di cui leggi i commenti e le discussioni. 

Alcune blogger hanno trasformato il loro diario in un supermercato con un'esibizione di brand, sponsor, persino con le slot machines: se ti lanci nei famigerati "Candy" puoi essere estratta per ricevere un premio. (Io non vinco mai una mazza, però). 
Se ti cimenti col raccontare qualche spiritosaggine puoi essere notata dalla marca di pannolini 
e cooptata per qualche iniziativa di marketing.
Un marketing drammaticamente one-to-one, incredibilmente nuovo, sottilmente intrusivo
perché allude e ammicca con le sembianze del consiglio disinteressato dell'amica.
E' il tempo del social networking, del social blogging, del social tutto.

Non  usciamo, non guardiamo la tele, non trombiamo, ma stiamo ore con i culoni sulla sedia a socializzare virtualmente, e a scambiarci una serie esagerata di informazioni, link, video, immagini, pensieri, cazzate, vita.

Ed eccomi qua. Da 4 ore in procinto di farmi una doccia e andare a dormire, sono finita sul sito di una delle mie blogger preferite, dove era in corso una chat tra le partecipanti.
Sì, perché un blog, è un'universo vivo, pieno di dialogo, di dibattito.
Perché il blogger è fondamentalmente narcisista, altrimenti scriverebbe su un file word o sul diario segreto.
Invece il blogger non scrive solo per sé, perché non solo ama scrivere ma anche esternare. Picconare. Stuzzicare. Si compiace della sua spiritosaggine, trae godimento dai consensi, sopporta stoicamente le critiche, perché in fondo così tanta attenzione non te la davano nemmeno i nonni quando recitavi la poesia di Natale. (Come faccio a saperlo? eh....sapeste!).
Ricevi e dai attenzione, stimoli, idee. 
Non è solo chiaccherare. E' simulare la relazione, è vivere una relazione dei nostri tempi.
Comoda. Veloce. Digitale. In remoto. Globale. On Demand. 
Un gioco perfetto per le donne del 2010.

P.S. La chat è stata uno spasso. Un delirio, proprio come una chiaccherata vera tra donne. 
Un parlarsi addosso, ascoltarsi, rincorrersi, passare di palo in frasca. 
Bambini, sesso, il posto più strano, come siete vestite, come cambia la vita dopo, che libro state leggendo. Il tutto veloce, sincopato, nevrotico ma anche empatico (Stai male? mi dispiace! Piange il bambino? Vai, ti capisco!). 
Al centro di tutto una splendida padrona di casa, che ha accolto tutte, ha tenuto le fila del delirio con abilità. E che stasera ha cessato di essere per me un lontano broadcast (il libro, gli aneddoti succosissimi, le fotografie stupende da ammirare da lontano) ma è stata, per un pò, l'amica della porta accanto. 
E con lei le sue amiche, già sparite nella loro Matrix quando stavo appena familiarizzando.
Ma che diamine, c'é il blog, c'é facebook, ci saranno mille occasioni per incontrarsi e chiaccherare, e per poi perdersi di nuovo.
Non è una droga meravigliosa il web?





































sabato 31 luglio 2010

Sex & the Pooh

Io: - Sex and the city non sarà un capolavoro, ma è divertente e trasmette un messaggio molto profondo.
Marito: - E quale sarebbe?

Io:- Non importa quanto sia complicata la vita, se hai dei buoni amici con cui condividerne le vicissitudini.

Marito: - Ah. Praticamente la stessa morale di Winnie the Pooh.

mercoledì 28 luglio 2010

La processione

Le strade decorate con gli anelli di carta colorata.
Le campane suonano a festa.
Nella stradina davanti a casa nostra un gruppetto ogni anno sempre più sparuto di persone
porta a spasso la Madonna, per ringraziarla di aver salvato i concittadini dalla peste svariate centinaia di anni fa.
Un evento sempre di grande attualità.
Alessandro è incuriosito dal vociare in strada e dai miei commenti,
mentre i bravi cristiani procedono con i loro lumini in mano.
- Ecco, vedi, questa è la processione.
- Mamma, ma non ci sono PECORE come avevi detto tu!

venerdì 23 luglio 2010

TOY STORY 3

Ma ci si può commuovere per Toy Story 3 ?? 


