martedì 7 febbraio 2012

Condivido ergo sum

La Piramide dei Bisogni di Maslow è veramente antica.
E non tiene conto espressamente di un bisogno fondamentale dell'uomo contemporaneo:
condividere.
Esternare a (social) media unificati.
Informare il mondo dei cavoli propri.
Affermare la propria esistenza e la propria presenza in un luogo.

Apro Twitter per conoscere le news del momento.
Tizio ci informa: I'm at Piazza Unità D'Italia http://4sq.com/bla bla
Sempronia, invece, ci rassicura: I'm at Stazione Milano Centrale (Piazza Duca d'Aosta, 1, Milano) w/ 14 others http://4sq.com/bla bla
Chissà con quanti amici e conoscenti ha avuto tempo di incontrarsi in stazione, avendo saputo 
grazie a FourSquare che anche loro erano lì.
Chissà se correndo a prendere il treno ha sbattuto il naso contro un palo mentre digitava
"Io sono al binario 12 e tu?".
Piripicchia, invece, vuole prenderci per la gola, affermando: I'm at Pasticceria Sommariva (Via Crema 25, Milan). E aggiunge anche l'indirizzo (Via Crema 25, Milan). (Nel caso in cui qualcuno non abbia voglia di correre su http://4sq.com/bla bla). Oppure voleva forse sottolineare che noi tapini siamo al  lavoro e lei invece cazzeggia beata in pasticceria?
Caio ci informa:  I just became the mayor of Caffè' Capriccio on @foursquare! http://4sq.com/bla bla 
Sono soddisfazioni. Diventare il sindaco del tuo bar preferito.
Chissà perché nessuno mai ci informa di essere diventato sindaco di un sexy shop, dell'asilo dei figli,
o del cassonetto della monnezza dell'angolo. Forse perché in questi luoghi non c'è il wifi. Ancora.

No, seriamente: ma perché metà dei tweet sono delle notifiche di geo-localizzazione?
Perché per la gente è così fondamentale far sapere a tutto il mondo dove è?
E pensano davvero che a qualcuno -che non sia la loro famiglia-  possa fregare qualcosa di dove sono e cosa fanno ogni cinque minuti?
O di come si chiamano tutti i membri della loro famiglia ( inclusi, talvolta, cane e gatto)? 


O che marca di preservativi usano?


Siamo tutti bambini in cerca di attenzione e riconoscimenti.
Pronti poi a sbottare quando i nostri figli pretendono la nostra attenzione continua, senza lasciarci tregua.
(soprattutto mentre stiamo cercando di catturare l'attenzione del resto del mondo).


E io non sono da meno, eh! 
Perché non posso proprio tenermi queste osservazioni per me, ma sento l'irresistibile impulso a condividerle dal mio personale Speakers'Corner. 
Subito!



4 commenti:

Anonimo ha detto...

Perché in questo momento va di moda, quindi fa fico, quindi soddisfa il bisogno di socialità di Maslow.

Ma è solo moda,
poi.....
tutto quello che sarà stato scritto potrà essere usato contro di te.

Ehi, blogger, brivido alla schiena?

Lucy van Pelt ha detto...

Boh, a me il tuo post e' piaciuto tanto!

TrinityPat ha detto...

Sono io a piazza unità d'Italia,mti sei accorta anche tu che passavo da li? Per me Pat è un gioco, e quello delle mayorship una lotta sotterranea per la netiquette contro uno che ha miliardi di mayorship (hai ragione ma chi se ne frega). Peró questo giochino mi ha permesso di conoscere una simpaticissima blogger che ho coperto abitare dietro l'angolo e che i commentava ogni check-in. E poi stavo quasi incontrando un'altra blogger per caso proprio perché mi sono accorga che aveva fatto il check-in. Beh d'accordo con te se è l'unico modo di iinteragire, ma alle volte si può comunicare un ristorante interessante o un luogo bello da vedere. Tutto sta nello spirito con il quale si fa! A proposito vado a fare il check in al bar per non perdere la mayorship.

TrinityPat ha detto...

Scusa i refusi