Forse è perché ero per la prima volta al cinema da sola con mio figlio?
Forse perché ero per la prima volta al cinema nel 2010?
Forse perché ero per la prima volta in un cinema da 200 spettatori con 8 persone in sala?
Forse perché i film della Pixar sono capolavori?
o...
forse perché é un film che parla (anche) di figli che diventano grandi in fretta e sono sensibile al tema 
(così come lo sono al tema "altri figli non diventano grandi ABBASTANZA in fretta...).
O forse perché ho avuto nostalgia di quando giocavo con Barbie e Ken per 6 ore di fila senza fare nemmeno pipì.
O forse perché é finita una settimana calda e pesante.
O forse perché sono arrivate le perturbazioni e mi scricchiolano le ginocchia.
O forse perché andare al cinema è una delle cose che amavo di più della mia vita "precedente" e che mi manca.
O forse perché mi sono strafogata di Coca Cola e di pop corn senza nessunissimo senso di colpa.
O forse perché adoro mio figlio, che è stupendo e mi compensa immensamente di quanto difficile è
la sua bionda sorella stalker.


Come faccio a non adorarlo quando esce di casa affondando il naso nel sacchettone di pop corn appena sfornati dal microonde ed esclama, serio: "Uhmmm, questi popcorn profumano proprio DI CINEMA!"



giovedì 24 giugno 2010

sport & vergogna

Non si può sempre vincere. 
Lo sport non è bello solo se vinci.
Se ti piace tanto il calcio continua a guardare chi lo gioca (meglio).
Oppure datti all'ippica. 

Il campionato mondiale vale meno se non c'è l'Italietta nostra?
Come un aereo che cade conta meno se non ci sono italiani?
Come una bomba che scoppia fa meno male se le vittime sono lontane?




E poi, spiegatemi. 
Perché in questo cazzo di paese
l'unico a vergognarsi deve essere Lippi? 



Ma perché non pretendiamo che si vergognino tutti quei vecchi buffoni, ladri, puttanieri, mafiosi e pedofili ermellinati che ci governano o pretendono di guidare le nostre anime?
Gli unici che devono fare harakiri sono 'sti 23 ragazzotti che piangono disperati?

Li accusiamo di prendere tanti soldi e valere poco...ma fanno benissimo a prendere tanti soldi se c'è chi glieli dà, suvvia!  
Io voglio vedere piangere disperati i preti che hanno violentato i bambini.
Voglio vedere piangere disperati gli amministratori delegati che hanno sputtanato le aziende e l'economia con la finanza spregiudicata.
Voglio vedere piangere disperati gli imprenditori che risparmiano sulla sicurezza dei collaboratori.

Voglio vedere piangere disperati i politici ladri, cocainomani, inciucioni, che votano delle leggi pazzesche e che mandano il paese allo sfascio...

I calciatori mi fanno tenerezza, poveri bamboccioni...

Lippi ci aveva visto giusto nel 2006 a scappare finché era in tempo, perché dalle stelle alle stalle si fa presto, soprattutto in Italia...


Che vinca il migliore!! (e, possibilmente, non ai rigori!!)

sabato 19 giugno 2010

L'unico modo di resistere ad una tentazione...

...è cedere.
Ho fatto la brava tutto il giorno: verdure, roastbeef...Poi, verso sera, osservando il mio soggiorno invaso di giocattoli e il pavimento finemente decorato dalla figlia madonnara con i gessetti..non ce l'ho più fatta. 
Scatta il raptus, apro lo sportello segreto, svito il tappo, affondo il cucchiaino MMMMMM BUONA! Poi la confessione: 
- Amore, la mamma te ne ha rubato un cucchiaino...
- Solo uno? 
- OK, erano tre...
- Mamma!! Diventerai ANCORA PIU' GRASSA, e questa sarà la tua punizione!! 
Vabbeh...forse  è meglio se l'aboliscono...


domenica 13 giugno 2010

Accadimenti

Alessandro, attendendo con impazienza la visita del suo amichetto Nicolò,
ha preparato un budino, di cui va molto fiero e che è stato apprezzato dagli ospiti.
- Il tuo budino ha avuto un successone, Ale!
- Che cosa?
- Ho detto che il tuo budino ha avuto un successone.
- Che COSA?
- Mi hai sentito, il tuo budino, il tuo budino ha avuto successo.
- Si, ma COSA E' SUCCESSO?

sabato 12 giugno 2010

I figli ci conoscono

- Mamma...
- Si, amore?
- E' vero che quando io e Valentina andiamo a nanna inizia la tua serata?
- Ehm...sì, amore. Finisce il tempo che dedico a voi o al lavoro e inizia il momento in cui posso
pensare a me. E lo sai cosa fa la mamma quando inizia la sua serata?
- Secondo me ti metti davanti al computer per tutta la notte!

giovedì 3 giugno 2010

Il mio giovedì

Quando facevo le elementari spesso ci veniva assegnato il tema dal titolo "La mia domenica", il cui svolgimento consisteva, di solito, in un noioso elenco di operazioni svolte, in ordine cronologico.
Tipo:
- 6.30: suona la sveglia (quella cattiva) e mi scaravento in doccia
- 6.38: fine della doccia (comprensiva di depilazione e di shampoo)
-6.40 phon e spazzola per cercare di domare l'improbabile taglio GianniLuigiDavide di 2 settimane fa (che va al più presto rettificato, ma quando? Per fortuna che la ricrescita va di moda...)
- 6.50: make up super fast...
- 7.00: ho ancora il mascara in mano e UEEEE!!! Sirena-figlia. Coccolina, pannolino, pulizia occhi incaccolati da congiuntivite,  pulizia naso pieno di catarro, vestizione figlia tra calci e lamenti della stessa.
- 7.15: sveglia figlio (con figlia attaccata alla tetta in modalità cozza), supervisione alla vestizione del figlio.
- 7.30: preparazione colazione figli. La figlia butta in terra il suo panino (NOOOO non si buttano in terra le cose!! Ma è solo la prima di tante volte in cui dirò la stessa cosa oggi...) perché vuole i cereali come il fratello. Trangugio pezzi di panini smozzicati e avanzi di filiale colazione.
- 7.40: i cereali con il latte sono stati buttati in terra. Reprimo gli istinti omicidi e pulisco.
- 7.45 entrambi i nani, ripulite le facce incaccolate di cereali e le manine collose, vengono deposti sul pavimento e lasciati liberi di gattonare e/o fare autoscontro con le macchinine (producendo decibel vicini alla soglia del dolore, soprattutto con il carrettino di legno trasformato in rimorchio di una delle macchinine).
- 7.50: raccolta di oggetti sparsi tentativo patetico di rassettare il generale casino visto che oggi deve venire Oksana a pulire la casa.
- 7. 58: nana deposta dalla nonna con tutto il suo necessaire
- 8.00: finalmente posso vestirmi a prova di rigurgiti
- 8.05 partenza per l'asilo con il nano grande.
- 8.15 depositato il nano grande sono pronta per fiondarmi al lavoro: faccio la statale per evitare i maledetti lavori in tangenziali, 50 minuti di code, grazie anche ad un incidente, e arrivo in aula, con 5 modici minuti di ritardo.
- fino alle 13: tengo un corso di formazione a banda di giovani apprendisti scazzati e rumorosi,
che mettono a dura prova le mie corde vocali già affaticate dalla faringite da aria condizionata.
- 13.01: fine della ricreazione, è ora di rifiondarsi a casa. Per fortuna al rientro ci metto solo 25 minuti.
- 13.26: estrazione di un piatto di pasta avanzato da ieri, 2' al microonde e poi il suddetto piatto viene aspirapolverato. Glom.
- 13.29: recupero della nana dalla nonna.
fino alle 15.30: coccole, giochi, vocalizzi, librini con la nana. Nel frattempo: due e-mail urgenti di lavoro,
riordino di bucato stirato, riordino di giocattoli vari, telefonata ad amica.
- 15.30 arriva Noemi la baby sitter, e io posso fiondarmi all'asilo a prende il nano.
- 15.45: spesa con il nano (compenso per l'accompagnamento: un barattolo di nutella, una confezione di actimel con le figurine degli azzurri, i gelati e i panini per hotdog).
- 16.45: scaricata la spesa, caricata la lavatrice, scaricata la posta elettronica, data la merenda ai nani.
- fino alle 18.30: lavoro al pc
- 18.30: fine della ricreazione: preparativo della cena tra gli urli della nana famelica, a cui viene propinato, a mo di tampone, un avanzo di pasta riscaldato. Nano neutralizzato al cellulare.
- 18.55: la nana butta il piatto in terra. Il pesce è fritto, la pasta è cotta, il sugo preparato ieri è scaldato, le fragole sono pulite e affettate.
- 18.59: servo la cena a me e al nano, tra le proteste della nana.
- 19.01: nana neutralizzata con ciotola di fragole.
- 19. 06: la nana butta la ciotola (vuota) in terra.
- 19.20 i nani ripuliti vengono lasciati liberi di pascolare in sala, mentre lavo i piatti.
- 19.30: bagno ai nani. Intanto preparo i vestiti per domani, cambio aria alle stanze, preparo i lettini, butto in lavanderia 8 etti di abiti sporchi, mi lavo i denti.
- 19.45: i nani vengono estratti uno per volta, asciugati (con calci e proteste nel caso della nana), impigiamati e/o impannolinati e/o medicati.
- 20: la nana viene coccolata e deposta nel lettino, dove si arrende a Morfeo ( e meno male visto che non dormiva da 7 ore!). Arriva il pater familiae, che  getta la cravatta sul tavolo e si avventa sulla cena fredda.
- 20.30 anche il nanetto va a nanna. Inizia la mia serata.
Ho giusto il tempo di sfogarmi con questo post e poi devo mettermi a lavorare.
Per fortuna il mio giovedì sta per finire.